Imola. L’on. Benedetta Fiorini, candidata della Lega per il centrodestra nel collegio uninominale della Camera che comprende tutto il territorio imolese, arriva puntuale ma prima di iniziare a parlare si intrattiene con quasi tutta l’ottantina di simpatizzanti venuti ad ascoltarla per fare “selfie” con lei al gran finale da Elio’s il 23 settembre. Così l’aperitivo a base di spritz e prosecco con ricchi taglierini, donne con tacchi spesso alti e uomini vestiti sportivi si fa “lungo” con un’apparizione anche della candidata al Senato Lucia Borgonzoni.

Da sinistra Lucia Borgonzoni, Benedetta Fiorini e Daniele Marchetti

 

Poi, si parte a razzo. Il consigliere regionale e imolese del Carroccio Daniele Marchetti introduce la Fiorini dicendo che “a Imola oltre al lavoro e alla crisi energetica, c’è un deficit di infrastrutture come la Bretella da lunghi anni incompleta perché si aspettano sempre fondi statali che non arrivano mai. Anche la nostra Ausl sta soffrendo di un eccessivo accentramento e le liste d’attesa spesso sono infinite”.

“A Imola ho trovato un’apertura incredibile – scatta la Fiorini -, ho conosciuto tante imprese e un Terzo settore molto presente, ma serve una svolta nella vostra città (lei viene da Reggio Emilia, ndr) e a livello nazionale. Ci aspettano mesi difficili ed è necessario un governo coeso e duraturo che solo il centrodestra può dare, mentre il centrosinistra ha dimostrato di essere un’alleanza posticcia. Il mio avversario Angelo Bonelli si è fatto vedere solamente una volta qui per un dibattito al quale partecipavano tutti i candidati all’uninominale e perché c’ero anch’io”. Ma alla chiusura del centrodestra mancavano i volti più conosciuti in città di Fratelli d’Italia e si è visto solo qualche sparuto ex consigliere comunale di Forza Italia del circondario. Il partito di Berlusconi ora non ha alcun seggio in consiglio comunale a Imola.

“Riformiamo, anzi cancelliamo il Reddito di cittadinanza – termina la leghista – per dare fondi e risorse a chi ne ha davvero bisogno. Siamo a favore di un ministero della Disabilità. E non vogliamo più vedere il ministro Speranza alla Sanità”. Con chiaro riferimento alla sua gestione dell’emergenza Covid, ma senza dire cosa avrebbe fatto il centrodestra se fosse stato al governo davanti a una pandemia che è stata così pesante e che potrebbe dare ancora problemi non piccoli nell’utunno alle porte.

(m.m.)