Imola. La lista “Democratici e Progressisti” è sul palco del Centro Cittadino con la segretaria del Pd Francesca Degli Esposti, quello di Articolo Uno Antonio Borghi e quello dei Socialisti Gennaro Mancino davanti a quasi 150 persone, presenti gli on. Raffaello De Brasi e Daniele Montroni con l’ex ministro Giuliano Poletti, per la chiusura della campagna elettorale del 23 settembre.

Ma i pezzi da Novanta sono il sindaco Marco Panieri e il senatore Pd, in odore di rielezione, Daniele Manca mentre mancano rappresentanti degli altri alleati del centrosinistra che sul territorio imolese non si sono proprio visti.

Da sinistra Marco Panieri, Daniele Manca, Antonio Borghi, Francesca Degli Esposti e Gennaro Mancino

“Qualcuno ha voluto interrompere il lavoro del Governo, non era proprio il momento di lasciare tante incognite con il rincaro delle bollette quando si stavano facendo accordi con Paesi che ci possono dare il gas necessario – comincia Panieri -. Noi sindaci, ne vedo tanti qui con noi, dobbiamo dare risposte concrete sulla sanità investendo soprattutto su quella pubblica che funziona bene in Emilia Romagna e Toscana anche se bisogna sempre migliorare, sulla scuola, sulla formazione e aiutare le imprese con il Pnrr che è un’opportunità alla quale non si può dire di no. Sento parlare dell’energia nucleare, ma dove metteremo le centrali per costruire le quali serviranno tanti anni? Meglio puntare sulle rinnovabili”.

Tocca a Manca toccare le corde più profonde della gente: “Qui la destra non passerà, la libertà, la democrazia e la Resistenza che sono nei nostri gonfaloni sono radici profonde che convincono contro il qualunquismo. Non c’è futuro per l’individualismo, per l’uomo solo al comando. Abbiamo voluto e difeso con orgoglio il governo Draghi, altri lo hanno fatto cadere contro le esigenze del Paese. C’è un ex Presidente del Consiglio (riferimento a Giuseppe Conte che Manca ha sostenuto in un governo, ndr) il quale afferma il principio che Putin voleva cambiare il governo ucraino, da noi i governi degli Stati si cambiano con il voto e non con le guerre”.

“L’Italia ha pagato un prezzo enorme – continua il senatore Pd – soprattutto le giovani generazioni e in quel periodo il centrodestra si schierava contro le mascherine per raccattare qualche consenso facile. Se vinciamo noi, metteremo al primo posto la scuola, l’università, le competenze, i diritti e il lavoro tutto, quello autonomo non è una brutta parola. Se vince il centrodestra, ci saranno meno diritti e più disuguaglianze. Loro vogliono ridurre le tasse a chi ha i redditi più alti e ciò favorirà l’evasione fiscale, mentre il principio della progressività fiscale è nella nostra Costituzione che difendiamo”.

Manca termina così: “Il centrodestra, sempre lo stesso con Berlusconi, la Lega e la Meloni tutti al governo, non molti anni fa, portarono il Paese sull’orlo del baratro e del dissesto economico e finanziario. E’ un film già visto, la gente italiana deve avere memoria, ricordiamolo agli indecisi in queste ultime ore che ci separano dal voto”.

(Massimo Mongardi)