L’Italia Under 20 di pallavolo domenica 25 settembre ha battuto la Polonia (3-2) e si è aggiudicata il titolo europeo di categoria, trascinata dalle schiacciate di Alessandro Bovolenta, classe 2004. Gli Azzurrini, allenati da Matteo Battocchio, coronano così un 2022 da favola per le Nazionali.

La copertina del libro di Federica Lisi e una frame di una intervista ad Alessandro Bovolenta su YouTube

Alessandro ha una storia tutta particolare. E’ figlio di due campioni di volley: Federica Lisi e Vigor Bovolenta, che ha fatto parte della “generazione di fenomeni” di Velasco, scomparso sul parquet di Macerata nel 2012, mente giocava una delle sue ultime partite della sua sfolgorante carriera.

Ho avuto la fortuna di conoscere Federica, un vero vulcano della natura, cinque figli.

Ha scritto un bellissimo libro, “Noi non ci lasceremo mai. La mia vita con Bovo” insieme ad Anna Cherubini, dedicato alla storia della sua vita, intrecciata in maniera totale con quella di Vigor.

Ho avuto la fortuna di intervistarla, nell’ottobre del 2014, per BCC Informa, il mensile che La Bcc ravennate forlivese e imolese diffonde sul territorio per i suoi soci e per il mondo della cooperazione.

Ne riporto alcuni stralci.

Federica, raccontaci del tuo amore per il volley.
“Ora abito a Ravenna, ma ho vissuto la mia infanzia a Roma, nel quartiere di San Lorenzo. Ero alta e ho iniziato a praticare il volley. A 13 anni ero già in B2. Poi sommando fortuna e bravura sono arrivata in Serie A: ho giocato a Roma, Napoli, Jesi e Modena. Con la nazionale maggiore, a 20 anni, ho disputato le Universiadi a Catania.”

Poi hai conosciuto Vigor…
“Ero amica con un ragazzo che alle Universiadi era in camera con lui. Io allora giocavo a Napoli e Bovo venne in città per la sua partita: ci trovammo tutti insieme a prendere l’aperitivo. Quando ci presentarono, nel momento in cui gli strinsi la mano, pensai che sarebbe stato l’uomo della mia vita. Sembrava che non potessimo avere figli e ne sono nati cinque: Andrea – il più piccolo – è arrivato mentre Bovo se ne andava.”

Nel libro, tu racconti la tua vita con Bovo, che continua anche adesso che non c’è più.
“Racconto la storia di una coppia normalissima, che tutti noi viviamo ogni giorno: il dolore, l’amicizia, la passione. Lasciarsi sopraffare dal senso della tragedia è una tentazione sempre lì, a un passo da me. Ma la allontano, per non lasciarmi vincere dal dolore. Questa è una partita che non possiamo perdere, io e Bovo. E il dolore che prende alla gola quando ti fermi un istante resta una parentesi. La citazione scritta sotto alla dedica ai miei figli è di Julio Velasco: «Gli ottimisti hanno una caratteristica speciale: si divertono seriamente». E io sono ottimista e ogni giorno desidero realizzare i miei sogni, anziché pensare di non potercela fare.”

Ora tu partecipi a tanti incontri, in giro per l’Italia, a esporre la tua storia, più che a presentare il libro che hai scritto.
“Con Bovo è stata, ed è tuttora, una grande avventura. Le persone che incontro si rivedono nel nostro amore, quel sentimento che ti fa sentire le farfalle nello stomaco. Ora, anche grazie a questi incontri, mi sto allenando tutti i giorni per vivere il mio sogno, per andare fino in fondo. Come dice Jovanotti (il fratello di Anna Cherubini, con cui Federica ha scritto il libro a quattro mani): è bello vivere, anche se si sta male.”

Una storia davvero piena di forza, tenerezza, passione per la vita, perché ogni attimo va vissuto e assaporato fino in fondo!

(Tiziano Conti)