Inizia con questo pezzo la discussione post elettorale. “25 settembre, come cambia l’Italia” è uno spazio che leggilanotizia mette a disposizione di chiunque abbia voglia di riflettere sull’attuale situazione politica e sul futuro. 

Balto è un film di animazione uscito nel 1995, dove il protagonista è un cane meticcio che oltre a vivere avventure che il duro mondo dell’Alaska gli pone di fronte, convive con un enorme dramma interno.

Fotogramma del film (immagine tratta da Wikipedia)

Ora che ci penso non credo sia un caso che questo film uscito nel ’95 rappresenti se non alla perfezione, quasi, l’esistenza dei millennials (i nati fra il ‘90 e ‘00), mentre tutto attorno crollava, dall’11 settembre alla crisi del 2008, ognuno di noi ha dovuto internamente fare i conti con l’idea che per la prima volta da molto tempo le condizioni di un’intera generazione non sarebbero migliorate rispetto alle precedenti e che la storia non solo non era finita ma forse era appena iniziata.

Tornando a Balto, cosa c’entra un cane di un film di animazione con il Partito democratico ed il suo risultato elettorale? Senza fare troppi spoiler, il passaggio chiave di tutto il film, ancora oggi ricordato con nostalgia da me ed i miei coetanei è questo: Balto vede un branco di lupi, questi ululano, lui sembra per un momento voler rispondere e poi tristemente rinuncia, il branco si allontana, lui ritorna sommessamente al suo rifugio e nel mentre il suo amico Boris dice fra sé e sé “Non è cane, non è lupo. Sa soltanto quello che non è. Se solo capisse quello che è”.

Ecco non credo servano maggiori osservazioni, ma forse per chi non condivide il mio background generazionale forse è meglio essere più precisi.

Come detto prima Balto non solo vive un dramma interiore, ma anche un dramma estrinseco, infatti nella città in cui vive scoppia un’epidemia di difterite che colpisce anche la piccola Rosy, una bambina sua cara amica.

La città decide di mettere su la miglior muta di cani per andare a prendere le medicine nella città più vicina, ovviamente Balto viene escluso, la spedizione però a causa del tempo sfavorevole si perde in una tempesta di neve.

E cosi Balto parte per recuperare il prezioso antidoto, molte difficoltà si pongono fra lui e la salvezza di Rosy, il punto di svolta però lo si ha quando separato dai compagni, stanco, affranto e solo in mezzo a niente altro che neve, Balto ha un epifania, un lupo bianco gli si palesa davanti e, incoraggiato dai suoi ululati, ricorda una frase dettagli precedentemente da Boris: “Ti voglio dire una cosa, Balto. Un cane non può fare questo viaggio da solo. Ma, forse… un lupo sì”.

Rincuorato da questa rivelazione interiore il nostro eroe trova le forze per portare a termine la sua missione.

Ecco adesso sostituiamo pure al nostro protagonista il Partito democratico, un partito con una forte questione interna irrisolta, ora immaginiamo che invece che andare a recuperare un antidoto venga richiesto di governare, eccoci che proprio come Balto siamo stati volontariamente esclusi dalla muta.

Con buone probabilità, visto che il team di Giorgia Meloni è un copia incolla di quello che ha portato alle dimissioni di Berlusconi la notte del 12 novembre 2011, il Pd si potrebbe ritrovare anche nella posizione di dover portar a termine la missione esattamente come Balto, e nel farlo incontrerà moltissimi ostacoli: con chi allearsi? Cosa cedere? Cosa pretendere? insomma dovrà fare un po’ di sana e seria Politica con la P maiuscola.

Però per fare questo, proprio come Balto dovrà avere un’epifania e scoprire chi è.

Mi prendo dunque la briga e anche il gusto di parafrasare le parole di Boris.

Ti voglio dire una cosa, Pd. Un Partito di centro-sinistra non può fare questo viaggio da solo. Ma, forse… un Partito davvero Socialista sì.

(Alberto Carnelos, segretario Pd di Massa Lombarda – Ra)