“24h Assange Bologna”, si chiamo così l’iniziativa nata dal basso, da singole persone impegnate in comitati spontanei che sono spuntati qua e là in Emilia-Romagna, che si terrà sabato 15 ottobre dalle 11 alle 20, in piazza del Nettuno a Bologna, nell’ambito di una mobilitazione internazionale che vede centinaia di iniziative sparse nel Pianeta per richiedere la liberazione di Julian Assange.

Per tutte le informazioni fare riferimento al sito www.24hassange.org.

Il programma

Ore 11: costruzione della cella di Assange, letture e volantinaggio.
Ore 12: raccontiamo chi è Assange – lui è dentro perché ha voluto dare la verità: ci interessa?
Ore 13: Riflessioni su galera, guerra, verità…
Ore 14: letture: perché Assange è in prigione e rischia 175 anni anni di carcere
Ore 15: ancora letture: cos’è Wikileaks e cosa ci ha rivelato?
Dalle 16: microfono aperto, ospiti e collegamenti video

Il programma sarà intervallato da flash mob ma anche da ospiti e video-collegamento con le altre piazze in Italia e nel mondo che si muovono per Assange.

Quella di sabato 15 ottobre sarà un’iniziativa che si svolgerà in tutto il pianeta per la libertà di Assange dove manifesteranno giornaliste/i, attiviste/i, intellettuali e persone “qualsiasi”.

Julian Assange ha rivelato i crimini delle guerre in Afghanistan e in Irak commessi dagli Stati Uniti. Rischia di essere estradato negli Stati Uniti e “condannato a morte” con 175 anni di carcere. Assange è il simbolo di tutti i giornalisti, le giornaliste, le voci libere che non possono e non devono essere messe a tacere.

Un libro per saperne di più

“Voglio vivere in una società dove ad andare in galera siano i criminali di guerra non chi ha la coscienza e il coraggio di denunciarli e i giornalisti che ne rivelano la criminalità”. Così Stefania Maurizi nel suo libro “Il potere segreto” che racconta la storia di Jules Assange e di Wikileaks.

E aggiunge: “Oggi una società così autenticamente democratica non esiste. E nessuno la creerà per noi. Sta a noi combattere per arrivarci”.

Wikileaks ha svelato le infamie di guerra contro i civili, il rapimento di Abu Omar, le continue bugie dei presidenti Usa. I giornalisti di tutto il mondo prima hanno ripreso le rivelazioni ma poi hanno cominciato a raccontare la storia a rovescio: reggendo il sacco alle inverosimili – e ci voleva poco a verificarne le falsità – accuse degli Usa, denunciando Julian Assange ora come “l’utile idiota” dei russi, ora come una spia. I grandi media non vedono le infamie giuridiche dell’Inghilterra ma anche della Svezia (per una inverosimile accusa ad Assange per violenze sessuali) e dell’Ecuador che nel 2019 espelle Assange dall’ambasciata in cui era rifugiato. In mezzo a tante infamie Nils Melzer, relatore speciale delle Nazioni unite contro la tortura, denuncia gravissime anomalie giuridiche contro Assange: i media però lo rendono invisibile, i giudici inglesi quasi lo sbeffeggiano.

“Per la prima volta nella storia Wikileaks ha aperto uno squarcio profondo nel potere segreto, permettendo di accedere a enormi archivi che rivelano come agiscono i nostri governi quando, al riparo dagli sguardi, preparano guerre o commettono atrocità” riassume Stefania Maurizi.