Riceviamo e pubblichiamo

Come Gruppo Comunista Imolese concordiamo con la necessità di mobilitazioni per la pace e per la convocazione di grandi manifestazioni come quelle di Napoli e quella di Roma del 5 novembre.

Riteniamo però sia anche necessario capire e sapere perché è iniziata questa sciagurata guerra,  con la”operazione speciale” della Russia in Ukraina, che rischia una escalation nucleare mondiale. Prima del crollo dell’Urss la Nato promise all’allora presidente Gorbachev, ma non sottoscrisse nessun trattato, che “…non avanzeremo di un pollice a Est…” salvo poi inglobare a poco a poco diversi paesi dell’ex Patto di Varsavia, politica stigmatizzata anche da parole del Papa.

L’Ukraina, che col colpo di stato di Piazza Maidan del 2014 aveva portato al governo anche forze filonaziste (Azov e Pravi Sector) chiese di far parte della Nato: i missili dell’Alleanza Atlantica sarebbero stati ai confini occidentali della Russia.

Regioni   da sempre russofone come quelle del Donbass si dichiararono indipendenti e dal 2014 l’Ukraina iniziò contro le repubbliche autonome di Lugansk e Donetsk un sistematico intervento armato che ha causato più di 14mila vittime. Allora nessun governo europeo protestò. Per il Kossovo, che chiese l’indipendenza dalla Serbia i governi europei, compreso quello italiano a guida Massimo D’Alema, arrivarono a bombardare la capitale, europea, di Belgrado per 72 giorni.

L’oligarca Putin con l’intervento militare è così caduto stupidamente nella trappola tesagli dagli strateghi Nato, alleanza che non aveva più senso e che il presidente francese Macron aveva definito”…morta cerebralmente…”.

Riteniamo quindi sia giusto dare la solidarietà sia al popolo ukraino, che l’oligarca Zelenski fa uccidere per conto terzi mettendo addirittura per decreto governativo che è vietato trattare, che al popolo del Donbass che chiede la propria autonomia e indipendenza.

Altre iniziative per la pace sono in campo, come l’appello di alcuni intellettuali tra cui Cacciari, Baldassarre, Buttafuoco, Veneziani, Cardini e altri che rilevano come questo conflitto non può avere la vittoria o la sconfitta solo per una parte, chiedendo di trattare su alcuni punti tra cui la neutralità dell’Ukraina, l’autonomia del Donbass secondo i trattati di Minsk del 2014, la de-escalation delle sanzioni europee e internazionali e dell’impegno militare russo nelle zona.

Ribadiamo: siamo favorevoli alle iniziative multilaterali che vogliono la pace e soprattutto chiedono ai governi della Ue di non essere supinamente obbedienti alle volontà degli Usa e della Nato, affinché sia l’Europa a farsi promotrice di una conferenza internazionale per la pace.

Senza la chiarezza su cause ed effetti assisteremo a manifestazioni in cui, a fianco di autentici pacifisti ci saranno per calcolo anche coloro che pensano che la pace si affermi continuando ad inviare armi sempre più potenti sul teatro di guerra.

(Gruppo Comunista Imolese)