Spett. redazione,

in questi giorni nell’imolese non si polemizza su altro, arrivando addirittura ad accostare il diritto alla passione e ai bilanci economici, dimenticando in quale contesto, per abuso, ci troviamo anche a causa loro: siccità, inquinamento fuori controllo, gravissima crisi climatica, speculazione energetica, la guerra russo-ucraina e non solo, povertà dilagante, ecc.

Tutto questo è conseguenza del mancato rispetto, e controllo, sulle tutele ambientali e sanitarie rispetto a precise regole che dovrebbero regolamentare la civile convivenza e la garanzia dell’equilibrio del nostro ecosistema, in nome del motto che la Presidente del Consiglio dei ministri ha declinato in “non disturbare chi vuole fare”. Che però pare essere, nei fatti, lo stesso motto anche dell’opposizione, nonostante, a parole, parli di diritti.

Insomma, per tornare alla nostra diatriba tra diritto allo studio per tutti e il rombo passionale dei motori, è successo che l’Amministrazione pare si sia scordata degli impegni preannunciati nella stesura del calendario delle attività dell’autodromo imolese: non è una novità, si sa che molto spesso la passione offusca le menti.

Per concludere questo nostro disappunto sulla regolamentazione della convivenza civile tra tutela dei diritti e passione, teniamo ancora una volta a sottolineare che non si tratta di “autodromo sì, autodromo no”, ma di considerare la collocazione urbana in cui si trova l’autodromo e di conseguenza programmare la sua attività tenendo conto delle regole da rispettare, usando anche il buon senso per evitare di non esagerare in nome della passione e dei bilanci economici e per tutelare la “voglia di fare”!

(Legambiente ImolaMedicina)