Imola. L’Associazione Piscine Emilia-Romagna e la Regione Emilia-Romagna richiamano all’ordine i parlamentari e gli enti locali sulla situazione degli impianti natatori. Dall’inizio della pandemia nel marzo di due anni fa all’emergenza di oggi, la stragrande maggioranza delle società di gestione sono state lasciate completamente sole e stanno lottando strenuamente per mantenere aperti gli impianti pubblicci e per garantire un servizio pubblico ai cittadini. Tutte le conseguenze della pandemia e dell’emergenza energetica, però, stanno ricadendo esclusivamente sulle spalle dei gestori.

Il Governo Conte II e la Regione Emilia-Romagna sono intervenuti attraverso lo stanziamento di contributi per sostenere economicamente il settore delle piscine, anche se si parla di una goccia in mezzo all’oceano.

L’impianto sportivo “Enrico Gualandi” all’Ortignola

“Il Comune di Imola, ad oggi, non ha erogato alcun contributo, né per danni da Covid né per l’emergenza energetica, pur essendosi reso disponibile al confronto e a trovare soluzioni che per ora non si sono ancora concretizzate – sottolinea seccamente Paola Lanzon, presidente Deai srl, società di gestione del complesso sportivo “Enrico Gualandi” di Imola in zona Ortignola -. Altri Comuni, al contrario, sono già intervenuti con diverse modalità, fra cui il riequilibrio dei Pef-Piani economici finanziari delle gestioni. Non possiamo, dunque, che accogliere con grandissimo favore il convegno di lunedì prossimo organizzato dal coordinamento dei gestori, di cui a Imola solamente Deai srl fa parte, e con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, l’unico ente a livello territoriale ad essersi dimostrato sensibile nei confronti degli impianti natatori, e dell’Anci, che fin dalla pandemia ha fornito ai Comuni indicazioni chiare per poter intervenire a sostegno dei gestori”.