Il Comune di Lugo, così come tutti i Comuni della Bassa Romagna, nonché l’Unione dei Comuni hanno recentemente approvato o stanno approvando delle linee guida interne per il risparmio energetico da attuare già da inizio novembre e valide, salvo proroghe, fino a primavera.

Queste linee guida, con qualche differenza fra ente ed ente, contengono delle misure che vanno, ad esempio, dalla riduzione dell’illuminazione pubblica, pur garantendo i necessari standard di sicurezza pubblica concordati con la Prefettura, alla riduzione delle temperature negli uffici, razionalizzando anche gli spazi da scaldare e garantendo comunque le condizioni di benessere dei lavoratori. Oltre alla promozione di buoni comportamenti per il risparmio energetico fra il personale. Tutto questo si unisce a misure strutturali messe in campo in questi anni, come, ad esempio presso il Comune di Lugo, la sostituzione delle lampade dell’illuminazione pubblica con lampade led a minor consumo.

Al di là della propaganda e dei provvedimenti ideologici nazionali e purtroppo anche dei nostri territori (che purtroppo vedono coinvolti fra gli altri la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Ravenna), queste sono le giuste misure da mettere in campo.

Anziché sfruttare il momento per approvare in tutta fretta rigassificatori e nuove trivellazioni per l’estrazione del metano, che non potranno risolvere il problema energetico di questo inverno, né del prossimo, ma che anzi creeranno problemi in futuro, dobbiamo accelerare il processo di transizione energetica e, per questo inverno, sia per contenere i prezzi, sia per fronteggiare la potenziale carenza di metano, fare l’unica cosa che possiamo fare: gestire al meglio le risorse e le infrastrutture che abbiamo e risparmiare energia, come intende fare il Comune di Lugo.

Questi provvedimenti vengono approvati sull’onda di un problema che nell’immediato è economico, l’innalzamento esponenziale del costo dell’energia dovuto alle speculazioni internazionali, ma dobbiamo vivere ogni problema come l’occasione per fare meglio. Purtroppo l’emergenza climatica non viene ancora percepita in tutta la sua gravità e l’ottobre caldissimo appena concluso, il secondo più caldo a partire dal 1800, che ha fatto seguito a un’estate torrida e siccitosa, forse la peggiore di sempre, ancora non sono sufficienti a smuovere i provvedimenti giusti nella direzione della transizione energetica verso le fonti rinnovabili. E allora ben vengano questi provvedimenti, anche se dettati al momento più che altro da una comprensibile esigenza di contenimento dei costi.

Fatto quello che possiamo fare in emergenza (queste linee guida sono al riguardo un ottimo provvedimento), procediamo spediti verso la transizione, ad esempio con lo sviluppo della comunità energetiche e delle comunità solari.

 

(Gian Luca Baldrati Verdi / Europa Verde Lugo e Bassa Romagna)