Castel San Pietro Terme (Bo). “Castel San Pietro Terme si ricorderà come un nuovo punto di partenza per l’avvio di nuove strategie di cura”, ha affermato il prof. Umberto Solimene, presidente della Femtec, pochi minuti dopo la conclusione del convegno mondiale del termalismo, organizzato dalla Federazione mondiale di Idroterapia e Climatologia, organismo internazionale fondato nel 1937 a cui aderiscono oltre 30 Paesi.

Alcuni partecipanti al convegno sul Termalismo a Castel San Pietro

L’importante appuntamento si è svolto nelle strutture del Gruppo Anusca, a cui fanno capo le Terme di Castel San Pietro. Sono stati ben 24 i Paesi che hanno partecipato, con alcune centinaia di congressisti collegati da remoto grazie all’ausilio di un sistema di intelligenza artificiale per la traduzione simultanea. In presenza circa 100 persone, provenienti dall’Italia e dall’estero. Il convegno ha ricevuto i saluti della Regione Emilia-Romagna, rappresentata dall’assessore al Welfare, Igor Taruffi e dalla consigliera Francesca Marchetti.

Balneology in changing societies” era il tema scelto per i lavori, che hanno visto l’espressione di diverse specializzazioni, dalla medicina alla geologia, passando per la formazione e la legislazione.

“Non è stato solo un confronto accademico, ma è stato un vero e proprio evento concreto durante il quale il mondo termale è entrato nell’operatività in risposta a due grandi questioni: adattare i protocolli di cura alle nuove esigenze del paziente, in una società in grande cambiamento e la necessità di riaffermare le solide basi scientifiche delle cure termali. Una necessità quest’ultima che viene manifestata anche dal termalismo dei Paesi del Nuovo Mondo di tradizione anglosassone, avanzati tecnologicamente ma più orientati a un approccio ludico, i quali oggi colgono le domande di cambiamento e si rivolgono all’Europa per un supporto in termini di contenuti e di protocolli scientifici”, ha aggiunto Solimene.

“Lo sviluppo delle tecnologie scientifiche e mediche altamente avanzate sta tracciando traiettorie che conducono a una visione personalizzata della cura e un approccio sistemico, centrato sul paziente”. Così, in sintesi estrema recita la recente ​​Dichiarazione di Milano sui nuovi obiettivi della Medicina.

“Stiamo parlando di un approccio che necessariamente deve cogliere le potenzialità delle terme, inserite in protocolli di cura in grado di integrare diversi approcci medici, diverse tradizioni e tecnologie. È anche importante tornare a valorizzare lo spessore scientifico delle cure termali, colmando con la formazione quel vuoto culturale e di conoscenze che negli anni si è formato in ambito medico, anche in Italia”, ha sottolineato Solimene.

Quello dell’approccio di cura multidimensionale in ambito termale è un tema caro alle Terme di Castel San Pietro, che dal 1870 si distinguono per il forte orientamento sanitario, grazie alle qualità terapeutiche delle acque termali salsobromoiodica e sulfurea. Proprietà note sin dal Medioevo e riconosciute dal ministero della Salute.

“Per la prima volta il convegno mondiale della Femtec si è svolto a Castel San Pietro. Una scelta che è anche un riconoscimento del valore delle strutture del Gruppo Anusca. Abbiamo così colto un’importante opportunità di confronto dei vari ambiti scientifici che riguardano il termalismo e che portano a una visione sistemica del paziente, con un approccio di cure naturali integrate con protocolli di cura medico-farmacologici. Come Terme abbiamo condiviso la nostra esperienza, con particolare riferimento agli ambiti del respiro, della riabilitazione fisica e del trattamento di patologie importanti, come ad esempio la fibromialgia o la sordità rinogena. Allo stesso tempo, grazie all’integrazione in seno ad Anusca, le cure termali di Castel San Pietro sono oggi un elemento di pregio di un hub turistico in grado di proporre esperienze di soggiorno personalizzate a un segmento turistico decisamente interessante e attinente con la mission della prevenzione e della salute, costituito da coloro che vogliono coniugare sport, benessere, sapori e cultura. Parliamo di un pubblico esigente che apprezza la scoperta di destinazioni non battute dal grande pubblico, cerca ambienti e percorsi stimolanti, e chiede accoglienza di qualità e assistenza logistica”, commenta Stefano Iseppi, amministratore delegato delle Terme di Castel San Pietro.

Durante l’evento è stato messo a dimora un leccio, albero che rappresenta la forza e la longevità, che va così a unirsi al giardino internazionale della Femtec, che unisce idealmente in segno di pace tutte le nazioni aderenti. La pianta è stata benedetta da don Gabriele Riccioni, parroco di Castel San Pietro.

Piantumazione albero Femtec. Da sinistra Umberto Solimene, don Gabriele Riccioni, l’assessore Fabrizio Dondi, Paride Gullini, Stefano Iseppi

Nella serata di sabato i partecipanti all’evento hanno incontrato numerosi rappresentanti delle istituzioni del territorio e della Regione Emilia-Romagna, fra cui il sindaco Fausto Tinti, nel corso di una cena di gala organizzata in collaborazione con il Comune e con l’istituto alberghiero ”Bartolomeo Scappi”. Un momento conviviale ma anche di relazione per valorizzare le potenzialità di Castel San Pietro in ambito di termalismo e ricettività congressuale.

“Ringrazio Femtec e tutti i suoi partner per aver scelto Castel San Pietro Terme come sede di questo 73° convegno – ha affermato il presidente del Consiglio comunale di Castel San Pietro Terme, Tomas Cenni che è intervenuto al convegno portando i saluti del Sindaco, della Giunta e del Consiglio comunale -. E ringrazio le Terme e Anusca per l’intera organizzazione e per il nuovo corso avviato dalla nuova proprietà con investimenti importanti negli ultimi anni. Auspico che i giorni del convegno siano stati un’occasione per conoscere il territorio di Castel San Pietro Terme che ha proprio le caratteristiche e le peculiarità oggetto del convegno”.