Bel colpo per il Pd di Lavezzola ospitare Elly Schlein per la presentazione del suo libro “La nostra parte” a poche ore di distanza dal suo annuncio di volersi impegnare per il congresso costituente del Partito Democratico. Che poi questo si tramuti in una sua diretta candidatura, lo scopriremo nelle prossime settimane.

Su Elly Schlein si potrebbe parlare a lungo e molto si è anche già detto, soprattutto da dopo il boom di preferenze raccolte alle Regionali 2020. La stessa Schlein ha detto molto in questa ultima occasione, in particolare ha detto qualcosa di nuovo.

Tralasciando per un attimo le questioni legate al lavoro e ambiente, non di certo perché secondarie, anzi, di assoluta importanza, colei che domani potrebbe guidare il Pd ha parlato proprio dell’organizzazione del partito e dei suoi infiniti problemi. Un dato oggettivo ormai arcinoto a tutti, ma che è bene riprendere anche in sede di analisi del voto del 25 settembre, è che mentre il PD riesce a vincere nella varie amministrative, ovviamente all’interno di più o meno vaste coalizioni, a distanza di poco tempo da quelle tornate locali, perde voti quando le elezioni riguardano il nazionale. Se fino a qui non c’è nulla di nuovo, l’elemento di rottura che l’On. Schlein porta è quello di ammettere che forse il problema sta anche nel fatto che i vincenti rappresentati locali (esponenti ed ovviamente amministratori), o sarebbe meglio dire di prossimità, non sono solo più bravi degli avversari e riescono a dimostrare più affidabilità, ma molto più semplicemente sono più bravi di chi sta sopra loro nella struttura del Pd. Le elezioni del 2019 ne sono una prova incontrovertibile.

Il merito di Elly Schlein è quello di avere una sua radicalità di pensiero, non inteso come estremismo ma come collocamento politico, che come ormai sappiamo è la grande questione del Partito Democratico. L’impegno prossimo, sia come opposizione al Governo Meloni che come offerta di alternativa, è la lotta alla precarietà del lavoro ed alle stesse sue condizioni, partendo dal tragico binomio oggi ben presente nel Paese, ossia l’esistenza di soggetti poveri ma impegnati lavorativamente. Trovarsi in una situazione di indigenza mentre contemporaneamente si ha un lavoro, cosa che  in un sistema normale sarebbe un’antitesi, è una vero e proprio atto di inciviltà, per il quale la sinistra non si è, colpevolmente, impegnata a sufficienza.

In sintesi quindi, se candidatura sarà, quella di Elly Schlein sarebbe, anche per la sua storia, di chiara e netta posizione politica. Del resto, l’accusa mossa al Pd negli ultimi anni è proprio quella di non sapersi collocare.

(Andrea Valentinotti)