La marcia su Roma del 28 ottobre 1922 da parte delle milizie armate di Mussolini fu seguita pochi giorni dopo da un’altra marcia fascista, questa volta a Londra.

Nel pomeriggio di sabato 4 novembre 1922 camicie nere italiane riuniti fuori 25, Noel Street, a Soho. “Centinaia” erano attesi, secondo un rapporto del Daily Herald. Tra i presenti c’erano membri delle squadre d’azione del fascio. Appartenevano alla sezione italiana del partito fascista italiano istituito nel novembre 1921 con sede in Store Street 13.Le camicie nere si prepararono a marciare attraverso Piccadilly fino a Abbazia di Westminster sotto il comando del capitano Gelmetti.

Questa fu la prima marcia fascista nel Regno Unito. I fascisti italiani avevano tentato di organizzare un evento simile l’anno precedente, ma il Ministero degli Interni e Scotland Yard avevano avvertito che marciare attraverso Westminster era vietato mentre il Parlamento era in seduta.

Nel novembre 1922, tuttavia, le cose sono cambiate. Mussolini era stato invitato dal re Vittorio Emanuele III a formare un governo e le camicie nere italiane a Londra potevano affermare di non essere più un oscuro gruppo di ex uomini dell’esercito, ma rappresentanti di una forza politica pienamente riconosciuta dal governo britannico che era ora sotto la premiership di Andrew Bonar Law.

Secondo il settimanale fascista italiano con sede a Londra, L’Eco d’Italia, “le Camicie Nere furono seguite da un grande contingente di simpatizzanti e si fecero strada marciando al passo attraverso folte folle di curiosi”. In testa al corteo c’era una camicia nera con in mano il gagliardetto, la bandiera simbolo del partito fascista. La marcia si è fermata al Cenotafio per deporre una corona, poi è proseguita verso l’Abbazia dove le Camicie Nere si sono inginocchiate e hanno fatto il saluto fascista. Il vescovo Ryle, decano dell’abbazia, diede loro un caloroso benvenuto.

Più tardi quella sera, ci fu un grande raduno alristorante Prince’s  per celebrare l’anniversario dell’armistizio. Camillo Pellizziera tra i relatori. Pellizzi è stato un organizzatore chiave del partito fascista a Londra che aveva iniziato l’annessione della comunità italiana di 20.000 persone prendendo il controllo di tutte le scuole italiane e centri sociali e culturali.

Le immagini della marcia fascista sono apparse in alcune pubblicazioni nel Regno Unito. Il nascente contingente di fascisti britannici deve essersi sentito incoraggiato dalla sfacciata esibizione di militarismo trionfante nel cuore di Londra da parte dei rappresentanti di un partito politico che si era fatto strada con successo. ad una posizione di potere in Italia. Una parte della stampa conservatrice ha salutato Mussolini come genio e salvatore. Anche la sinistra liberale e britannica sembrava incline ad assumere una visione indulgente sui recenti sviluppi in Italia, nonostante le frequenti notizie di violenze e atrocità commesse dalle camicie nere, compreso l’uso della tortura e l’uccisione di oppositori.

Quasi da sola, fu la Workers’ Dreadnought curata da Sylvia Pankhurst assistita da un certo numero di antifascisti italiani basati principalmente nei quartieri di Soho – tra gli altri Silvio Corio – a suonare l’allarme su ciò che stava accadendo. In un articolo dell’11 novembre 1922 sotto il titolo The Fascisti Menace la marcia delle Blaskshirts a Londra fu riportata con sgomento in prima pagina: “Non ci siano errori. Il fascismo è una minaccia internazionale”.  In quelo momento, però, ancora una volta, non tutti stanno ascoltando.

(Alfio Bernabei, è stato a lungo corrispondente da Londra per l’Unità)