Imola. “I principi di umanità e solidarietà sono fondamentali per contribuire non solo ad accogliere le persone senza fissa dimora, ma anche tutti gli adulti, giovani, padri e madri, anziani, che si trovano in una situazione di marginalità. Penso ad alcune situazioni nel quartiere Marconi, alla questione della pensilina vicino al Conad sulla quale siamo intervenuti di recente, al parco vicino a via Volta dove chi si trova in difficoltà a vivere una vita degna può essere avvicinato con un’offerta che lo aiuti a intraprendere un percorso di reinserimento nella società grazie alle azioni che stiamo mettendo in campo”. Così il sindaco di Imola e presidente del Circondario Marco Panieri ha sintetizzato cosa sta avvenendo e accadrà nel territorio del circondario nei prossimi mesi.

Si chiama “Sulla grave marginalità: tutela e umanità” il progetto sviluppato dal Circondario Imolese, insieme all’Asp Circondario Imolese ed al Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI) composto da Solco Imola s.c.s., Associazione Santa Maria della Carità ONLUS (SMDC) di Imola (Ente gestore della Caritas) e Croce Rossa Italiana (CRI) – Comitato di Imola. L’obiettivo generale del progetto è il contrasto alla povertà con particolare attenzione alle persone che vivono in condizioni di marginalità estrema e grave precarietà.

Le attività sono partite nel nostro territorio sin dal 2019 e sono state co-progettate dall’Asp con il suddetto RTI. Inizialmente è stata avviata la struttura del Rifugio Notturno, ovvero il Rifugio Casa Sofia, in locali del Comune, gestiti da Area Blu che li ha concessi in locazione all’Asp. Qui trovano posto fino a 22 persone, che possono rimanere dalle 19 alle 8 del mattino successivo, potendo contare oltre che su un posto letto, anche sulla cena e la colazione. Nel corso del 2021 sono state 47 le persone che ne hanno usufruito. A questa esperienza si affiancano quelle, sempre avviate a partire dal 2019, della Casa Santa Chiara, che ospita fino a 9 donne senza dimora e Casa Noè, che ospita fino a 11 uomini senza dimora, con tempi medi di accoglienza attorno ai 6 mesi, per essere poi accompagnati verso un percorso di autonomia.

A monte di tutto questo, c’è il lavoro fatto dalle Unità di strada della Croce Rossa Italiana (CRI) – Comitato di Imola, attive la notte, che nel corso del 2021 sono entrate in contatto con 127 persone, oltre a quello svolto di giorno dalle equipe territoriali dell’Ausl. Dopo questa prima fase di contatto, si sviluppa l’accoglienza nelle strutture suddette, per poi attivare programmi di accompagnamento perso un nuovo percorso di vita. Si stima che ad Imola, complessivamente, siano 125/130 le persone senza fissa dimora, in aumento in conseguenza della pandemia da Covid-19. A questo proposito le unità di strada della Cri di Imola hanno contattato 80 nuove persone, nei primi dieci mesi del 2022, da gennaio ad ottobre 2022.

Ora, grazie ad un ulteriore finanziamento nazionale di 197mila euro ottenuto nell’ambito dell’Avviso pubblico 1/2021 “PrInS –Progetti Intervento Sociale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali  per la realizzazione di interventi di Pronto intervento sociale e interventi a favore delle persone in condizioni di povertà estrema o marginalità (90 milioni/EUR – REACT-EU)” sarà possibile prolungare l’attività anche in orario diurno  per offrire alle persone accolte, una stabilità e una sorta di “routine rassicurante”. Tutto questo, grazie anche ad un fondo di 80 mila euro stanziato dall’Asp Circondario imolese per la grave marginalità.

Con queste nuove risorse sarà possibile prima di tutto essere più presenti sul territorio attraverso due figure educative, oltre agli operatori delle associazioni che già operano nel nostro circondario (Caritas, CRI, mondo del volontariato e cooperazione sociale), poi sarà possibile  personalizzare maggiormente gli interventi rispetto ai bisogni espressi dai singoli, permettendo, al tempo stesso, di avviare un processo di responsabilizzazione, di rigenerazione dei legami sociali e territoriali, favorendo un percorso di empowerment teso a consentire un incremento di autostima, autoefficacia e autodeterminazione delle persone incontrate. Dal mese di ottobre sono operative questi due educatori professionali in più.

Infine, entro il mese di dicembre 2022 inizieranno i lavori di ristrutturazione dei locali interni, perché sarà necessario prevedere spazi più ampi per l’ascolto, attività di back office e una cucina al piano terra per facilitare la distribuzione dei pasti, garantendo quindi un “Rifugio h24”.

Verso la Stazione di Posta – Il progetto “Sulla grave marginalità: tutela e umanità”, con il Rifugio h24 rappresenta il preludio in attesa di aver una vera e propria Stazione di Posta finanziata nell’ambito del PNRR, nella quale questa attività diurna troverebbe più completa strutturazione, per rendere ancora più efficaci i servizi di accoglienza in favore della grave marginalità estrema.

Il Pnrr ha finanziato l’intervento per un milione di euro, con la compartecipazione di 90mila euro da parte del Circondario Imolese.  Altri 275 mila, sempre dal Pnrr, sono stati ottenuti per realizzare a Casalfiumanese una struttura di housing temporanea, articolata in 5/6 alloggi per ospitare altrettante famiglie. Essendo finanziate con fondi del Pnrr, entrambi gli interventi dovranno essere portati a termine al massimo entro la fine del 2026.

Il PNRR prevede, infatti, anche una serie di azioni volte al contrasto della grave marginalità adulta (persone senza dimora). Si tratta, in particolare, delle Missioni 5 e 6 del Piano, con riferimento da un lato all’Housing temporaneo e stazioni di posta, con una proposta articolate di misure ed interventi orientati agli inserimenti abitativi e lavorativi e all’accesso a servizi a bassa soglia polifunzionali; dall’altro a Case della comunità e presa in carico della persona, per l’attivazione di servizi sanitari di prossimità, in collaborazione con i servizi sociali, finalizzati ad una presa in carico di comunità rivolta a soggetti

“Dall’anno 2019 ASP Circondario imolese sperimenta la realizzazione di azioni strutturate tese a contrastare la grave marginalità adulta e la condizione dei senza fissa dimora grazie all’assegnazione di fondi nazionali specifici. Le azioni già da quel tempo furono co-progettate con la RTI costituita da Solco Imola s.c.s, associazione Santa Maria della Carità ONLUS e da Croce Rossa italiana. La co-progettazione nasce dalla necessità di rimanere agganciati ad un territorio conosciuto da coloro che vi operano di giorno e di notte, con l’unità di strada della CRI. Le nuove azioni poste in essere con questo nuovo progetto PRINS e con la futura Stazione di posta nascono proprio dall’esigenza di essere presenti sul territorio quanto più tempo possibile con competenze adeguate per cercare di agganciare coloro che vivono in situazioni di marginalità estrema, affinché a loro si possa fare la proposta di un percorso diverso, nel rispetto comunque della loro libertà di scegliere con consapevolezza e responsabilità, all’interno di una relazione costruttiva. E’ indispensabile riallacciare “i fili interrotti” delle persone in condizioni di grave marginalità, spesso invisibili. Solo attraverso il loro inserimento in contesti “sani e socializzanti”, è possibile creare un clima di fiducia reciproca, che restituisca loro dignità e voce” spiega Susi Lamieri, responsabile servizio sociale ASP.

DICHIARAZIONI

“Il riconoscimento dei diritti alla persona senza dimora tende a rafforzare il concetto di dignità personale e di salute, e quindi, di vero e proprio conseguente progetto personale verso l’autonomia e il benessere. Quindi insieme agli interventi a tutela della dignità personale, anche quelli diretti all’accoglienza, all’accompagnamento verso l’autonomia, e alla presenza costante sul territorio per intercettare il bisogno, e interrompere la cronicizzazione della grave marginalità adulta. Un’attenzione particolare poi anche alla prevenzione attraverso l’accompagnamento ai servizi delle persone più vulnerabili al fine di prevenire la grave marginalità. Questo percorso deve necessariamente coinvolgere la comunità intera, rafforzando il ruolo di tutto il terzo settore, che si pone in una ottica di co-progettazione con i servizi pubblici e nella logica di valorizzazione delle esperienze territoriali già sviluppate, così come stabilito dalle Linee guida sul rapporto tra pubbliche amministrazioni ed enti del terzo settore, spiega Daniela Spadoni, presidente Assemblea soci ASP e assessora al Welfare del comune di Imola.

“I progetti hanno una dimensione Circondariale, per cercare di tenere insieme tutti i territori. Proprio quello del Circondario rappresenta l’ambito ottimale per concorrere alle risorse previste dai vari piani nazionali, a partire dal Pnrr e per riuscire anche ad essere presenti nel campo dell’innovazione sociale, come con il progetto di housing temporaneo a Casalfiumanese. Un ringraziamento va a tutti i soggetti che collaborano per mettere in campo risposte che non sarebbe possibile garantire se si agisse da soli”, sottolinea Matteo Montanari, sindaco di Medicina con la delega al sociale all’interno del Nuovo Circondario Imolese.