Proviamo ad analizzare le vertenze aziendali con Massimo Mazzeo, segretario Fim Cisl, con un occhio al tema dell’unità sindacale.

Quali i punti qualificanti delle richieste?
“I punti qualificanti delle richieste fondano essenzialmente su tre temi : Come affrontare e gestire le trasformazioni del mondo del lavoro con l’obiettivo di non lasciare nessun lavoratore indietro. Il sindacato si pone nelle richieste come soggetto coinvolto nel processo, in una logica partecipativa che consenta al lavoratore di essere in grado, attraverso la formazione, di adeguare le competenze alla trasformazione digitale: Siamo consapevoli che settori come packaging e automotive in modo particolare saranno obbligate a importanti processi di trasformazione necessarie per la mantenere la competitività e per la stessa sopravvivenza a media lungo termine. In GD e in IMA  ad esempio il capitolo del lavoro da remoto sarà gestito con un accordo specifico che dovremo costruire.  L’altro punto qualificante è una sempre maggiore attenzione al tema conciliazione vita lavoro. Particolare attenzione da questo punto di vista alla gestione dell’orario di lavoro. In GD ad esempio è già attivo dal 2017 un’orario di lavoro sperimentale che prevede un orario particolarmente flessibile gestito dal lavoratore in una fascia orario dalle 7 alle 19. Aumentano anche gli accordi che prevedono flessibilità in ingresso e in uscita (Lamborghini, GD, Ducati, Toyota, ad esempio) e la possibilità di trasformare una parte della tredicesima in permessi. Terzo elemento qualificante è il salario. Stiamo facendo proposte che da una parte permettono la detassazione totale dei premi di risultato attraverso la conversione in welfare di tutto o parte del PDR (premio di risultato), dall’altra stiamo provando a fare richieste che permettono su quote aziendali di salario il recupero inflattivo.”

Foto di Janno Nivergall da Pixabay

Quali gli elementi nuovi emersi dalle assemblee?
“Nelle assemblee emerge forte il tema della conciliazione vita lavoro. Dopo l’evento COVID i lavoratori che hanno sperimentato lo smart working chiedono accordi in questo senso. Molte forte è anche la richiesta di migliorare la gestione dei permessi e delle flessibilità in ingresso e in uscita per chi ha figli in età scolare. Le richieste prevedono anche un miglioramento dell’indennità del congedo parentale (per legge al 30%). In alcune aziende (Nord moto riduttori, Lamborghini) lo abbiamo portato al 50%.”

Quale il tasso di “verde” presente nelle richieste?
“Le richieste in tal senso sono più che altro sperimentali ma siamo determinati a incidere nelle nostre richieste in due direzioni: inserire negli indicatori del premio di risultato, l’indicatore green che ha come obiettivo il miglioramento degli indicatori ecologici ( riduzione co2, riduzione consumi carta, riduzione consumo energia). Dall’altra stiamo richiedendo l’implementazione di centraline per la ricarica e di pannelli fotovoltaici.”

A Bologna le vertenze sono unitarie, sarà un modello anche per le altre categorie?
“Bologna è sicuramente un laboratorio dove poter sperimentare e dove stiamo dimostrando che è possibile mettere davanti a tutto le esigenze dei lavoratori. Le questioni politiche devono restare fuori dalle logiche sindacali. Se ragioniamo in questa direzione è possibile dare valore aggiunto alla nostra azione. La differenza la fanno senza dubbio anche le persone e la capacità di interpretare i bisogni dei lavoratori. Bologna dimostra che questo è possibile. Può valere per qualsiasi categoria a patto di ascoltarci reciprocamete, confrontandosi senza pregiudizi.”

(a cura di m.z.)