Imola. Dieci giorni dopo il convegno Piscine: quale futuro? in Regione a Bologna, Deai ha ospitato al complesso sportivo “Enrico Gualandi” l’incontro del Coordinamento nazionale associazioni gestori impianti natatori.
“Abbiamo deciso in via definitiva l’irrobustimento del coordinamento – spiega Luca Bosi, delegato del coordinamento –. Ma, soprattutto, abbiamo deciso di chiedere una serie di incontri a Roma, con le forze politiche di maggioranza e di opposizione, già nei prossimi dieci giorni, al fine di avere delle risposte da inserire all’interno della Legge di bilancio. Risposte relative al credito di imposta, agli ammortizzatori sociali per quegli impianti che hanno già chiuso e che  riapriranno ma che al momento hanno bisogno di tutto ciò, e a sostegni concreti che consentano al settore delle piscine e al nuoto di superare questa stagione e costruire un futuro finalmente un po’ più sereno dopo il Covid e il caro energia”.

“Non può che farci piacere che il coordinamento abbia scelto Imola e il nostro impianto per questo incontro – commenta Paola Lanzon, presidente di Deai, la società di gestione del complesso sportivo “Enrico Gualandi” –. Quando è stato il momento di far sentire le nostre ragioni, non ci siamo mai tirati indietro. Nonostante questo, però, il nostro impianto ancora trattando con l’Amministrazione per cercare di trovare una soluzione ai problemi sul tavolo. Sono stati deliberati dalla giunta recentemente contributi per gli aumenti energetici del primo semestre del 2022, ma la strada rimane ancora tutta in salita”.

La Lanzon si spiega nei particolari: “Siamo un impianto energivoro a tutti gli effetti, anche se non riconosciuto dalla norma, e di conseguenza gli aumenti di costi in tale settore sono molto alti. Auspico quindi che il Comune faccia una scelta politica con un intervento straordinario per garantire la prosecuzione dei servizi che offriamo ai cittadini, una parte dei quali vengono da noi anche per motivi di cura della propria salute per la stagione che va dal 1° settembre al 31 agosto 2023. Del resto, come si fa a non registrare una differenza di trattamento che c’è stata finora fra le due piscine pubbliche?”