Le sei isole ecologiche interrate per la raccolta differenziata di plastica e lattine presenti a Imola e quella di Dozza per carta e cartone saranno rimesse a nuovo. La più vecchia compie 15 anni, tutte le altre come minimo dieci, e c’è ora bisogno di una manutenzione straordinaria per farle funzionare ancora a lungo e sempre meglio.

A partire dal 21 novembre arrivando al 22 dicembre, nell’arco di un mese ognuna sarà sottoposta, secondo un calendario predefinito, ad una serie di interventi straordinari riguardanti principalmente adeguamenti normativi per la sicurezza (che coinvolgono le elettrovalvole, le tubazioni oleodinamiche e l’impiantistica di corredo) e il ripristino della carpenteria (pianale di scarramento dell’elettrocompattatore, fermi di sicurezza del pianale, fermi compattatore, guide laterali compattatore).

L’isola ecologica in piazzale Ragazzi del ’99 a Imola

Ogni isola ecologica, quindi, a turno, senza sovrapposizioni, rimarrà chiusa temporaneamente per alcune giornate, come indicato negli appositi cartelli informativi che saranno posizionati per l’occasione. In quelle giornate, a Imola i cittadini potranno conferire alle altre isole interrate presenti, usufruire del servizio di raccolta porta a porta attivo nel centro storico oppure scegliere di utilizzare i cassonetti delle isole ecologiche di base presenti sui viali e nel resto della città, mentre a Dozza si potranno utilizzare i contenitori sul territorio.

Le isole ecologiche interrate sono di proprietà del Con.Ami, realizzate a partire dal 2007 per la risoluzione della problematica dei cassonetti nei centri storici di Imola e Dozza e sono in gestione ad Hera. L’intervento di manutenzione straordinaria è interamente finanziato dal Con.Ami per un importo totale di circa 80mila euro.

I vantaggi dell’isola ecologica interrata sono molteplici: in particolare si recupera spazio in superficie migliorando l’impatto visivo e la maggiore capacità dei contenitori ne riduce la frequenza di svuotamento, con un conseguente minor passaggio di automezzi.

Ad emergere sono infatti dei piccoli “torrini” metallici, di colore antracite e dotati di sportello e bocchetta, nei quali gettare i rifiuti che finiscono in appositi contenitori sotterranei.

Nel sottosuolo, il rifiuto viene compattato da una speciale pressa che ne riduce il volume. Ciò consente di ridurre il numero di interventi di svuotamento rispetto ai normali cassonetti, riducendo lo spostamento dei mezzi. La frequenza di svuotamento dei contenitori è calibrata in funzione delle necessità, tenendo conto delle giornate di mercato e della affluenza dei cittadini. Il piano mobile dell’isola interrata viene sollevato al livello del piano stradale e il cassone è prelevato da un mezzo idoneo. Successivamente si ricolloca, il piano mobile viene fatto scendere e l’isola rimessa in funzione.