Di mamma ce n’è una sola, ma a volte ne servono di più. Per chi è nato troppo presto il latte umano, anche se di un’altra mamma, è un’importante medicina. E molte mamme donano il loro latte venendo in aiuto ai neonati prematuri le cui mamme non hanno latte, o non ne hanno a sufficienza per nutrirli. Infatti, il latte umano aumenta la possibilità di sopravvivenza dei neonati prematuri aiutandone l’accrescimento e lo sviluppo, fornisce preziose sostanze nutritive, rafforza il sistema immunitario e favorisce lo sviluppo del sistema nervoso centrale. Non sempre le madri dei neonati prematuri, spesso a causa di stress fisici o psicologici, hanno latte a sufficienza, e qui interviene il prezioso aiuto delle mamme donatrici tramite il progetto Allattami, nato per rispondere a questo bisogno.

In Emilia Romagna il comitato di Imola di Croce rossa italiana partecipa a questo progetto, promosso dall’ospedale Sant’Orsola e sostenuto dalla Granarolo che, ritirato il latte a Bologna e dintorni al domicilio delle mamme selezionate come donatrici, lo pastorizza e conserva in condizioni di massima sicurezza nella Banca del latte. Quando il prezioso alimento viene richiesto dalla terapia intensiva neonatale dell’ospedale di Parma i volontari della Cri di Imola (quattro di loro si occupano di questo servizio) intervengono: si recano a Granarolo dell’Emilia dove ritirano il latte, lo pongono in un apposito frigo che mantiene il prodotto congelato affinché non si interrompa la catena del freddo, per consegnarlo poi al reparto, che lo destina ai bimbi nati prematuri presenti nella struttura.

“Ogni anno a Bologna – spiega il direttore generale dell’Irccs del policlinico Sant’Orsola Chiara Gibertoni – nascono circa 100 bambini con un peso inferiore al chilo e mezzo. Il latte materno proveniente dalla Banca del latte è per loro una vera medicina”.

L’8 novembre Allattami ha festeggiato i primi dieci anni di attività: il progetto, senza scopo di lucro, è nato all’Irccs – policlinico di Sant’Orsola di Bologna, in collaborazione con Granarolo, con la partecipazione del Cucciolo (associazione di Bologna dei genitori dei bambini nati pre-termine) e dei volontari di Croce rossa ed è un esempio virtuoso di collaborazione fra un’istituzione sanitaria e un’azienda privata.

Nell’occasione del decimo compleanno dell’attività è stata allestita alla Sala Borsa di Bologna una mostra fotografica con dieci storie di bambini nati prima del termine, di come erano e di come sono oggi: verrà riproposta, sempre in Sala Borsa, dal 19 dicembre al 9 gennaio e proseguirà poi negli ospedali che beneficiano dal latte materno raccolto dal progetto. A festeggiare erano presenti molte famiglie e bambini che hanno assunto il latte donato: un grande ringraziamento è andato alle 317 mamme donatrici che negli anni hanno contribuito a realizzare il progetto, che conta dal suo inizio la raccolta di 35.338 biberon di latte, la maggior parte dei quali utilizzati dalle strutture sanitarie emiliane.

A tale utile servizio concorrono i medici, le ostetriche, le analiste di laboratorio e l’équipe della direzione ricerca e sviluppo Granarolo, oltre alle volontarie del Cucciolo e ai  volontari di Cri Imola.

Per informazioni relative al progetto: 051.344157 la mattina dalle 10 alle 18 – e www.allattami.org