In dialogo con la migliore letteratura critica sull’argomento e munito di una chiave analitica marxiana e macro-finanziaria attenta all’industria e al lavoro, “L’ultimo metrò, l’Europa tra crisi economica e sanitaria” (frutto del lavoro di Riccardo Bellofiore e Francesco Garibaldo) presenta, a un tempo, una storia ragionata dell’evoluzione dell’unificazione economica europea e un’interpretazione della crisi attraversata dall’Europa, tra grande recessione e pandemia.

Il volume verrà presentato a Bologna giovedì 24 novembre alle ore 17.30 nella biblioteca Walter Bigiavi (aula seminari quarto piano) in via delle Belle Arti 33. Discuteranno del libro, con gli autori, Andrea Coveri (università di Urbino), Cristina Re (università di Siena), Bruno Settis (Scuola Normale Superiore di Pisa).

Nel pieno della maturazione delle contraddizioni del capitalismo della “sussunzione reale del lavoro alla finanza” e della “centralizzazione senza concentrazione”, e con l’Europa già sull’orlo dell’abisso per la deriva deflazionistica aggravata dall’architettura istituzionale dell’euro, la crisi sanitaria del 2020 ha svelato la patologia della presunta normalità del Capitalocene.

La pandemia ha certo aperto la possibilità di un cambio di regime che la finisse con l’ordoliberalismo. Quella finestra si sta però chiudendo, mentre il Next Generation EU si rivela un’occasione sprecata, che anzi promuove un ulteriore giro di vite tecnocratico dentro la postdemocrazia. La deriva populista e le pulsioni reazionarie rischiano di incarnare l’unica alternativa.

Quando la sfida sarebbe quella della conquista autentica di un’Europa federale e della messa a tema di un’“economia della produzione sociale”, il governo italiano retto da Draghi è paradigmatico del paradosso (non solo) europeo.
Si prospetta una transizione interna al “keynesismo privatizzato”, da una prima forma incentrata sulla politica monetaria e sul consumo a debito, a una seconda forma, incentrata su una politica fiscale espansiva, ma dove la razionalità e i fini a cui ci si richiama sono tutti capitalistici e dove il lavoro viene ancor più frantumato e precarizzato.