Imola. “Certo che sostengo Stefano Bonaccini come segretario nazionale del Pd, sono stato anche fra i primi a mettere un post”. Conferma di essere un sindaco molto “social” il sindaco Marco Panieri che ormai da tempo è legato da stima e amicizia con il presidente della regione Emilia Romagna.

“Ha fatto bene a dare l’annuncio nel circolo della sua città dove ha iniziato la sua attività politica – continua entusiasta Panieri -. Mi pare un bel messaggio, quello di voler costruire la comunità del Pd partendo da dove è partito, da quello che per me dovrà essere sempre più il luogo di collegamento e incontro fra gli iscritti e i militanti, i quadri intermedi e i dirigenti. Bisogna ripartire dalla concretezza tipica della nostra regione consapevoli delle sfide del centrosinistra cambiando in buona parte la classe dirigente e aprendo un forte dialogo con i sindaci e con la base”.

 

Panieri, quali sono i temi dai quali ricominciare?

“Scuola, Sanità e Lavoro sono tre capitoli fondamentali sui quali chiarire le enormi distanze rispetto al Governo in carica. E ci metto anche l’equità fiscale, davanti alla destra che vuole mettere la Flat Tax”.

Serve un cambio di passo davvero grande per il Pd…

“Bisogna rifondare il Pd, abbandonare davvero in pratica le correnti, aprire un dialogo forte con i territori dal Nord al Sud del Paese. Vedo in Bonaccini tutte queste peculiarità, ha consapevolezza, autorevolezza e visione chiara per farlo. Non servono rivoluzioni, ma un sano lavoro di ricostruzione sì”.

Bonaccini, se sarà eletto segretario con le primarie, ha detto che manterrà fino alla scadenza il suo ruolo di governatore dell’Emilia-Romagna. Non sono due ruoli troppo impegnativi per svolgerli insieme?

“Direi proprio di no, anzi considero la sua decisione positiva perché vuole tenere fede alla promessa fatta agli elettori della nostra regione che lo hanno votato e fatto vincere. Del resto, è abituato a ricoprire più ruoli, in passato ha guidato pure la Conferenza Stato-Regioni. E poi penso che dovrà essere supportato da un gruppo di persone capaci di fare un gioco di squadra vero attorno al segretario del Pd, naturalmente se vincerà”.

Stefano Bonaccini con il sindaco di Milano Giuseppe Sala e la consigliera regionale Pd Francesca Marchetti all’autodromo quando si candidò nel 2020 a presidente dell’Emilia Romagna

Sempre sui social, Bonaccini ha ricevuto già il consenso convinto della consigliera regionale Francesca Marchetti e di Roberto Poli, che ricopre un ruolo di peso in Regione dopo esserne stato anch’egli consigliere. Naturalmente della partita fa parte anche il senatore Daniele Manca, anch’egli con un post: “La candidatura di Stefano è per il Pd una straordinaria opportunità. Per evitare pericolose torsioni, per caratterizzare la sinistra in un partito plurale nel quale il contributo del cattolicesimo democratico del socialismo delle forze riformiste e liberali abbia piena cittadinanza, per preparare l’alternativa. Parole profonde sull’identità e sulla funzione popolare del partito che riemergerà dal rapporto con le persone…il pluralismo è un valore il correntismo senza idee per gestire il potere no”.

Forse l’unica che potrebbe contrastare Bonaccini potrebbe essere Elly Schlein, donna, giovane, più schierata a sinistra se, come pare, scenderà in pista.

(m.m.)