Riceviamo e pubblichiamo questo intervento dei circoli Legambiente di Bologna, ImolaMedicina, Pianura Nord, SettaSamoggiReno dopo l’annuncio del via libera da Roma al Passante di Bologna.

Non abbiamo certamente ceduto alla tentazione di inseguire le schermaglie a livello nazionale e locale e non ci sorprende del tutto che il governo abbia deciso di perseverare lungo la irresponsabile linea che diversi esecutivi e tutti i livelli amministrativi locali hanno tracciato in questi ultimi sei anni, scegliendo la soluzione dell’allargamento dei 13 km dell’asse tangenziale-autostrada, che abilita per di più ulteriori opere quali il potenziamento delle corsie dell’A13, dell’A14 e di diverse arterie stradali della città metropolitana.

Largo quindi all’asfalto, alle auto, ai TIR che sfrecciano ed inquinano, senza neppure considerare le legittime e reiterate richieste di cittadini ed associazioni bolognesi di monitorare in continuità la qualità dell’aria lungo l’infrastruttura e di effettuare un’indagine epidemiologica sulla salute della popolazione più esposta al traffico.

Largo a questa grande opera datata, enormemente dispendiosa ed inutile, che attrarrà altro traffico senza certezza che risolva i problemi di oggi e, come confermato nei documenti ufficiali anche dalla Società Autostrade, aumenterà le emissioni di CO2.

Questo dato di previsione è attendibile anche considerando la pur blanda e dubbia efficacia dei dispositivi detti di ‘mitigazione’ che nel progetto del Passante di nuova generazione si prevede di introdurre: ce lo indicano le valutazioni provenienti dalla comunità scientifica e dalle prime sperimentazioni in altri stati.

Per una città che si candida a coordinare le azioni delle nove città italiane Carbon Neutral 2030 questa è una grande e basilare contraddizione sulla quale dovrebbero aprire gli occhi i cittadini bolognesi, una parte dei quali oggi forse si illude di avere in un prossimo futuro le corsie più libere per spostarsi lungo la tangenziale ma che si accorgerà poi di ritrovarsi, come si è sempre verificato in seguito agli allargamenti di sede, negli abituali ingorghi durante determinate fasce della giornata: la vecchia ricetta di aggiungere altre strade a quelle esistenti che non ha mai risolto nulla.

Sottolineiamo inoltre che si prospettano per non meno di cinque anni ingenti interventi di cantierizzazione ed intasamenti alla viabilità, con conseguente crescita delle emissioni inquinanti e di CO2.

Il 22 ottobre scorso 25.000 persone hanno espresso per le strade di Bologna il loro chiaro no anzitutto alla realizzazione di questo progetto: un’importante voce di democrazia che fa da contraltare agli addomesticati percorsi partecipativi del 2016 finanziati dalla Società Autostrade; più complessivamente da questa grande manifestazione è emersa a livello nazionale e locale una forte domanda di cambiare passo negli investimenti sulla mobilità, dando priorità al trasporto pubblico ed alla riconversione ecologica della produzione industriale di fronte alla sempre più grave crisi climatica.

Non abbandoneremo il campo ma al contrario faremo ancora sentire la nostra voce di fronte ai baldanzosi annunci della prossima apertura dei cantieri del Passante.

Chiediamo uno stop all’ennesimo miope input dato dalle istituzioni a questo progetto e che attraverso la prima Assemblea cittadina sul clima, prevista nei prossimi mesi in base allo Statuto comunale, quantomeno uno spaccato rappresentativo dei cittadini possa essere informato con obiettività sull’emergenza ambientale che stiamo vivendo e possa esprimere soluzioni che pesino nelle importanti decisioni riguardanti il bene dell’intera comunità non soltanto bolognese.

Bologna attende da oltre 20 anni un efficiente trasporto collettivo ad elevata capacità: si realizzino rapidamente le linee di tram ed il completamento del SFM passeggeri e merci previsti dal PUMS: queste sono le reali priorità di un moderno sistema di mobilità che dia ai cittadini la possibilità di spostarsi in modo veloce e sostenibile nell’area metropolitana.

(Legambiente Bologna, Legambiente ImolaMedicina, Legambiente Pianura Nord, Legambiente SettaSamoggiReno)