Castel San Pietro Terme (Bo). Ventisei, cinquecentoventotto, duemilaventidue: non sono numeri della Cabala, ma numeri che corrispondono assolutamente alla realtà. Andiamo per ordine: 26 sono gli anni del protagonista di questa intervista, 528 è il numero delle pagine del libro che il ragazzo ha scritto e 2022 è l’anno della pubblicazione.

Alessandro Tozzola di Castel S. Pietro Terme è l’autore di “La maschera del sabato sera” (Rudis editore), il suo primo romanzo. E’ un libro corposo, ma è scritto bene per cui diventa facile leggerlo ed è talmente coinvolgente che in men che non si dica lo si finisce e si continua a pensarci su in attesa del prossimo romanzo. Sicuramente un autore emergente. Parliamo con Alessandro Tozzola, laureato presso la facoltà di Tecniche ortopediche di Bologna nel 2018.

Alessandro, raccontaci un po’ come si possono scrivere 528 pagine di un libro, devi avere una fervida fantasia, inesauribile…
“In realtà il libro doveva essere un solo romanzo, la storia di Denny, ballerino eccentrico, col suo incombente Problema che sembra essere irrisolvibile e da qui la ‘maschera del sabato sera’. Poi invece si è fatta largo nella mia mente l’idea di inserire un’altra storia che avevo scritto in un breve racconto relativa a un sottomondo fantastico e sviluppandola mi sono reso conto che poteva starci bene. E’ sempre Denny che si pone in prima persona ad esaminare il suo Problema, diventando sempre più cupo e introspettivo. Pensavo di raggiungere al massimo le 400 pagine, ma quando l’editore mi ha parlato di circa 530 pagine sono rimasto non dico sconvolto, ma quasi e mi sono impensierito parecchio: piacerà ai possibili lettori? Devo dire che l’editore mi ha incoraggiato molto”.

Questa nuova parte del romanzo può identificarsi col genere Fantasy?
“Non proprio, il Fantasy ha delle regole ben definite, magari può essere che prima o poi io riesca a scrivere un libro Fantasy, ma per ora direi di no”.

AlessandroTozzola

Alessandro per caso in Denny riconosci te stesso?
“Forse sì, nel senso che rifletto molto sulle situazioni, cerco di analizzare le varie componenti. In questa parte del sottomondo, si legge molto del mio sentire interiore: dal cuore al cervello, e… ebbene sì sono anche un po’ ombroso e lunatico”.

Questo ragazzo è fin troppo modesto, è giovane, simpatico, aperto al dialogo, non può essere come si descrive, ha una risata franca, accattivante. Leggendo il libro forse scopriremo qualcosa di più su di lui. Non per nulla l’Editrice Rudis ha accettato subito di pubblicarlo.

Alessandro, so che hai conseguito altre vittorie con i racconti, concorsi, pubblicazioni.
“E’ vero, hanno pubblicato diversi miei racconti e questo ha contribuito ad aumentare fiducia in me stesso, ma la mia passione per la scrittura, la devo in primis sicuramente ad un mio insegnante di Italiano, al liceo, il prof. Marco Marangoni, un Maestro nel vero senso della parola. Mi ha fatto comprendere l’importanza della materia, l’ amore per la letteratura e mi ha aiutato a sviluppare quello che c’era già in me. Poi l’associazione culturale Pegaso scrittura creativa e dintorni di Castel S. Pietro Terme alla quale mi sono iscritto da qualche anno mi ha seguito e incoraggiato sempre”.

Bene Alessandro, “La maschera del sabato sera” (il titolo è già tutto un programma) sarà il tuo primo e ultimo romanzo?
“ Penso proprio di no in quanto ho già il secondo in cantiere, anzi ho già scritto più di 60 cartelle e ti dirò di più, considerala un’anteprima, vorrei arrivare al terzo romanzo entro i miei 30 anni. Senza anticipare troppo, questo secondo libro, conterrà anche una materia che mi affascina: la fantascienza. Certo per ‘La maschera’ sono stato fortunato, pensavo di dover interpellare almeno 20 case editrici, invece la terza, Rudis di Roma, ha fatto il botto. Spero sarà così anche per il secondo romanzo”.

A proposito, quanto tempo impieghi a scrivere, tipo 528 pagine?
“Calcola che io lavoro e quindi non posso contare su molto tempo per scrivere, quando va bene una cartella al giorno, poi ci sono le ricerche per documentarmi il meglio possibile, le correzioni, le riletture insomma circa 1 anno mi ci vuole. Mi piacerebbe scrivere tutto il giorno, purtroppo il lavoro attuale è troppo importante per vivere e quindi devo accontentarmi dei ritagli di tempo, di ore rubate al sonno. Però perché porre dei limiti? Voglio essere ottimista per il momento, poi si vedrà. Intanto spero nella buona riuscita di questo mio primo libro, nell’accoglienza dei lettori”.

Un passaggio avvincente che mi ha colpito, nelle parole di Denny il protagonista, riportato sul retro della copertina: “Ecco, ci siamo. Sono qua in mezzo a tante persone che non conosco. I loro sguardi indugiano su di me curiosi, indagatori, analitici. Sembrano scrutare ogni angolo scoperto del mio corpo…”.

Questo suo primo libro oltre ad avere un contenuto interessante, a tratti molto profondo è stato anche ben confezionato. Una bella copertina che attira l’attenzione, una stampa a caratteri chiari alla lettura del testo, insomma un libro tutto da leggere e col fiato sospeso fino alla fine.

(Lina Cremonini)