Il progetto della civiltà occidentale è, nei momenti migliori, un progetto di libertà, di autonomia individuale e collettiva, di critica e autocritica. Cornelius Castoriadis (economista e psicoanalista) afferma che la caratteristica specifica della nostra civiltà è la capacità di mettersi in discussione, al di là degli errori e degli orrori dei quali si è macchiata, la capacità di discutere razionalmente le idee di cui è portatrice e, ove sia il caso, auto criticarsi[1].

Aggiunge poi che spesso gli intellettuali tradiscono il loro compito di critica e si adoperano a giustificare l’ordine stabilito. Pare a me che questo sia uno dei momenti storici in Europa in cui un’autocensura porta gran parte degli ‘influencer’ dell’una e dell’altra parte a sostenere delle verità ufficiali senza spirito critico né alcuna ricerca (aprire gli occhi e innestare il cervello, non solo la pancia).

La verità ufficiale dispensa dall’informarsi e riflettere, incoraggia la tendenza a ripetere ed eseguire parole d’ordine. Come nel romanzo di Orwell ‘1984’ vengono cassate parole che potrebbero indicare pensieri proibiti, oppure il significato della parola viene alterato a tal punto da cancellare la realtà che la parola portava.

Le formule di rito bloccano la possibilità di un dibattito, e i dibattiti sembrano a volte due stazioni radio diverse che si sovrappongono ma non si ascoltano. Al limite il linguaggio non riesce più a veicolare quel che le persone sentono e pensano[2].

Prendo oggi un giornale, che è considerato serio e attendibile, un giornale che stimavo, e scorrendone le pagine trovo delle ‘spiritose invenzioni’ (il termine è di Goldoni) abilmente presentate: “Usa e Cina verso il disgelo, Pechino sta isolando Putin”, con citazione di un politologo americano che ci assicura che continua la tensione ma non rischiamo un conflitto su Taiwan.

Si nota con soddisfazione che i cinesi si oppongono categoricamente all’impiego delle atomiche, anche quelle tattiche con un titolone ‘Biden-Xi, no all’atomica’, a proposito del colloquio fra i due all’incontro del G20. L’analisi in prima pagina annuncia: “Mosca sconfitta, ora lo Zar è nudo”. Mi chiedo se i media stiano descrivendo un universo parallelo, nel quale si sono infilati per errore, ma il peso delle formule di rito è schiacciante, è noto che molte persone leggono i titoli e poco più.

Cominciamo dall’atomica tattica, che Putin starebbe per sganciare sulle nostre teste, mentre diabolicamente continua ad affermare di non volerla usare. Vorrei vedere che qualcuno dicesse pubblicamente che approva l’uso delle atomiche, il testo (Biden-Xi, no all’atomica) implica che Xi stia criticando Putin laddove (per quel che valgono le parole) sia Cina che Russia hanno affermato anche recentemente che non useranno per prime l’arma atomica.

Guerra in Ucraina (foto Pixabay)

La Russia ha abbastanza armi convenzionali, artiglieria, missili e droni, che la sua industria continua a produrre in grande quantità, inclusa la produzione autonoma di microchips (laddove gli arsenali Nato e Usa si stanno lentamente svuotando per aiutare l’esercito ucraino, né abbiamo le fabbriche necessarie a farne di nuove con la velocità richiesta) e minaccia di usare nuove armi non nucleari non meglio identificate, con i droni giocattoli iraniani pare in grado di devastare le scatole (di esclusiva fabbricazione sovietica, quindi non possiamo sostituirgliele, anche se forniamo generatori per i quali è necessario carburante) che permettono i collegamenti della rete elettrica.

Se questi attacchi con missili e droni su molte città continuano il governo sarà costretto ad invitare i cittadini a emigrare in Europa, il freddo inverno richiede riscaldamento, le industrie e le botteghe già provate non possono lavorare senza elettricità, la maggior parte dei treni sono elettrificati, i tubi dell’acqua potrebbero gelare e rompersi, per ora la tecnologia elettronica in Ucraina sembra reggere. Le guerre recenti della Nato prevedevano un totale controllo dell’aria, né gli avversari avevano simile dotazione di missili. Di conseguenza le nostre difese anti aeree sono meno efficaci di quelle russe (S300 e S400)[3].

Di recente i russi hanno affermato di aver utilizzato l’inceppamento (Jamming) elettronico dei proiettili Himars (Mlrs), con cui l’esercito ucraino continua a bombardare obiettivi in Donetsk, se vero questo indicherebbe che si sono impadroniti di almeno un proiettile intatto e lo hanno esaminato. Se fosse vera questa è una pessima notizia, la guerra è impostata su un duello di artiglieria, per ora[4].

Le fonti ufficiali Ucraine confermano che “la situazione dell’energia è critica”. Nessuno dei due contendenti, ovviamente, fornisce informazioni che potrebbero aiutare la strategia del nemico, incluso il numero di morti e feriti, ma il consenso è che le perdite e i feriti gravi sono numeri alti, per tutta la guerra si parla di 100.00O morti per ciascun esercito.
Gli ucraini sono aiutati da ‘istruttori’[5] Nato per l’uso, il puntamento, il trasporto e la manutenzione di artiglieria complessa, nelle loro ultime due manovre sono stati notati molti mercenari stranieri, la maggior parte militari polacchi (5000/10000) travestiti da ucraini.

Il Pentagono e la Cia stanno spingendo per l’apertura di trattative diplomatiche, mentre i neocon Usa e Zelensky (ma forse non i suoi generali) si comportano come se l’esercito russo sia stato sbaragliato e chiedono che si ritiri da tutte le aree prima di iniziare le trattative (in buon italiano non intendono trattare).
Il capo della Cia, Burns, già ambasciatore a Mosca e teorico del ‘back channel diplomacy’ (la diplomazia dei canali non ufficiali) si è incontrato di recente con il suo omologo russo. Questi contatti ad alto livello sono considerati essenziali per evitare malintesi che potrebbero condurre a errori (come lanci di atomiche). Ovvio che nessuno ci dice di che cosa parlino ma il giornale (p.4) riporta che Burns dice di aver messo in guardia Mosca contro l’uso delle armi nucleari.

Le atomiche tattiche

Nel lontano 1987 Reagan e Gorbaciov siglarono il trattato Inf che prevedeva l’eliminazione dei missili a media gittata sul territorio europeo. Seguirono diversi trattati per il disarmo nucleare, ma nel 2018 il presidente Trump affermò che la Russia non rispettava gli accordi e cancellò il trattato Inf [6]. L’unico accordo di disarmo in funzione è il Npt (vedi nota 8). Gli accordi Start fra Russia e Usa dal 1991 in poi hanno permesso di distruggere armi nucleari in US e USSR, divenuta Federazione Russa, e ridurle dell’80%, ma l’unico in essere è il trattato New Start firmato da Obama e Medvedev nel 2010, che scadrebbe nel 2026 ma è sospeso dall’ Agosto 2022 da Mosca.

Il trattato limita il numero di testate nucleari dispiegabili e prevede ispezioni, Lavrov argomentò che i russi, a causa delle sanzioni per la guerra ucraina, non avevano modo di ispezionare la situazione negli USA, quindi lo sospese. E’ importante che colloqui e accordi per la limitazione dell’arsenale nucleare di entrambi i paesi riprendano, ma a causa della guerra la possibilità di una escalation nucleare è aumentata. Delle armi atomiche tattiche arriveranno a dicembre ad Aviano e in diversi altri paesi europei (Grecia inclusa). Si tratta di atomiche tattiche (B61-12)[7] termonucleari che sono scalabili: da mezzo chilotone (la bomba di Hiroshima era 10 chilotoni) a 50kt. Se qualcuno sta pensando a un first strike atomico (attaccare per primo) potrebbe essere la Nato tanto quanto la Russia.

La decisione fu presa nel 2015 e il loro arrivo viene anticipato alcuni mesi da Biden, possono essere veicolate dagli aerei F 35, l’impiego offensivo di queste mini atomiche venne teorizzato nell’era di Trump ed è considerato da Putin un grave minaccia: dal lancio all’arrivo su Leningrado o Mosca tali atomiche tattiche (a guida satellitare) se lanciate dalla Romania, Polonia o Ucraina impiegherebbero meno di 10 minuti a colpire. L’Italia e tutti gli altri paesi che ospitano bombe e basi statunitensi restano uno degli obiettivi primari di un attacco nucleare russo se il conflitto dovesse precipitare in tale senso, il che ritengo molto improbabile.

Il trattato di non proliferazione (Npt [8] non-proliferation treaty, in vigore dal 1970) in teoria ci obbligherebbe a non avere armamenti nucleari sul territorio ma i piloti della nostra aereonautica, a questo formati, andrebbero a portare le bombe su obiettivi determinati dal Pentagono. Che cosa resta della nostra sovranità ? Mi si opporrà che come la Nato difende l’Ucraina così difenderebbe noi, dato ma non concesso che Putin sia interessato a noi.

Se l’Europa vuole sicurezza dovrà provvedere autonomamente, se i russi dopo aver acquisito l’intero territorio delle quattro regioni annesse non procederanno ad un’offensiva invernale forse questo conflitto militare, che già era cronicizzato da 2014, è innanzitutto una continuazione della politica con altre strategie. Come ebbe a notare la Merkel ogni tanto si dovrebbe ascoltare Putin. A fine 2021/inizio 2022 egli presentò un progetto per la sicurezza europea che richiedeva la neutralità dell’ Ucraina e un arretramento delle basi Nato. Gli fu praticamente sbattuta la porta in faccia, nota bene che non si opponeva all’ingresso dell’Ucraina in EU.

Dove eravamo rimasti? ‘Mosca sconfitta’: la superiorità di mezzi militari russi è schiacciante ma l’esercito ucraino (comprese le riserve) è stimato a più di 600.000 uomini e donne mentre i russi sarebbero (incluse le milizie) meno di 200.000, le 300.000/380.000 nuove reclute russe, compresi i volontari, dovrebbero essere utilizzabili sul campo entro fine dicembre, per una probabile offensiva.
In tutti i casi in cui gli ucraini sono avanzati su spazi importanti del territorio i russi si erano già ritirati in buon ordine (come a Kherson, a ovest del fiume Dnieper). L’unico sfondamento significativo ucraino del fronte è avvenuto in settembre nella regione di Kharkiv, dove 1000/2000 russi si sono trovati di fronte almeno 9000 ucraini e hanno perduto città (Izyum) e territorio, ma ora con rinforzi e fortificazioni sembrano in grado di difendere il confine di Lugansk.  Olanda, Francia e Gran Bretagna continuano a dare istruzione militare a migliaia di ucraini.

Questo ha fatto la Nato con regolarità dal 2015 sia perché l’esercito era molto inadeguato sia perché l’uso di armi moderne non è affatto semplice[9]. Gli ucraini hanno ora l’esercito più forte e fornito di tutta la Nato, che procura loro preziose informazioni di intelligence, tuttavia non sono in grado di sostituire i soldati non più in grado di combattere, avendo fatto una leva su tutta la popolazione. Come ho detto migliaia di soldati stranieri e istruttori li stanno spalleggiando, ma la loro posizione legale (accordi di Ginevra su prigionieri ecc.) è problematica. I russi non lo sottolineano ma cosa succede il giorno in cui ‘istruttori’ Usa perdono la vita o sono fatti prigioneri?[10]. La situazione economica del paese è disperata, se non fosse per il sostegno economico consistente che ricevono da US e paesi Nato[11].

Europa e Italia e l’energia

Per quel che riguarda l’Europa, e l’Italia, sul fronte dell’energia vi sono buone e cattive notizie. In teoria il nostro paese trarrebbe grandi benefici dal diventare uno ‘hub’, dove transita gas dall’oriente con il Tap [12] e dall’Algeria via gasdotti (anche dalla Libia, se i flussi non fossero incerti).
Fredrik Persson, presidente di Business Europe, afferma che molto del risparmio di gas è dovuto a compagnie che tagliano la produzione e magari chiudono, cita il fatto che in Italia, nel caldo ottobre 2022, l’uso del gas è calato del 24%[13], e aggiunge: “se vedi gente affogare presumi che gridino, invece avviene quietamente”[14] (che ha ispirato il mio titolo).

Procede dicendo che anche se continua la produzione il prezzo diventa non competitivo per il fatto che in Europa si paga il gas (per le quotazioni del Ttf olandese, dominato da gas futures, non dagli scambi di mercato[15]) dalle cinque alle sette volte di più che non in US o Asia.
Le industrie potrebbero trasferirsi dove il gas è a buon mercato: la grande chimica tedesca BASF pensa di espandersi in Cina e la camera di commercio tedesca in settembre registrava che l’8% degli iscritti pensava di spostarsi dove l’energia fosse più a buon mercato (come è noto il prezzo del gas si riflette su quello dell’elettricità).
La formula di rito intonata di fronte al calo significativo dell’uso del gas o petrolio, in questo caso dall’influente think tank brussellese Bruegel (Frans Timmerman)è: ‘abbassa la spesa per l’energia, ponendo fine alla capacità di Putin di usare come arma le sue risorse energetiche’[16].

Putin ne ha certamente la capacità, come l’hanno l’ Algeria, la Turchia, gli US etc.[17], ma non la ha usata fino ad oggi. La vera, grande posta in gioco è separare una volta per tutte politicamente ed economicamente la Germania e la UE dalla Federazione Russa, per farlo qualcuno è disposto anche ad un sabotaggio terroristico delle infrastrutture (gasdotto North Stream), se una grave recessione indebolirà economicamente l’Europa la conseguenza è un concorrente in meno.

La Germania però vende il 50% delle sue esportazioni alla Cina, e la recente visita del Cancelliere Scholz a Pechino indica a chi lo voglia intendere che lo stesso gioco non può riuscire a chi sta cercando di isolare economicamente la Cina. Per la Germania (e per l’Italia) abbandonare le rotte della seta (Bri) sarebbe non come affogare ma come impiccarsi con le proprie mani. Ritengo possibile che, per il periodo di qualche anno necessario a riorientare ad altri paesi le richieste di gas, la Germania sia costretta dal buon senso e dai ‘forconi’ a utilizzare l’unico gasdotto del North Stream rimasto intatto.

In precedenti interventi ho elaborato quel che ci aspetta quest’inverno e il prossimo (quando non avremo le scorte di gas russo che avevamo quest’anno): costi alti per l’energia, necessari razionamenti della stessa, inflazione sul 10%, deindustrializzazione e una recessione ormai certa in Europa e probabile in US[18].

La Russia non viene danneggiata più di tanto dalle sanzioni sull’energia: ha venduto più petrolio di prima all’Asia (Turchia, Cina e India in prima fila, nessuna delle quali disponibile a sostenere il tetto sul prezzo del petrolio russo propugnato da Janet Yellen), nonostante lo venda a prezzo scontato e abbia difficoltà a trasportarlo per via delle sanzioni ha guadagnato ben più che in passato e continuerà a guadagnare se le sanzioni continuano a fare aumentare il costo dell’energia, grano e fertilizzanti, con seri danni ai paesi meno ricchi. Il meme di darne la colpa a Putin non sembra funzionare: la persona da cui compero il latte (una immigrata dall’Europa dell’Est sposata a un italiano) mi ha detto, strizzando l’occhio, per giustificare l’aumento del costo del latte: ‘Probabilmente viene dall’Ucraina’.

Viste le sue importazioni di energia la Cina non ha alcuna intenzione di contrastare la Russia, che vanta anche una stretta relazione politica e commerciale con l’India da più di mezzo secolo. La situazione internazionale (e le votazioni all’assemblea ONU ne stanno diventando la spia) sta evolvendo a favore della Russia. Di recente si è tentato di far passare all’ONU una risoluzione che obbligherebbe a Russia a pagare riparazioni all’Ucraina[19]. Il voto (con valore consultivo) fa parte di un tentativo di confiscare illegalmente i fondi russi che sono stati congelati in Occidente e ha visto 94 si, 14 no (fra cui la Cina), ma anche 73 astenuti e 11 assenti.

La Sco, Shanghai Cooperation Organisation si era formata con i paesi limitrofi dell’ Afghanistan che temevano un ‘contagio’ da quella guerra, con l’aggiunta di Turchia, India, Iran, Arabia Saudita, Sud Africa e altri paesi africani, forse Argentina e Brasile, diventa una rete importante e segnala la possibilità di una divisione del mondo in due tronconi, uno dei quali sta tentando la ben difficile impresa di de-dollarizzare il commercio.

E Taiwan?

Dimenticavo Taiwan. Non ho mai capito perché la Cina, meta del 50% delle esportazioni di Taiwan, non si metta tranquilla e attenda un ritorno all’ovile della pecorella smarrita. Fonti della marina americana ritengono probabile un attacco a Taiwan entro il 2027 e pensano che gli USA non potranno difenderla. In realtà la posta in gioco è il controllo del Pacifico che sarà la più importante partita del nostro secolo, speriamo che il preludio non sia la distruzione di Taiwan, un’isola incantevole.

Una vittoria russa nella guerra economica , nella guerra militare e sullo scacchiere mondiale appare probabile, ma incerta, come sempre è l’esito di ogni conflitto. Non sarebbe meglio negoziare, visto che Putin continua a dire di volerlo fare? Se Zelensky  (invitato a parlare al G20 ha affermato di voler negoziare) dice che non parlerà mai con Putin, una soluzione ci sarebbe…

Le vittorie di immagine non bastano

La competenza e il successo ucraino nella guerra mediatica non è di per sé sufficiente a evitare la distruzione del paese attraverso la perdita di forniture di elettricità e acqua a causa dei missili.  L’esercito russo sta passando da una ‘operazione militare speciale’ il cui scopo non riuscito era un cambio di regine a Kiev, ad un livello di attività militare comparabile alla guerra, mentre afferma di avere altre cartucce.

L’esercito ucraino ha tempo uno o due mesi sino a che le nuove reclute russe arrivino sul campo e inizino un’offensiva invernale, probabilmente verso il Dnieper, liberando tutto il Donbass. Recentemente gli ucraini hanno ricevuto 40 battelli dagli USA, che ritengo serviranno a tentare, per l’ennesima volta, un attacco anfibio alla centrale nucleare di Zaporozhye.

Si parla molto dei missili ipersonici, che i russi hanno usato raramente, la cui notevole potenza, unita all’impossibilità di fermarli potrebbero essere utile a rendere i ponti sul Dnieper inutilizzabili, isolando logisticamente l’esercito ucraino nel Donbass. Attorno alla città di Donetsk, che continua ad essere bombardata dagli ucraini, si sta svolgendo una lenta avanzata russa nei villaggi circostanti, lo stesso succede verso Sloviansk, Kramatorsk e Bakhmout, tutti centri logisticamente importanti.

A causa della valorosa resistenza ucraina e delle fortificazioni difensive (costruite negli 8 anni di conflitto) tale avanzata è molto lenta. Il ritiro russo dalla città di Kherson sulla riva ovest del Dnieper indica che la conquista di Odessa non è al momento nei piani russi, anche se la città resta bloccata dalla flotta russa. L’intesa per l’esportazione del grano da Odessa si rinnova il 19 Novembre e la Russia è riuscita a liberare navi con carico di fertilizzanti, bloccate in 3 porti europei, che dovrebbero esportarli gratuitamente a paesi africani.

L’esercito ucraino non può vincere e ha già perso il 20% del suo territorio, la parte più ricca e industrializzata, continuando gli attacchi missilistici russi[20] alle reti elettriche il resto del paese diverrà un guscio vuoto manovrato e sostenuto dalla Nato/US; speriamo che a tutti quei soldati polacchi non salti in mente di ri-annettere alla Polonia la regione attorno a Lviv, la famosa Leopoli.

Circola l’affermazione al G20 che ‘il periodo storico in cui una grande potenza può usare la guerra per ottenere i suoi scopi si è concluso’, tale affermazione si può applicare tanto agli USA e i suoi neocons quanto alla Russia, né implica necessariamente una condanna dell’attività militare sovietica. Non a caso l’operazione speciale venne giustificata nel quadro del diritto internazionale e sulla falsariga dell’intervento Nato in Kossovo: Putin all’inizio pose grande attenzione a giustificare ai paesi che non appoggiano le sanzioni economiche il motivo dell’operazione militare.

Tale spiegazione si basa sull’articolo 51 della carta dell’Onu che prevede un intervento militare preventivo nel caso di minaccia imminente. La Russia avendo riconosciuto l’indipendenza delle due zone separatiste del Donbas ed essendone alleata ravvisava l’imminenza di un attacco ucraino (l’evidenza per questo è considerevole) e la necessità di difendere le zone alleate. La Nato ritenne imminente un attacco serbo all’Uck in Kossovo e reagì con pesanti bombardamenti su Belgrado, degradandone le infrastrutture civili, e con intervento militare in Kossovo[21] (1998-99).

Alcuni anni dopo (2008) l’auto determinazione nel Kossovo fu intesa come possibilità di separarsi dalla Serbia di cui faceva parte[22] . La conversazione viene spesso bloccata prima di iniziare, dal meme: ‘Russia aggressore/invasore, Ucraina aggredita senza provocazione’. Impossibile smontare il meme senza un poco di storia e dettaglio, ma spesso lo spazio e il tempo per farlo vanno conquistati.

Obiettivo degli US è, dalla fine del secolo scorso, isolare, indebolire e frammentare la Russia , la risposta russa sembra essere sempre più dura, io mi chiedo se si tratti solo degli Stati Uniti, forse anche la Germania (che gli Usa, nonostante i suoi 60 milioni di cittadini di origine tedesca, hanno sempre considerato un paese da sorvegliare e controllare) e la Polonia (con la sua russofobia congenita) farebbero un pensierino sullo sfruttamento, diretto o indiretto, delle enormi ricchezze fossili della Russia? Beh[23], scordatevelo.

(Cecilia Clementel)

[1] Cornelius Castoriadis ‘La montée de l’insignifiance, colloquio con Olivier Morel del 18 Giugno 1993, pubblicato su La République internationale des lettres, nel Giugno 1994.

[2] Anne-Cécile Robert, Dernières nouvelles du Mensonge,( Paris: Lux Editeur, 2021).

[3] L’Ucraina richiede lo scudo antimissile di Israele, che non glielo dà per timore che si svelino i segreti di fabbricazione, non pare che sarebbe utile in quanto si tratta di uno scudo efficace per dei missili rudimentali e ‘fatti in casa’ dai palestinesi.

[4] Esito ad addentrarmi nei dettagli del conflitto militare, in Italia il sito ‘Analisi Difesa’ e le opinioni del Generale (in pensione) Giuseppe Cucchi (su formiche.net e Limesonline) mi sono stati utili, insieme ai blogs di diversi analisti militari anglosassoni ‘alternativi’. Essi sono in grado di leggere il russo e seguono  sia le fonti ufficiali ucraine e russe che  i milbloggers russi, bloggers che sono a favore dell’intervento ma a volte criticano comandanti e tattiche russe.

[5] Certamente sono presenti ‘forze speciali’ di numerosi paesi Nato, i soliti ignoti.

[6]  Un precedente è la denuncia del trattato ABM, firmato nel 1972, da parte di George W.Bush nel 2001, perché voleva lo ’scudo spaziale’ che si rivelò poi non fattibile.

[7] In sostituzione delle bombe B61.

[8] Il trattato NPT tuttora in vigore firmato a Washington nel 1968 da USSR, US e UK, e successivamente da molte altre nazioni, impegna coloro che hanno armi nucleari a distruggerle progressivamente e coloro che non le hanno a non acquisirle

[9] Tale istruzione avviene fuori del territorio ucraino da quando un missile ipersonico russo distrusse un centro di addestramento vicino a Lviv.

[10] Ineludibile il fatto che siamo in guerra anche noi, senza alcuna discussione o votazione democratica.

[11] Tutti i paesi europei, meno l’Italia, hanno fornito la lista delle armi e provviste inviate in Ucraina.

[12] Gasdotto trans adriatico.

[13] In Portogallo in Ottobre la richiesta di gas è a -48% perché l’industria ceramica è in grave sofferenza

[14] Valentina Pop: ‘Business Europe president sounds alarm about permanent shutdowns’ in Financial Times 17.11.2022.

[15] Come dettagliato in precedente intervento su questo giornale ‘Una strada lastricata di buone intenzioni: ‘elettricità, gas ed energie rinnovabili’.

[16] Ibid. Citato nell’articolo di Valentina Pop nota 12, vedi anche nota 13.

[17] La possibilità di ricatto ce l’ha anche l’Ucraina dove transita il gasdotto Druzhba che porta gas in Europa: recentemente il flusso all’Ungheria è cessato ‘a causa di una caduta di tensione elettrica’, secondo gli ucraini.

[18] Davide Tabarelli : Il razionamento è quasi inevitabile ma la politica energetica torni nazionale, in Limes 10/2022.

[19] Dopo tanto tempo la Polonia si è ricordata dei danni della seconda guerra mondiale e di recente ha chiesto alla Germania i danni per una somma considerevole.

[20] Ho precedentemente notato che da mezzo secolo l’industria bellica occidentale non ha fatto ricerca e sviluppo di difese antiaeree e antimissilistiche, tanto è vero che le migliori sono oggi prodotte dai russi, non abbiamo quindi molto da dare agli ucraini. Si presupponeva di ottenere subito un controllo completo del cielo, contro oppositori che al massimo avevano missili rudimentali.

[21] I cinesi non hanno mai dimenticato la bomba sull’ambasciata cinese a Belgrado, che non ritengono fosse ‘un errore’.

[22] Per inciso, il vari problemi balcanici sono ben lontani dall’essere risolti, l’Europa non può dimenticarlo.

[23] Memoria d’infanzia: il corrierino dei piccoli aveva un personaggio: un mite cavaliere medioevale, tale Procopio di Torrecupa, che quando si arrabbiava davvero proclamava ‘oh, beh’ e faceva un gran macello!