Imola. Il Comune ha vinto il premio “Vivere a spreco zero 2022”, nella categoria enti pubblici, con il progetto “Un s’bota veja gnet – Non si butta via niente”, che è finalizzato al recupero in città delle eccedenze alimentari e alla prevenzione degli sprechi alimentari.

La cerimonia di premiazione si è svolta il 29 noevmbre a Bologna, a Palazzo D’Accursio alla presenza degli Ambasciatori di buone pratiche 2022, Massimo Cirri ed Eliana Liotta, con la moderazione del giornalista Antonio Cianciullo, responsabile del canale Ambiente “Terra” di Huffington Post. A ritirare il premio, per il Comune di Imola, c’erano Elisa Spada, assessora all’Ambiente e Mobilità Sostenibile e l’ing. Federica Ferri, dell’Ufficio Ambiente, insieme all’ing. Marco Poli di Hera Ambiente.

Il primo premio è stato conferito al Comune di Imola per il Progetto “Un s’bota veja gnet – Non si butta via niente”, frutto del lavoro trasversale dei tre assessorati all’Ambiente, Sviluppo Economico e Politiche Sociali, con la seguente motivazione: “Primo premio al progetto del Comune di Imola, “Non si butta via niente”, che alimenta sul territorio una fitta rete di recupero, prevenzione degli sprechi e solidarietà alle famiglie bisognose, coniugando l’attenzione alla sostenibilità e quella alle fasce deboli della popolazione”.

Nelle foto da sinistra: Valentina Preti, PR e Social media manager Alce Nero Andrea Segrè, Elisa Spada e Federica Ferri

La soddisfazione dell’Amministrazione comunale – Il progetto, finalizzato al recupero in città delle eccedenze alimentari e alla prevenzione degli sprechi alimentari, è promosso dal Comune in collaborazione con il Gruppo Hera e Last Minute Market e grazie all’impegno di aziende ed enti no profit del territorio. Nell’ambito della fase sperimentale durata 6 mesi, il progetto ha già portato al recupero di circa 5 tonnellate di prodotti alimentari.

“Siamo orgogliosi per questo prestigioso premio che ha riconosciuto l’efficacia e la concretezza di questo progetto frutto del lavoro trasversale dei tre assessorati, Ambiente, Politiche Sociali e Sviluppo Economico per ridurre lo spreco e le perdite alimentari coniugando sostenibilità ambientale, sociale ed economica, in linea con gli obiettivi dell’agenda 2030, in particolare l’obiettivo 12, produzione e consumo consapevoli. Grazie alla collaborazione con Hera e Last Minute Market e in sinergia le associazioni del terzo settore che da anni si impegnano in questo ambito e le aziende del territorio che hanno dimostrato grande disponibilità e sensibilità abbiamo potuto aumentare la raccolta di eccedenze alimentari e permettere il loro utilizzo da parte di persone che vivono situazioni di fragilità. L’economia circolare ha questo grande valore: trasformare in risorsa ciò che andrebbe sprecato, con benefici economici, ambientali e sociali” dichiarano le assessore Elisa Spada, assessora all’Ambiente e Mobilità Sostenibile, Daniela Spadoni, assessora al Welfare e Pierangelo Raffini, assessore allo Sviluppo economico.

 Come si articola il Premio – Il Premio “Vivere a spreco zero 2022”, che quest’anno è giunto alla 10.a edizione, è promosso dalla campagna Spreco Zero di Last Minute Market, con il patrocinio dei Ministeri della Transizione Ecologica, degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale e del Lavoro e delle Politiche Sociali, in sinergia con la Rappresentanza della Commissione Europea in Italia, ANCI, la Regione Emilia Romagna.

Il Premio si articola in 12 categorie, istituite per promuovere le buone pratiche di prevenzione degli sprechi e di sviluppo sostenibile ad ogni livello, dalle Pubbliche Amministrazioni alle imprese, dalle scuole ai cittadini, dall’economia circolare alla dieta mediterranea, dall’innovazione alla biodiversità. Oltre ad una speciale categoria Acqua/Energia, istituita quest’anno per promuovere i progetti e le idee innovative, verso un futuro di sviluppo sostenibile.

La giuria del Premio –  Il conferimento è avvenuto per voto della giuria presieduta dal fondatore Last Minute Market e Spreco Zero Andrea Segrè, Professore ordinario all’Università di Bologna,  composta da un team di giornalisti e voci di riferimento in tema di sostenibilità: Roberta Badaloni redazione TG1, Antonio Cianciullo, responsabile canale Ambiente Terra/Huffington Post, Massimo Cirri Caterpillar Rai Radio2, Luca Falasconi docente Università di Bologna e coordinatore scientifico del Premio “Vivere a Spreco Zero”, Marco Fratoddi direttore responsabile Sapere Ambiente, Massimo Giannetti responsabile settimanale ET / IL Manifesto, Roberto Giovannini giornalista e responsabile sostenibilità Terna, Elisabetta Guidobaldi giornalista Agenzia Ansa – caposervizio, Silvia Marra, socia e Consigliere Amministrazione di Last Minute Market, Cristina Nadotti redazione La Repubblica /Green&Blue, redazione Prometeo/Agenzia Adnkronos con Loredana Errico Francesca Romano Stefania Marignetti, Stefano Rodi redazione Sette / Corriere della Sera, Edoardo Vigna responsabile Pianeta 2021 Rcs/ Corriere della Sera, Daniela Volpe project manager campagna Spreco Zero e curatrice del Premio.

 Il progetto “Un s’bota veja gnet – Non si butta via niente” – “Un s’bóta veja gnét”, una vera e propria dichiarazione antispreco quella racchiusa in un detto dei nostri nonni che il Comune di Imola ha fatto proprio, promuovendo una campagna per il recupero delle eccedenze alimentari, in collaborazione con il Gruppo Hera e Last Minute Market, società spin off dell’Università di Bologna.

Nella fase sperimentale sono state recuperate 5 tonnellate di prodotti – L’iniziativa prevede di recuperare le eccedenze alimentari a favore di enti no profit del territorio che si occupano di persone in stato di difficoltà. I donatori sono i diversi attori della filiera alimentare, ad esempio esercizi commerciali, mense aziendali, aziende di produzione. Questi, aderendo al progetto, si impegnano a gestire correttamente gli alimenti e i beni donabili, in particolare per quanto riguarda corretto stato di conservazione, trasporto, deposito e utilizzo degli alimenti. I beneficiari s’impegnano a destinare, in forma gratuita, le eccedenze alimentari ricevute, idonee al consumo umano, prioritariamente a favore di persone indigenti.

La prima fase di sperimentazione si è conclusa nel giugno scorso, con il coinvolgimento di tre aziende e due enti no-profit con un esito molto positivo. Da gennaio a giugno 2022, infatti, sono state recuperate 5 tonnellate di eccedenze alimentari perfettamente utilizzabili, tra cui 1.600 porzioni di pasti pronti al consumo, donate dalle attività Interspar ed Ecu localizzate ad Imola, a cui si aggiunge il recupero nell’ambito dell’iniziativa Cibo Amico di Hera, che dona da 12 anni i pasti cotti non serviti presso la mensa aziendale di Via Casalegno.

Grazie ai donatori che hanno già aderito all’iniziativa si stima di arrivare a recuperare oltre 10 tonnellate di eccedenze entro fine anno, evitando così l’anidride carbonica emessa per la produzione di altrettanti nuovi alimenti, ed equivalente a circa 30 tonnellate, pari a 250 viaggi in auto da Milano a Napoli.

Da luglio hanno poi aderito con le donazioni anche altri punti vendita del territorio: CLAI con le Macellerie del contadino di Imola Pedagna e Imola centro, Natura sì, Crai di Sesto imolese, e i tre Conad di Imola in via Carducci, via Baruzzi e via Montericco. Ha inoltre aderito anche l’autodromo di Imola nell’ambito delle azioni dell’Imola Living Lab.

I due enti no-profit del territorio che al momento sono stati coinvolti in questa prima fase sono la Coop.Soc. Mano Tesa e Associazione No Sprechi Odv, che provvedono alla distribuzione delle eccedenze alimentari a famiglie in difficoltà, persone invalide e anziani.