Egregio direttore,
ci occorre segnalarle una vistosa svista occorsa all’Amministrazione comunale di Imola nel determinare ciò che è, abbondantemente, già ampiamente determinato.

Nella foto allegata al pezzo che si dilunga circa i benefici apportati alla città in occasione di tre grandi eventi appaiono in dodici, allineati e sorridenti: sorridenti nell’affermare il tutto già ampiamente affermato.
Non credo esista un solo imolese capace di affermare che l’evento Crame sia dannoso per l’intera comunità cittadina: è pur vero che abbiamo provveduto, da tempo, a chiudere l’ospedale Lolli e che qualcosa possa essere rimasto in giro, ma tutto ha un limite.

Alzi poi la mano colui che vede nelle manifestazioni di grandi complessi musicali un notevole danno per la città: silenzio dalla platea. Solo qualche brusio ( a dire il vero neppure tanto velato) si leva dagli spalti dei soliti incontentabili ambientalisti circa l’evento del F 1 sulle rive del Santerno: impossibile dare loro completo torto circa l’ondata di inquinamento prodotto nelle tre giornate di motori a combustione interna sovra-alimentati e capaci di molte migliaia di giri al minuto per non parlare del resto del traffico e via dicendo.

Quindi ecco quale risulta essere la grossolana svista dell’Amministrazione comunale della città: produrre numeri, coinvolgere società di studio (spendere denaro) per quantificare il quantificato.
Nessuno è contrario al denaro che piove sulla città nelle sue varie forme e si è pure propensi a socchiudere un occhio (anche se sarebbe da tempo indispensabile tenerli ben aperti entrambi!!) circa la sistematica illusione di non fare troppo male all’ambiente. Ma è quasi certo circa quanti sarebbero contrari davanti a due specifiche domande, molto semplici anche in assenza di profondi studi di specialisti quali l’opportunità di finanziare con una pioggia di milioni di euro una gara di F 1 invece di sanare le carenze della locale Usl (nonostante il quotidiano e massacrante lavoro degli addetti al servizio, che non cesseremo mai di ringraziare) e perseverare in innumerevoli giornate di pesante inquinamento ambientale e acustico al solo scopo di proseguire nel mantenimento di un simbolo che fu?
Che ne direbbe l’Amministrazione comunale di indire un paio di referendum per sondare la precisa volontà dei cittadini? La sonora sconfitta subita nelle ultime elezioni politiche (sconfitta non solo nazionale) ha insegnato nulla? Sempre avanti a petto scoperto senza tener conto del vento che muta?

Forse (ma è quasi certo) noi siamo visti come gli eterni irriducibili, brontoloni prevenuti e costituzionalmente incontentabili, ma in realtà siamo persone in grado di guardare avanti e non solo indietro tronfi delle glorie del passato.

Meditate gente, meditate.

(Cittadini per un Autodromodiverso)