Mordano. Un nuovo potabilizzatore a Bubano con una potenzialità quadrupla rispetto all’attuale e una nuova condotta che collegherà l’impianto alla rete idrica di Castel Bolognese. Sono i punti di partenza di un progetto più ampio di ottimizzazione e potenziamento del sistema idrico locale e della sua infrastruttura, che coinvolgerà non solo questi Comuni ma un territorio più diffuso, in primis Imola, Mordano, Riolo Terme, Bagnara di Romagna e Solarolo, ma anche Conselice, S. Agata sul Santerno, Castel San Pietro Terme, Castel Guelfo e Medicina per poi ampliarsi progressivamente anche ai Comuni di Dozza e Massa Lombarda.

Gli obiettivi dell’opera sono principalmente cinque: avere a disposizione una maggiore riserva idrica; creare un sistema più flessibile e quindi più sicuro per ciò che riguarda la continuità del servizio e la disponibilità di acqua, grazie alla interconnessione di sistemi acquedottistici oggi isolati; fronteggiare la crescita della domanda a fronte di espansioni residenziali e industriali; ridurre il consumo di acqua dai pozzi; una minore durezza dell’acqua.

Questo sarà possibile grazie a un investimento complessivo di 42 milioni di euro, di cui circa 30 finanziati da Con.Ami, 11 dal Gruppo Hera, all’interno del piano generale condiviso e approvato da Atersir, l’ente regionale di regolazione per i servizi idrici e i rifiuti, più oltre 1 milione dal Piano Nazionale Acquedotti. Si tratta dell’intervento in ambito acquedottistico più rilevante mai realizzato sul territorio gestito dal Gruppo Hera sia per il valore economico dell’investimento, sia per il tipo di opera che coinvolge un intero sistema territoriale.

L’iter autorizzativo della complessa opera, costituita da tre diverse parti, una che riguarda l’impiantistica e due le reti, è iniziato nel 2017 per completarsi nel 2022. Nell’aprile di quest’anno è iniziata la posa delle prima condotte e i lavori si concluderanno entro il 2025, salvo imprevisti.

Un nuovo potabilizzatore con una potenzialità 4 volte maggiore e l’ottimizzazione dell’impianto di trattamento industriale

Dell’attuale sito impiantistico a Bubano, in via Ringhiera, fanno parte i due bacini alimentati dal canale Emiliano Romagnolo e dal canale dei Molini (che prendono l’acqua rispettivamente dal Po e dal fiume Santerno), un impianto di trattamento dell’acqua industriale da 400 litri al secondo e un potabilizzatore civile che ha una potenzialità massima di 40 litri al secondo. L’acqua grezza viene prelevata dai due bacini e arriva all’impianto di trattamento a uso industriale in cui viene prodotta acqua con caratteristiche qualitative idonee alle sole attività industriali. Questa acqua, immessa nelle condotte dell’acquedotto industriale, viene utilizzata in parte da varie aziende, oltre 300, dei comuni di Imola, Mordano, Dozza, Massa Lombarda, Conselice e S. Agata, e in parte arriva agli impianti di trattamento e potabilizzazione di Castel San Pietro Terme, Bubano, Pontesanto (Imola), Conselice e Sant’Agata sul Santerno. Qui viene resa idonea al consumo umano e distribuita attraverso la rete dell’acquedotto civile, coprendo il 40% dei consumi di una vasta area che comprende Imola, Castel San Pietro Terme, Castel Guelfo, Medicina, Mordano, Conselice, S. Agata sul Santerno e Dozza.

Il potabilizzatore di Bubano produce invece acqua potabile a servizio delle utenze di Mordano, Bagnara di Romagna e della bassa imolese (indicativamente la zona a nord al di sotto dell’autostrada).

L’intervento in programma a partire dal 2023 prevede l’ammodernamento e il potenziamento dell’intero sito con la realizzazione di un nuovo potabilizzatore in sostituzione dell’attuale (con una potenzialità di 160 litri al secondo, quindi quattro volte maggiore); l’ottimizzazione dell’impianto di trattamento per uso industriale grazie all’inserimento di una sezione di filtrazione che incrementa la potenzialità fino a 450 litri al secondo e garantisce migliori condizioni di funzionamento ai potabilizzatori di Castel S. Pietro Terme, Conselice e S. Agata; la realizzazione di una sezione di trattamento fanghi.

 Una nuova dorsale idrica che da Bubano si collegherà alla rete di Castel Bolognese

L’intervento sulle reti sarà effettuato in due stralci. Il primo, già iniziato nell’aprile di quest’anno, consiste nella posa di una nuova rete lunga circa 6 km che porterà l’acqua a uso civile dall’impianto di Bubano al pensile di Chiusura (Imola) in Via della Fossetta. In parallelo, saranno totalmente rinnovati e potenziati il tratto di rete idrica a uso industriale da Bubano (via Fluno) a Imola (via Bicocchino), per circa 2,6 km di lunghezza.

Il secondo stralcio prevede il proseguimento della posa della condotta dal pensile di Chiusura, dove è terminato il primo stralcio, fino a congiungersi alla rete di Castel Bolognese, per complessivi 8,5 km. In questo modo verrà creata una nuova dorsale idrica che attraverserà i comuni di Mordano, Imola e Solarolo per terminare a Castel Bolognese. Il suo tracciato si svilupperà prevalentemente in area di campagna. Alcuni tratti di rete saranno posati con tecnologia no-dig, fra cui l’attraversamento dell’autostrada A14, quindi senza scavi a cielo aperto ma con trivellazioni.

I benefici principali: maggiore disponibilità di acqua, diversificazione delle fonti di approvvigionamento a garanzia della continuità del servizio idrico, migliore qualità

Al completamento dell’opera, l’incremento del prelievo delle risorse idriche superficiali dai bacini di Bubano si affiancherà ai sistemi di approvvigionamento già presenti sul territorio, migliorando la stabilità del sistema idrico.

L’impianto a uso industriale avrà infatti a disposizione un maggiore quantitativo di acqua da destinare ai potabilizzatori di Castel San Pietro Terme, Conselice e S. Agata sul Santerno o alle utenze industriali.

Attraverso le nuove condotte posate e grazie alla maggiore interconnessione della rete dell’acquedotto civile, la quantità di acqua resa disponibile per Imola aumenterà, consentendo di incrementare in caso di necessità l’integrazione verso Dozza, che, al termine di ulteriori interventi di interconnessione, potrà gradualmente dismettere il prelievo da pozzi.

Castel Bolognese e Solarolo, in particolare, grazie alla nuova dorsale saranno serviti da acqua di superficie proveniente dal nuovo potabilizzatore. Ciò permetterà di dismettere gran parte dei pozzi attualmente utilizzati e mantenerne alcuni solo per eventuale integrazione.

LE DICHIARAZIONI

Marco Panieri, sindaco di Imola e presidente dell’Assemblea dei Sindaci del Con.Ami: “la scelta compiuta da Con.Ami e dal Gruppo Hera è di importante valore e strategica, non tanto per il presente, quanto e soprattutto per il futuro. La corretta ed efficiente gestione dell’acqua, come di tutte le risorse naturali, è divenuta un aspetto fondamentale e irrinunciabile per garantire il benessere dei territori e una qualità della vita adeguata, specialmente in periodi di difficoltà, oltre ad essere una questione di responsabilità per le prossime generazioni. Nel corso della stagione estiva è sempre più frequente, come mai in passato, l’emergenza siccità e sono investimenti come quello che abbiamo presentato che consentono di fare la differenza ed evitare situazioni di disagio nella gestione delle risorse idriche”.

Vito Belladonna, direttore di Atersir

“Il complesso delle opere di cui parliamo è strategico per il territorio, per i cittadini e le aziende che in esso vivono e lavorano. Contribuisce a mettere in sicurezza la disponibilità di acqua di adeguate caratteristiche per un vasto territorio, che comprende direttamente o indirettamente una parte rilevante dei comuni del Con.Ami e a rendere il servizio idrico più sostenibile per l’ambiente; per questa ragione come ente di regolazione – che programma gli interventi da prevedere con i finanziamenti della tariffa idrica – ci siamo fortemente impegnati negli ultimi cinque/sei anni a inserire questo progetto nei programmi degli interventi, ottenendo anche un contributo di finanziamento pubblico all’interno del Piano Nazionale acquedotti del Ministero delle Infrastrutture, e ad approvarne i relativi progetti”.

Luca della Godenza, sindaco di Castel Bolognese

“Siamo molto orgogliosi di questo investimento che va a beneficio di tutti i cittadini della nostra comunità che garantirà sicurezza idrica e una migliore qualità dell’acqua. Ci abbiamo lavorato molto nel corso degli anni e siamo felici che siano iniziati i lavori e che entro la metà del 2025 avremo finalmente un nuovo impianto di potabilizzazione delle acque.”

Irene Priolo, vicepresidente Regione Emilia-Romagna e Assessore a Transizione ecologica, contrasto al cambiamento climatico, Ambiente, Difesa del suolo e della costa, Protezione civile

“Il potenziamento e l’efficientamento delle reti, con la riduzione delle perdite, sono una priorità della strategia della Regione per incrementare la disponibilità della risorsa idrica”, spiega Irene Priolo, vicepresidente con delega all’ambiente, alla sicurezza territoriale e alla protezione civile. “Nel corso del 2022 la grave siccità estiva, che perdura ancora oggi, ha messo chiaramente in luce la necessità di sviluppare azioni di adattamento e mitigazione. L’acqua è centrale in questo percorso e stiamo agendo su più livelli per per mettere in campo progettualità di lungo periodo”.

Fabio Bacchilega, presidente Con.Ami

“I cambiamenti climatici sono una sfida che richiede una progettualità multidimensionale capace di comprendere aspetti che riguardano l’economia circolare, la mobilità sostenibile, le energie rinnovabili e la buona gestione delle risorse idriche. Proprio di questo parliamo oggi. Il nuovo potabilizzatore ha l’obiettivo di assicurare ad una vasta area, che al termine dei lavori comprenderà ben 13 Comuni, una maggiore tenuta di fronte ai crescenti effetti della siccità. Il tutto grazie ad un sistema di notevole efficienza e flessibilità in grado di gestire le richieste idriche e assecondare, nel contempo, le previsioni di sviluppo urbanistico e le richieste del sistema produttivo. Uno scenario che diventa realtà attraverso un progetto e un importante investimento che sono espressione di quella visione di sistema che è propria di Con.Ami. Un grande lavoro ingegneristico che renderà i nostri territori più resilienti di fronte alle crescenti emergenze idriche assicurando così l’approvvigionamento e la qualità dell’acqua per una consistente riduzione dello sfruttamento delle falde acquifere”.

Orazio Iacono, Amministratore Delegato Gruppo Hera

“Oggi è un momento importante perché presentiamo un’opera di sistema, che coinvolge ben 13 Comuni, un’area molto vasta sul territorio che gestiamo con il ciclo idrico integrato. Siamo orgogliosi di questo risultato, che nasce da alcuni fattori principali: il lavoro dei nostri ingegneri che l’hanno progettata, la nostra esperienza che ci ha guidato, la collaborazione continua con le amministrazioni comunali, il Con.Ami e le istituzioni regionali. I benefici principali saranno maggiore disponibilità di acqua, diversificazione delle fonti di approvvigionamento a garanzia della continuità del servizio idrico, migliore qualità. Le opere che hanno uno sguardo così ampio possono nascere solo in questo modo, dall’incontro e dalla volontà di più soggetti che si mettono insieme per un obiettivo comune”.