La Fiom di Bologna ha appena concluso il suo XII congresso e non è stato affatto un evento di routine. Numeri alla mano il segretario  (riconfermato) ha potuto affermare con  un ovvio orgoglio che l’impianto politico impostato quattro anni fa ha dato i risultati sperati.

Sono aumentati gli iscritti alla Fiom, anche durante la fase congessuale, sono cresciuti di numero i delegati della Fiom  nelle Rsu  e in alcune situazioni, in particolare in alcune storiche aziende dalla Gd all’Ima, passando per la Ducati i metalmeccanici della Cgil hanno dimostrato di essere un punto di riferimento imprescindibile per l’insieme dei lavoratori.

Questi elementi giustificano ampiamente la soddisfazione del segretario e di tutto il gruppo dirigente della Fiom, ma c’è molto di più: una contrattazione aziendale su cui il sindacato si è impegnato con determinazione per migliorare continuamente la condizione di lavoro e usare la leva delle richieste  salariali per sostenere la qualità retributiva.

Nel corso degli ultimi quattro anni il perimetro delle aziende con un contratto aziendale si è allargato  e a questo risultato dobbiamo aggiunge un altro importante elemento, e cioè la presenza della Fiom nelle aziende artigiane.

Vi invitiamo quindi a leggere l’ampia sintesi della relazione del segretario  con una citazione particolare per l’intervento conclusivo del segretario nazionale Michele de Palma che ha invitato tutti i delegati congressuali ad una approfondita riflessione sulla situazione nazionale per capire bene quali sono le caratteristiche nuove e specifiche della coalizione di destra che guida il governo e che è già al lavoro per costruire un blocco sociale da contrapporre a quello espresso dal sindacato.

Relazione Bulgarelli

(a cura di m.z.)