Il caro bollette è dalla seconda metà del 2021, ben prima dell’inizio della guerra in Ucraina, che svuota le tasche dei cittadini e che rende difficile la vita di molte attività economiche. Tante le parole messe in campo dalla politica, poche le misure capaci di affrontare tale situazione, un po’ di euro quasi a livello caritativo, ma nessuna forza politica che abbia seriamente messo il dito nella piaga per capire esattamente cosa stia succedendo da oltre un anno e mezzo a questa parte.

Foto di Frauke Riether da Pixabay

Nessuno che abbia cercato di capire i meccanismi distorti di questo mercato e i motivi di tanta speculazione, cosa ormai acquisita. Nessuno che abbia cercato di coinvolgere le multiutility in questo sforzo di trasparenza.

E ora leggiamo che è l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato a sollevare il problema, adottando sette provvedimenti nei confronti di Enel, Eni, Hera, A2A, Edison, Acea ed Engie per variazioni, considerate anomale, delle condizioni contrattuali nel periodo successivo al 10 agosto 2022, che coinvolgono circa sette milioni di consumatori, condomini e microimprese.

In verità questi interventi fanno parte di una più ampia attività preistruttoria svolta nei mesi scorsi e che ha coinvolto 25 imprese energetiche, portando a quattro procedimenti istruttori e altrettanti provvedimenti cautelari contro altre società.

Tutto nasce dal decreto legge n. 115 del governo Draghi dello scorso agosto con il quale si sospendevano le clausole contrattuali che consentono alle società energetiche di modificare il prezzo delle forniture e l’efficacia delle relative comunicazioni di preavviso, fatte salve le modifiche già perfezionate nei periodi precedenti.

Secondo l’Antitrust solo la metà delle imprese energetiche attive in Italia avrebbero rispettato il decreto, mentre le altre avrebbero continuato ad aumentare le tariffe. Da qui il provvedimento di questi giorni. Ora queste imprese avranno sette giorni di tempo per difendersi dalle accuse, se non ci riusciranno dovranno sospendere l’applicazione delle nuove condizioni economiche, mantenendo o ripristinando i prezzi praticati prima del 10 agosto.

Le società coinvolte si sono affrettate ad affermare di avere “operato in modo conforme alle norme vigenti e nel pieno rispetto degli impegni contrattuali con i propri clienti”, annunciando di essere loro intenzione di impugnare il provvedimento dell’Antitrust. D’altra parte non c’è da sorprendersi, da sempre di fronte a turbolenze dei prezzi delle materie prime, gli aumenti sono stati scaricati sui consumatori. In un mercato dove si opera praticamente a livello di cartello non vi è tutela per i piccoli consumatori.

Poco conto se sono state “messe in campo numerose azioni concrete a supporto dei clienti, a partire dalle agevolazioni nei pagamenti, e offerto loro le migliori condizioni contrattuali possibili”. Perchè alla fine puoi dilazionare i pagamenti, ma quei soldi prima o poi li devi pagare, puoi offrire le migliori condizioni contrattuali, ma se poi il prezzo è stabilito in maniera unilaterale, allora ce la stiamo raccontando o, meglio, stanno cercando di raccontarcela.

Personalmente non ho molta fiducia che questa azione sfoci in qualcosa che possa favorire chi le bollette le deve pagare, ma alcune considerazioni vanno comunque fatte, anche perché il livello di difficoltà e sofferenza sta enormemente crescendo, a dispetto di chi non vuole rendersene conto.

E’ di qualche giorno fa una “piccola” notizia che riguarda il nostro “piccolo” mondo. Il senatore Daniele Manca, espressione del territorio imolese, ha proposto un emendamento al Decreto Aiuti Quater. E uno potrebbe pensare che finalmente qualcuno si fa portavoce delle difficoltà di molti cittadini, proponendo una qualche forma di intervento per alleviare queste difficoltà. Invece no, la preoccupazione del senatore Manca è far sì che “al fine di garantire la realizzazione degli investimenti necessari all’adeguamento e la messa in sicurezza delle tribune e delle aree riservate al pubblico dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, in attuazione dei nuovi standard minimi previsti dalla Federazione internazionale automobilistica (Fia) per lo svolgimento delle gare nei circuiti di Formula 1, siano stanziati , in favore del Comune sede dell’autodromo, 500 mila euro per l’anno 2022 e 4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023, 2024, 2025, 2026 e 2027”. Alla faccia del Decreto Aiuti Quater che ingenuamente penseremmo fosse riferito al supporto delle imprese e delle famiglie in difficoltà.

Ma quello che più colpisce è la solerzia di questo senatore, per fare giungere queste risorse per l’adeguamento dell’autodromo, che fa da contrappunto al silenzio, suo e di tanti altri suoi compagni di partito, e amministratori dei comuni del circondario imolese, su quello che sta succedendo a livello di tariffe e sulle tante difficoltà che i loro concittadini stanno vivendo.

Noi come tanti altri giornali stiamo ricevendo segnalazioni di persone, in gran parte anziane, che sono costrette a chiudere il riscaldamento e a vivere al freddo, semmai indossando due maglioni per ripararsi. Un problema che dal livello economico e personale, rischia presto di trasferirsi a livello sociale e sanitario per i rischi sulla salute che questa situazione porta con sé.

Se c’è qualcuno a cui interessa questa problematica batta un colpo. E ci piacerebbe che il sindaco, Marco Panieri, visto anche il suo ruolo di presidente del Patto di sindacato dei soci pubblici Hera Spa – area territoriale Romagna alzasse un ditino e cercasse di capire cosa sta succedendo e poi ce lo spiegasse. O per lui è normale che le bollette siano aumentate in maniera così esorbitante? E che tutto sia giustificato dal conflitto tra Ucraina e Russia? Certo non è facile rapportarsi con Hera a questo livello, lo dimostrano anni a e anni di sudditanza politica e economica, ma giunge un tempo dove i post sui social, i comunicati inneggianti a mirabolanti progetti cittadini non bastano più. Quando il livello di sofferenza di cittadini e imprese supererà la soglia dell’accettabile, il peggioramento delle condizioni di vita metteranno a rischio la stabilità sociale.

Intervenire subito è d’obbligo e mettere in campo una forte azione politica per la tutela delle fasce più deboli della popolazione, per il supporto del nostro sistema economico e del nostro sistema sanitario, messo a dura prova da due anni di covid e in balia delle false promesse del periodo “andrà tutto bene “ e del “voi siete i nostri eroi”, è il minimo che si possa chiedere a chi governa la città.

(Valerio Zanotti)