Abbiamo ricevuto il vademecum “Perché’ rischiare” a cura della Protezione civile, Comune di Imola. Va da sè che in caso di emergenza ogni consiglio risulta essere di grande utilità e la prima avvertenza di prioritaria importanza risulta essere quella di non perdere la calma.

Riteniamo corretto evidenziare, con alcune note, incongruenze, lapalissiane difficoltà e non corretti consigli: tutto è migliorabile e ogni apporto può risultare utile.

Nella prima pagina, subito dopo la nota del sindaco Panieri, nel capitolo che riguarda il “rischio idraulico” si legge: ” L’alluvione è l’allargamento di un’area dove normalmente non c’è’ acqua” (Nota: i cittadini imolesi devono essere giudicati dei sotto-acculturati!). Poi prosegue: “A originare l’alluvione sono prevalentemente pioggia abbondanti e prolungate (Nota: da non confondersi con il solleone e la siccità estiva.).

Prosegue: “… alcuni luoghi si allagano prima di altri … Le più pericolose le cantine, i piani seminterrati e quelli a terra” (Nota: se ne deduce che se abitate al quinto piano e vi entra acqua in casa non si tratta di alluvione ma del biblico diluvio universale).

Raccomandazione per chi abita vicino a corsi d’acqua: vengono descritti i sacchetti di sabbia da approntare e costernare i luoghi asciutti. Una ventina di sacchi di sabbia (20 kg ciascuno: si tratta di quattro quintali) per arginare porte e porte-finestre (se doppie occorrono 40 sacchi e arriviamo a 8 quintali). (Nota: assicuratevi di avere a disposizione un robusto facchino).

Cosa fare durante l’alluvione? Disattiva l’impianto elettrico e quello del gas; non utilizzare il cellulare per lasciare libere le linee per gli addetti al soccorso. Tieniti informato su come evolve la situazione è segui le indicazioni fornite dalle autorità. (Nota: … che verranno impartite a mezzo segnali di fumo …).

Passando agli incendi, nelle prime righe si legge: “Non sostare nella direzione in cui soffia il vento. (Nota: suggerimento interessante e poco comprensibile; meglio sarebbe: se possibile allontanati con il vento alle spalle seguendo strade o corsi d’acqua se disponibili).

Seguono alcune indicazioni da seguire in caso di temporali, terremoti, tempeste di vento, ma ci dilungheremmo troppo. Molto interessante, al contrario, la pianta e le indicazioni di luoghi o strutture che possono rappresentare rifugio maggiormente sicuro in caso di calamità naturali: piazze, parcheggi e giardini.

Nella mappa spicca per l’assenza la zona appena oltre il fiume Santerno, a sinistra dopo il ponte in fondo al bellissimo viale Dante, dove sono stati spesi circa 10.000.000 di euro stanziati dalla Protezione Civile, per costruire i box dell’autodromo destinati ad ospitare opportunamente l’organizzazione di eventi motoristici che, inquinando come pochi altri, determinano stagioni impazzite, pioggia torrenziale e venti disastrosi.

Si ringrazia l’Amministrazione comunale per i preziosissimi consigli.

(Mauro Magnani)