Imola. Il percorso di avvicinamento a quella che sarà la nuova sezione archeologica nel Museo di San Domenico ha compiuto nei giorni scorsi un ulteriore importante passo. La giunta  ha infatti dato approvazione al progetto esecutivo riguardante i lavori di allestimento dello spazio destinato alla musealizzazione dello scavo archeologico a vista della cosiddetta “Domus del rasoio”, con un investimento di 210mila euro. Rinvenuta e parzialmente indagata una ventina d’anni fa durante i lavori di recupero del complesso architettonico, l’area archeologica della Domus del rasoio racchiude in sé testimonianze di più di duemila anni di storia imolese, a partire dai mosaici e dai reperti pertinenti a una domus romana di età imperiale fino alle tracce della prima presenza domenicana, ad un’officina medievale e, più in là, del refettorio conventuale. Tra i ritrovamenti più significativi emersi nello scavo vi è senza dubbio il rasoio in bronzo con impugnatura a testa di pantera, oggetto iconico da cui la stessa domus ha preso il nome.

L’ambiente della Domus, oltre ad essere il punto culminante del percorso espositivo della futura sezione archeologica, rappresenta la parte progettuale più avanzata dei più vasti e complessi lavori di riqualificazione dell’area del primo chiostro del Museo di San Domenico iniziati lo scorso anno, che ricordiamo sono finanziati con risorse regionali, europee, del Comune e della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola. Con l’inizio dei lavori di allestimento museografico della Domus del rasoio prende il via l’ultima fase prima della sua apertura al pubblico, prevista per l’estate del prossimo anno. Progettato dallo studio Siroscape Architettura di Forlì, e in specifico all’architetto Camilla Fabbri, l’allestimento della Domus può vedere la luce anche grazie all’importante contributo recentemente concesso dalla Regione Emilia-Romagna a questo scopo, attraverso il Piano museale 2022.

I lavori prevedono uno spazio fruibile lungo tutti e quattro i lati della sala attraverso passerelle sospese, dalle quali si potranno vedere l’area di scavo e i mosaici pavimentali appositamente restaurati e ricollocati in loco. Appoggiate al parapetto e addossate alle pareti alcune teche illuminate, pensate come piccoli scrigni, mostreranno i reperti rinvenuti durante lo scavo, e in particolare il celebre rasoio, cui sarà riservato un accento espositivo speciale. Ma l’intero allestimento ruoterà intorno alla proiezione di un video appositamente commissionato dai Musei Civici, per mezzo del quale la storia del sito archeologico verrà ripercorsa e descritta attraverso ricostruzioni in 3D. Durante la proiezione le varie porzioni dello scavo saranno sottolineate anche grazie a un sistema di illuminazione studiato in modo da coordinarsi con i contenuti del racconto.

“Da diversi decenni la sfida è mettere a disposizione della comunità il cospicuo patrimonio archeologico frutto degli scavi avvenuti in città negli anni che non può rimanere solo all’interno dei nostri depositi. Questo troverà spazio nel Museo di San Domenico all’interno del terzo percorso di visita che accompagnerà le Collezioni d’Arte della Città e la Collezione di Scienze naturali Giuseppe Scarabelli – spiega l’assessore alla Cultura, Giacomo Gambi -. La Domus del Rasoio è la parte più avanzata della sezione archeologica: passerelle sopraelevate rispetto ai mosaici, teche con all’interno il rasoio ed altri reperti, illuminazione, apparati didascalici e una proiezione multimediale col racconto delle fasi storiche del sito permetteranno al visitatore di fare un viaggio nel tempo. Questo è possibile anche grazie al sostegno economico della Regione, attraverso fondi europei, ed alla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola: i progetti più grandi si realizzano solo se a sostenerli è la città tutta, questa ne è la dimostrazione”.

“L’area di scavo – commenta il direttore dei Musei Civici, Diego Galizzi –  sarà restituita ai cittadini e ai visitatori in modo da rendere il più possibile comprensibile la complessità della vicenda storica di quel luogo, che in qualche modo sintetizza perfettamente la storia della città. L’allestimento che andremo a realizzare sarà fortemente orientato alla narrazione, attingendo alle possibilità oggi offerte dalla multimedialità e dall’illuminotecnica per accompagnare passo passo il visitatore attraverso le varie epoche che in questo spazio, seppur piccolo, hanno lasciato la loro memoria”.