Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta di Paolo Galletti, dell’associazione ECO, inviata al sindaco di Lugo Davide Ranalli.

Fino a non molti anni fa Lugo era una piccola capitale del Cinema. Uno degli ultimi film con sala straripante che abbiamo avuto la fortuna di vedere è stato “Il Signore degli Anelli” al cinema Giardino.

Che con il cinema Astra, il Venturini, il San Rocco ed il Doria (se pur di poco in territorio cotignolese) costituiva un patrimonio di ben cinque sale.

Ricordo bene che a ridosso del disastro nucleare di Chernobyl proiettammo al mattino, con sciopero studentesco, al cinema Venturini il film “Sindrome Cinese”.

Con la chiusura dell’ultima sala rimasta: il San Rocco, ora siamo senza cinema, in una fase che vede la ripresa delle sale, con film esclusivi, dopo la fase acuta della pandemia.

Ma come siamo arrivati a questo punto morto?

Prima l’invasione delle tivù commerciali (“torna a casa in tutta fretta, c’è il biscione che ti aspetta!”) ed in seguito le piattaforme in abbonamento hanno segnato la fine del rito cinematografico e la progressiva chiusura delle sale.

Un tramonto ben raccontato da “Nuovo Cinema Paradiso” di Tornatore e da “Splendor” di Ettore Scola. Una occasione perduta di socializzazione e di cultura sia nella versione popolare che in quella cosiddetta di “essai”: Lugo è stata per un certo periodo una piccola capitale del western all’italiana (con personaggi vestiti da Ringo e Django che irrompevano negli intervalli nelle sale fumose), e poi della sua divertente parodia con la serie di “Trinità”, prodotta dal lughese Italo Zingarelli.

Ma è stata anche una palestra di dibattito politico e culturale irripetibile, con incontro e scontro tra diverse visioni del mondo, grazie ai cineforum che si tenevano settimanalmente al cinema San Rocco, gestito da don Carlo Marabini.

Il prof Mauro Bovoli animava le prime rassegne, gestite successivamente da varie associazioni, tra le quali la Lega per i Diritti dei Popoli con il cinema dell’America Latina e del dissenso dell’est europeo.

Al declino delle sale ci si è opposti negli ultimi decenni. Prima con rassegne invernali al cinema San Rocco a cura dell’associazione ECO: la serata clou nel 2006 con Franco Battiato e Lucio Dalla che presentarono il film di Battiato “Musikanten” con ben due proiezioni che riempirono la sala.

Le rassegne invernali si spostarono poi al cinema Giardino: qui il top fu raggiunto da “L’uomo che verrà” di Giorgio Diritti in una matinée per gli studenti silenziosi e partecipi in dialogo con il protagonista.

Quindi le rassegne estive, prima nel chiostro della Banca del Monte e successivamente nel cortile del Crai.

Ora la stagione estiva funziona nel bel chiostro carmelitano dell’ex asilo Capucci.

Ma con la chiusura del San Rocco, Lugo è l’unico comune del comprensorio senza cinema invernale. Gli altri comuni vicini hanno sale aperte per il fine settimana: Lugo no.

Si parla di una sala nel costruendo auditorium. E nel frattempo?

Oggi ci sono film che escono solo in sala, snobbando le piattaforme. Cogliamo questa opportunità. Una occasione di socializzazione e cultura necessaria per la nostra città.

Abbiamo la biblioteca, il caffè letterario, le mostre, l’università… siamo la città del libro. Torniamo ad essere anche la città del cinema.

Onoriamo le nostre radici: un inverno senza cinema non è sostenibile.
Caro Sindaco attivati con urgenza per una immediata stagione invernale.
Trova una soluzione provvisoria.
Non obbligarci a faticose raccolte di firme.
Il cinema è arte e cultura che induce domanda di cultura.
“Esci di casa in tutta fretta: c’è un bel film che ti aspetta”

(Paolo Galletti – Associazione ECO)