Imola. I Servizi educativi per i bambini diversamente abili sono stati una spina nel fianco per l’Amministrazione comunale da quando, nell’estate scorsa, il bando è stato vinto dal Consorzio di coop sociali Blu e non dal Solco e dalla Seacoop che lo avevano in gestione da parecchi anni. Ora sull’aggiudicazione di quel bando c’è una questione giuridica di fronte al Tar e ci sono alcuni problemi rispetto all’educazione di alcuni alunni con difficoltà. Nel consiglio comunale del 22 dicembre, Simone Carapia della Lega sottolinea: “L’ultima  novità è che alcune famiglie si sono rivolte ad avvocati di avvocati per disservizi, quando si arriva a ciò significa che la misura è colma da parte di genitori. Non mi stupirei se  chiedessero risarcimenti mentre il Comune non applica le penali. Mi pare evidente che la qualità del servizio non sia ottimale, bisogna sviscerare la questione nella commissione consiliare competente”.

Anche per Marinella Vella della Lista Cappello “si vocifera di altri genitori che si stanno rivolgendo agli avvocati sull’educazione di bambini disabili che sono a disagio perché una parte delle educatrici non hanno a disposizione le conoscenze fondamentali per aiutarli, vengono chiamate da lontano e restano per troppo poco tempo con i ragazzi in modo da non riuscire a conocere abbastanza bene le loro problematiche”.

Secondo Nicolas Vacchi di Fratelli d’Italia “la garanzia dei Servizi educativi è una responsabilità politica del Pd, non si può nasondere il problema, sono partite le prime diffide. Il Pd, che ne ha la presidenza, convochi almeno una commissione consiliare sul tema per conoscere i fatti”.

Chiara Sorbello del Pd ha ribadito che “la vicenda della tutela dei bambini con fragilità particolari è molto delicata, quindi è nostro interesse che la situazione sia monitorata dal settore Scuola e che l’Amministrazione vigili nello spirito che tale questione richiede”.

L’assessore alla Scuola Fabrizio Castellari risponde: “Il Tar ha richiamato il Circondario e il merito sarà giudicato nei prossimi mesi, c’è stata una gara, c’è un ricorso pendente per  verificarne la regolarità e ciò riguarda la giustizia amministrativa. Rispetto al merito della diffida, come Amministrazione abbiamo sempre garantito vigilanza sul nuovo gestore come su quelli precedenti. Il Comune non non ha tolto un euro sui progetti di integrazione, ce la stiamo mettiamo tutta, eseguiamo un monitoraggio concreto con incontri, controlliamo le mail che hanno segnalato situazioni più difficili che si sono create. Il bando è chiaro, se la situazione non andrà dritta, agiremo con determinazione”.

(m.m.)