I temi più delicati sono già nell’agenda 2023, fermare la guerra russa contro gli ucraini nel cuore dell’Europa dramma profughi compreso, rimediare alla crisi energetica, a quella delle materie prime ed “annacquare” le ansie sul destino del mondo, ovvio il necessario monitoraggio da vicino delle varianti da Covid che ancora spaventano soprattutto anziani e persone fragili.
Buone le notizie invece per un settore turistico in crescita e di quello riferito ai progetti legati ai fondi Pnrr che finanzieranno quelle infrastrutture necessarie a portare “ossigeno” al Pil nazionale.

Conoscere e capire ciò che nel 2022 ha funzionato poco o per nulla sarà fondamentale per cambiare e trasformare le problematiche ideologiche del passato in visioni pragmatiche per così rispondere ai bisogni (anche di giustizia) dei cittadini, soprattutto quelli dell’anello debole della nostra società che proprio pandemia, guerra e crisi economica hanno continuato a tormentare, dai clochard senzatetto ai nuovi poveri che hanno perso il lavoro (e tutto il resto) e che fanno la fila per un pasto caldo.

Ogni anno si spera (invano) che questo periodo di festa possa veramente esserlo per tutti, anche per gli ultimi che sebbene sempre più spesso ne “notiamo” la presenza nei centri storici addobbati altrettanto più spesso cerchiamo di nasconderla allo sguardo, complici i media occupati a dir banalità e far conoscere ben altre “news” portatrici di gioia, speranza e fiducia.

Malgrado ciò per la stragrande maggioranza di noi “fortunati” sarà un fine anno da vivere nella gioia collettiva delle festività natalizie godendo tanto di stanze colorate, neve finta e festoni quanto della convivialità e del calore che si crea quando si sta a tavola insieme a familiari e amici, dove scalda il cuore perfino la perfezione e lo stile della location e suo arredamento, “moderno”, dove si punterà su bianco e luci fredde a differenza di chi ama il “rustico” con palline e decorazioni di legno che si intonano col verde dell’albero.
Un classico per tutti sarà però il rosso, il colore per eccellenza delle festività; doveroso un “distinguo” generazionale fra giovani, coi millennials ( 1981- 1996) a “sposare” luci soffuse, catene di luci nude in stile loft Usa anche nell’immancabile angolo green dedicato alle piante da interni ( in mancanza del giardino), altro look invece per i “giovani d’oggi” ovvero quelli/e della generazione Y (1981-1996), quelli che inventano tendenze, nuove filosofie, principali “consumatori” di beni&servizi ed ai quali la pandemia ha maggiormente cambiato la vita.

Incertezze economiche, crisi post-lockdown, guerra russo-ucraina e spirale inflazionistica ha di fatto “convinto” loro come l’abitazione possa essere diventato il luogo più sicuro, così da adornarlo con mobilio tondeggiante che infonde felicità e relax, dove semmai è bello dedicar tempo a collezionare e costruire modellini oppure appassionarsi ai giochi da tavolo assieme ad amici e familiari, lasciando “all’esterno” dubbi e stress.

Questi paladini della generazione Y sono infatti presto diventati l’emblema de “il futuro è in mano nostra” facendo scelte consapevoli di maggior spessore rispetto ai più distaccati Millennials sempre più “distratti” da feste, accessori, vini, dolci e liquori, come ad esempio proprio in questo periodo quello della scelta dell’Albero dove hanno dibattuto in famiglia sui 200 anni circa cui serve a degradarsi nell’ambiente al pari dei 40 kg di CO2 emessa per realizzarlo.

Per tutti comunque, a festeggiare l’anno che verrà, la certezza di “staccare” come a ritagliare tempo prezioso per rimettere insieme pezzi di vita e rimediare i guai del passato, senza la paura di rimanere soli con se stessi così da lasciare molte porte aperte come a tener lontano vincoli e auto-imposizioni, rimanendo così in una sorta di “last minute” liberi di muoversi senza eccessivi legami, pesi e servitù psicologiche.

(Giuseppe Vassura)