Il Comitato ristretto della Camera Usa che ha analizzato cosa accadde prima, durante e dopo l’insurrezione del 6 gennaio 2021 a Capitol Hill è giunto alle sue conclusioni e l’ex presidente Usa Donald Trump è stato ritenuto, dai sette Democratici e dai due Repubblicani della Commissione, responsabile per quanto accadde. Donald Trump ha contestato le loro conclusioni: “È una caccia alle streghe! Si sono dimenticati di menzionare che Pelosi non diede ascolto alla mia raccomandazione di utilizzare i militari a Washington”.

Donald Trump (Foto tratta da Wikipedia)

Nel dossier di 845 pagine, l’ex presidente viene accusato di aver cercato di ribaltare l’esito delle elezioni presidenziali del 2020, “supervisionando” il tentativo di presentare false liste di elettori in sette stati. Secondo la commissione, Trump si è impegnato attivamente per “trasmettere false schede elettorali del Collegio elettorale al Congresso e agli archivi nazionali”, nonostante i suoi avvocati lo avessero avvertito che era illegale.

Il rapporto si basa su un migliaio di interviste e documenti come email, messaggi, tabulati telefonici. Dopo un anno e mezzo di indagini con nove audizione pubbliche la commissione ha chiesto che Trump venga incriminato per aver “incitato, assistito e sostenuto” una insurrezione. La deputata democratica Bennie Thompson, una dei membri della commissione, ha detto che Trump “ha perso le elezioni del 2020 e lo sapeva. Ma ha scelto di tentare di restare in carica attraverso un piano articolato per ribaltare il risultato. E bloccare il trasferimento dei poteri. Alla fine, ha sollevato la folla a Washington pur sapendo che era armata e alterata, l’ha indirizzata al Campidoglio e l’ha incitata a combattere furiosamente. Su questo non c’è dubbio”.

Tra le altre cose, vi si legge che “Donald Trump è stato la causa centrale dell’attacco: Trump avrebbe convocato i suoi sostenitori al Congresso, compresi estremisti armati, e li avrebbe spinti a entrare con la forza nell’edificio”.

Il lavoro della commissione tuttavia non si è limitato soltanto al 6 gennaio, ma anche alle settimane precedenti, nel corso delle quali Trump e i suoi misero in atto numerose azioni illegittime per bloccare l’elezione di Joe Biden e “ostacolare con la corruzione, impedire o influenzare il conteggio dei voti dei grandi elettori il 6 gennaio e dunque ribaltare il risultato legale delle elezioni”.

Il documento mostra per esempio come gli alleati di Trump fecero piani per sovvertire il risultato elettorale già prima delle elezioni, che si tennero nel novembre del 2020. Mostra anche come poi, dopo la sconfitta elettorale, Trump e i suoi fecero ampi preparativi per cercare di sovvertire il risultato, per esempio preparando gruppi di grandi elettori alternativi (cioè scelti dagli alleati di Trump e non dal voto popolare) che avrebbero potuto sostenere la sua elezione e non quella di Biden.

In quei due – tre mesi a cavallo tra il 2020 e il 2021 le fondamenta degli Stati Uniti hanno tremato, ma allo stesso tempo la democrazia americana ha dato prova di aver la capacità di sapersi interrogare e salvaguardare i propri valori di fondo.

(Tiziano Conti)