Ci trasferiamo nella Bassa Romagna per parlare di una ospite delle nostre terre, illustre ma poco nota, la cui breve storia vale la pena conoscere.

Clara Allegra Byron nacque il 12 gennaio 1817 a Bath (Regno Unito) e morì il 20 aprile 1822 a Bagnacavallo, figlia illegittima del famoso poeta inglese Lord George Gordon Byron, uomo di spicco nella cultura del Regno Unito durante il secondo Romanticismo.

Allegra con il padre Lord Byron

Perché la bambina si trovava nel convento di San Giovanni Battista in Bagnacavallo?

Quali furono gli avvenimenti che portarono Lord Byron e la sua figlioletta in Romagna?

E chi era la madre di Allegra e perché vennero separate? Era Claire Clairmont, sorellastra della famosa Mary Shelley (scrittrice, saggista e filosofa, di cui la più nota opera è “Frankenstein, o il moderno Prometeo”, che, oltre ad essere diventato assai famoso, ha dato origine a film, romanzi, ecc.).

La bambina purtroppo ha vissuto solo cinque anni: venne riconosciuta dal poeta inglese malgrado la relazione con Claire fosse stata breve e già prima della nascita di Allegra egli si fosse stancato della madre, tuttavia promise di prendersene cura a patto che Claire non si fosse fatta più vedere e questa, pur riluttante, acconsentì.

Inizialmente fu chiamata Alba, che significa “alba” o “bianca”, da sua madre, con la quale all’inizio viveva, insieme alla di lei sorellastra ed al cognato, il poeta Percy Bysshe Shelley, uno dei più celebri lirici romantici: essi si affezionarono alla bimba, ma quando aveva quindici mesi fu ceduta a Byron, che le cambiò il nome in Allegra. Mary Shelley aveva soprannominato Allegra “il piccolo Commodoro” per il suo corpo robusto e l’aspetto vigile e intelligente.

Byron era soddisfatto delle somiglianze di Allegra con sé stesso nell’aspetto e nel temperamento, come conferma in una lettera a un amico: “Il mio bastardo è arrivato tre giorni fa, molto simile, sano, rumoroso e capriccioso“.
In un’altra del 1818 alla sorellastra Augusta Leigh si legge che “Lei è molto carina — straordinariamente intelligente… Ha occhi molto azzurri — quella singolare fronte — biondi capelli ricci — e uno spirito diabolico. ma quello è di papà”.

Nel 1819 Byron descrisse Allegra di due anni e mezzo come “molto buffa” e di nuovo commentò la somiglianza nell’aspetto fisico, nel temperamento e negli interessi: “(Lei) ha un ottimo affare del Byron. Non riesce proprio ad articolare la lettera ‘r’ – cipiglio e broncio proprio sulla nostra strada – occhi azzurri – capelli chiari che diventano ogni giorno più scuri – e una fossetta sul mento – un cipiglio sulla fronte – pelle bianca – dolcezza voce – e una particolare predilezione per la musica – e il suo modo in ogni cosa – ah, non è B. dappertutto?

La bambina ora parlava solo italiano; durante l’estate del 1819 aveva soggiornato presso quattro diverse famiglie, perché Byron la alloggiò per lunghi periodi presso l’amico console britannico Richard Belgrave Hoppner, ma la moglie di questi non gradiva Allegra e la mandò a stare con altre tre famiglie in altrettanti mesi.

George Byron si era trasferito con Allegra a Venezia, poi a Ravenna per seguire la sua nuova amata, la contessa Teresa Guiccioli.

Nel marzo 1820 Byron si lamentò che Allegra, di tre anni, era piuttosto vanitosa e “ostinata come un mulo“, con un comportamento ingestibile, probabilmente a causa dei cambiamenti delle badanti. Allegra ha anche mostrato talento per la recitazione e il canto, testimoniato da Teresa Guiccioli (che Allegra chiamava “mammina“) la quale rimarcava le capacità della bimba nell’imitare i servi e nel cantare canzoni popolari.

La mamma Clairmont fu allarmata dalle notizie nel 1820 che sua figlia soffriva di una febbre malarica e che Byron l’aveva trasferita nel ravennate al caldo in piena estate: scrisse che doveva essere trasferita in un clima più salubre e supplicava Byron di mandarla da lei a Bagni di Lucca, città con un clima fresco. Byron non volle mandare Allegra nella famiglia Shelley, convinto che si sarebbe ammalata a causa di una dieta vegetariana, considerato che gli altri bambini della famiglia erano morti giovani.

Infine, nel 1821 mise Allegra nell’educandato gestito dalle suore cappuccine di San Giovanni a Bagnacavallo, all’epoca luogo di ospitalità per ragazze di nobili famiglie: dopo cinque mesi nella scuola del convento il comportamento della bimba era migliorato, obbediva alle suore che la chiamavano “Allegrina” ed era disciplinata.

Byron considerava positivamente le donne italiane che avevano ricevuto istruzione in convento, del resto anche la contessa Guiccioli aveva avuto una felice esperienza nel collegio del convento; inoltre credeva che sua figlia, data la sua illegittimità, avrebbe avuto più possibilità di sposarsi bene in Italia che in Inghilterra. “La ragazza deve essere una donna cristiana e sposata, se possibile.

Con un aiuto da parte delle suore, Allegra scrisse al padre una lettera in italiano datata 21 settembre 1821, chiedendogli di farle visita: “Mio caro papà. Essendo il momento giusto, gradirei tanto una visita di mio padre perché ho molti desideri da soddisfare. Non verrai a compiacere la tua Allegrina che tanto ti ama?” Ma Byron non rispose alla lettera né visitò la bambina durante i tredici mesi in cui è stata in convento.

Allegra sviluppò una febbre alta il 13 aprile 1822: le suore chiamarono un medico, il quale stabilì che soffriva di “piccole febbri lente“. Il padre fu informato, ma non si fece vivo. Il 15 aprile fu considerata fuori pericolo, ma morì il 20, assistita da tre medici e da tutte le suore del convento, forse di tifo e Clairmont, la madre, ha incolpato Byron per il resto della sua vita per la morte di Allegra.

Byron mandò il corpo in Inghilterra e dettò un’iscrizione per la sua lapide che diceva: “In memoria di Allegra, figlia di GG, Lord Byron, che morì a Bagna Cavallo in Italia, il 20 aprile 1822, all’età di cinque anni e tre mesi, – Io andrò da lei, ma lei non tornerà da me.’-2 Samuele, xii, 23“.

Si sentiva in colpa per aver trascurato la bambina; scrisse a Marguerite, contessa di Blessington, pochi mesi dopo: “Lascia che l’oggetto dell’affetto sia strappato via dalla morte, e come sarà vendicato tutto il dolore che gli è stato mai inflitto! La stessa immaginazione che ci ha portato a sminuire o trascurare le loro sofferenze, ora che per noi sono perdute per sempre, esalta le loro qualità stimabili … Come ho provato questo quando mia figlia, Allegra, è morta! Mentre viveva, la sua esistenza non è mai sembrata necessaria alla mia felicità; ma non appena la persi, mi sembrò come se non potessi vivere senza di lei.

A causa dell’illegittimità, John William Cunningham, rettore della chiesa di St Mary in Harrow on the Hill, si rifiutò di porre una targa e permise solo seppellirla all’ingresso della chiesa, per cui tuttora non è individuabile la sua tomba.

Nel 1980 la Byron Society collocò una targa commemorativa, incisa con le parole di una lettera che Byron scrisse a Percy Shelley dopo la sua morte: “Suppongo che il tempo farà il suo solito lavoro… – La morte ha fatto il suo.” Il ricordo di Allegra perseguitava il poeta Shelley, il quale, prima della morte per annegamento nel 1822, ebbe una visione della bambina morta in cui ella si alzava dal mare, rideva, batteva le mani, gli faceva cenno ed era diventata una donna: “Una meraviglia di questa terra … Come una delle donne di Shakespeare“.

Sull’ingresso del convento di San Giovanni in via Garibaldi a Bagnacavallo si trova una lapide che ricorda il soggiorno di Allegra nell’educandato: “In questo convento di S. Giovanni Battista G.G. Lord Byron il 22 gennaio 1821 poneva educanda sua figlia Allegra. La visitava nell’agosto P.B. Shelley trovandola bella e felice non presago che il 20 aprile seguente morte l’avrebbe rapita di 5 anni e 3 mesi al bramoso affetto del grande genitore”.

Siamo dunque al cospetto della breve e tragica storia di una piccolina di una famiglia importante vissuta e morta nelle terre di Romagna.

Per saperne di più

Abbiamo diversi scritti per approfondire l’argomento e ne citiamo alcuni.

Remo Ragazzini, Lord Byron e la contessa Teresa Guiccioli, Walberti, Lugo, 1989

Iris Origo, Allegra, la figlia di Byron, Ed. Skira, 2014

Claudi Bassi Angelini, Donne nella storia del territorio di Ravenna, Faenza e Lugo dal Medioevo al XX secolo, Longo Editore, Ravenna, 2015

Giulia Melandri, Vita e leggenda di Allegra, figlia di Lord Byron e nipote di Mary Shelley, Ed Il Ponte Vecchio, 2021

Bruna Bertini, Strade al femminile, Tempo al Libro, Faenza, 2022

(Marco Pelliconi)