Borderless“, il cortometraggio/videoclip prodotto da REA Film, diretto da Nicolas Morganti Patrignani e montato da Gerardo Lamberti per l’artista Rosario Gorgone, racconta del giovane Denys che, in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina, è costretto ad abbandonare il proprio Paese.

Non gli rimane più nulla se non la speranza di rivedere Dmitrii, giovane recluta dell’esercito russo (interpretati rispettivamente da Alessio Curzi e Matteo Accardi). Ruolo di rilievo anche per Cristina Golotta, che interpreta la nonna del protagonista.

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Si tratta di un’opera ibrida. In principio, il progetto prevedeva la realizzazione di un videoclip musicale per un brano eseguito al pianoforte. Poi, col susseguirsi delle lavorazioni, questo videoclip ha assunto sempre di più le sembianze di un cortometraggio drammatico cinematografico.
Nell’opera vengono trattate diverse tematiche, attuali e di rilievo sociale, come le conseguenze della guerra, la migrazione forzata, la perdita ma anche la passione, l’amore e la speranza.

Borderless è l’urlo di dolore che non possiamo inghiottire, è il nostro bisogno di restituire alla guerra ed alle sue atrocità il dolore insanabile di chi lo patisce. Da cui forse dovremmo empaticamente lasciarci attraversare, toccare, urtare.
Per correre in strada o persino raggiungere le frontiere e fermare la guerra. Un sogno infantile certo, come lo sono stati tutti i sogni che hanno cambiato il mondo. I terribili fatti di guerra ai quali, impotenti, assistiamo quotidianamente, vogliono essere anche metafora di tutti gli ostacoli che, indisturbati, invadono il mondo, pregiudizi, trappole, fili collegati ad esplosivo in grado di uccidere l’unico vero motivo di vita: l’amore in ogni sua forma, senza limiti e senza confini.

“Il nostro ambizioso progetto nasce dalla necessità dell’artista Rosario Gorgone di raccontare una storia d’amore apparentemente perfetta minata dalle conseguenze della guerra in Ucraina – dichiara il regista Nicolas Morganti Patrignani -. Due ragazzi innocenti sono costretti a separarsi, vittime degli avvenimenti ma che non si considerano mai dei vinti, spinti dalla speranza, imprescindibilmente inesauribile.
Nonostante abbiano perso tutto, combattono le avversità, attivamente e pacificamente, per tornare a vivere insieme quella che in altre parti del mondo sarebbe considerata la normalità.
I terribili fatti di guerra ai quali, impotenti, assistiamo quotidianamente, rappresentano in Borderless un contesto ostile nei confronti dell’amore vissuto dai protagonisti.
Il conflitto bellico vuole essere anche metafora di tutti gli ostacoli che, indisturbati, invadono il mondo, pregiudizi, trappole, fili collegati ad esplosivo in grado di uccidere l’unico vero motivo di vita: l’amore in ogni sua forma, senza limiti e senza confini.”

“Siamo la società più informata della storia umana, ma abbiamo il cuore vuoto – aggiunge l’attore Rosario Gorgone -. Vediamo tutto, sappiamo tutto, ma sentiamo pochissimo. Vediamo la morte troppo spesso ma sempre troppo lontana, troppo vicina ma ben confinata nell’illusione ultra sottile degli schermi su cui non affligge.
Il dolore ci giunge appena, un retrogusto amaro sul tiramisù in onda nel palato mentre passa l’ultimo rotocalco di morti. Borderless è l’urlo di dolore che non possiamo inghiottire, è il nostro bisogno di restituire alla guerra ed alle sue atrocità il dolore insanabile di chi lo patisce. Da cui forse dovremmo empaticamente lasciarci attraversare, toccare, urtare. Per correre in strada o persino raggiungere le frontiere e fermare la guerra. Un sogno infantile certo. Come lo sono stati tutti i sogni che hanno cambiato il mondo.”

Presentato al Milan Gold Awards e Amarcort Film Festival 2022, oltre che vincitore Silver Award – Music Video Milan Gold Awards, in Borderless la guerra in Ucraina diventa metafora di ogni avversità o pregiudizio che procede indisturbato, ponendoci davanti trappole e ostacoli e minando un sentimento puro come quello dell’amore.

Un tentativo di offrire dignità, empatia, e supporto a chi vive l’orrore ogni giorno sulla propria pelle, con l’obiettivo di smuovere coscienze. Una corsa alla frontiera attraverso l’arte, nella speranza di fermarlo.