Imola. Nel nostro territorio, nelle ultime settimane, sono stati due gli episodi di intossicazione da monossido di carbonio che hanno coinvolto 4 persone.

“Siamo molto soddisfatti del lavoro fatto dalla nostra équipe – ha affermato Andrea Neri, direttore sanitario dell’Azienda Usl di Imola –, hanno lavorato in sinergia dimostrando ottime capacità professionali. Un plauso per come hanno gestito la situazione e al grande lavoro che svolgono quotidianamente”.

E’ però fondamentale ancora una volta allertare la cittadinanza tutta sui rischi di queste intossicazioni, tipiche del periodo invernale e spesso dovute all’inadeguato funzionamento dei sistemi di riscaldamento o alla troppa leggerezza con cui si accendono bracieri in luoghi non sufficientemente areati.

Il monossido di carbonio (CO) è un gas inodore e incolore potenzialmente mortale. E’ un prodotto di combustione emesso dai motori a benzina, fornelli, stufe, generatori, lampade a gas, carbone o legno. L’accumulo di monossido di carbonio in spazi completamente o parzialmente chiusi può provocare la morte per avvelenamento di persone e animali.

Camino (foto Pixabay)

Le rigide temperature di questi giorni ci portano ad utilizzare in maniera più intensa gli impianti di riscaldamento, o altri mezzi di combustione, ed è bene sempre tenere a mente alcune importanti regole.

Ogni anno è infatti fondamentale verificare l’adeguatezza dei sistemi di combustione, per evitare il loro malfunzionamento.

“Assolutamente da evitare il ‘fai da te’, – spiega Gabriele Peroni, responsabile del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Imola – : le soluzioni artigianali improvvisate sono spesso la causa degli incidenti. In presenza, ad esempio, di un caminetto, è bene far controllare da un tecnico abilitato la sua efficienza e quella della canna fumaria prima dell’inizio della stagione fredda o dopo un lungo periodo di inutilizzo”.

In condizioni ottimali il carbonio presente nel combustibile si combina con l’ossigeno dell’aria e viene trasformato nell’innocua anidride carbonica, mentre con carenza di ossigeno si forma il micidiale CO, che, quando inalato passa nel circolo sanguigno e si sostituisce all’ ossigeno.
Il ridotto apporto di ossigeno agli organi provoca uno stato di asfissia dei tessuti, che colpisce maggiormente gli organi che necessitano di più l’ossigeno: il cuore ed il cervello.

L’intossicazione non dipende solo dalla concentrazione di CO nell’aria, ma anche dalla durata dell’esposizione e dal volume respirato. Chi possiede una respirazione più rapida, ad esempio i bambini, le persone impegnate in un’attività fisica e anche gli animali, raggiunge più rapidamente un tasso di carbossiemoglobina elevato, qualora il CO sia presente nell’ambiente. Per questo motivo un malessere nei bambini e nel nostro animale domestico possono costituire un campanello di allarme per un adulto che ancora non percepisce alcun sintomo.

“I primi sintomi di intossicazione da monossido – continua il dottor Peroni – sono generici e non facili da riconoscere: un leggero mal di testa, un po’ di affanno, sensazione di vertigini, uno stato confusionale mentale, generici disturbi della vista, nausea, vomito. In seguito sopravviene la perdita di coscienza e di lì a poco la morte. In tal caso il soccorso rapido è essenziale. Le azioni da mettere immediatamente in atto sono: areare l’ambiente, allontanare subito la persona colpita, facendo attenzione al contempo a non compromettere la propria incolumità e chiamare il 118 ”.

Ma come evitare quindi questi pericolosi incidenti? “I fattori principali da tenere sotto controllo – prosegue il dottore – sono l’efficienza del sistema di evacuazione dei fumi (canale da fumo, canna fumaria, comignolo), la corretta ventilazione dei locali, la cubatura ed idoneità dei locali in cui è installato il generatore di calore, lo stato di manutenzione dell’impianto e l’utilizzo di mezzi di riscaldamento non a norma.
La parola d’ordine di questo inverno è calore piacevole ma con sicurezza. Evitiamo l’utilizzo di bracieri e fiamme libere in ambienti non ventilati, e affidiamoci per il controllo dei nostri mezzi di riscaldamento a un esperto che conosca le normative tecniche e di sicurezza in vigore, i regolamenti edilizi e di igiene locali.”