Bologna. Ho avuto il privilegio di partecipare al Congresso della Fiom che ha visto la riconferma alla guida della storica Organizzazione di Michele Bulgarelli.
Ho ascoltato la sua interessante relazione che mi ha dato modo di fare qualche riflessione.
Ho apprezzato il richiamo alla funzione educativa del sindacato e all’impegno che unitariamente come Fim, Fiom e Uilm stiamo producendo nelle aziende per far sì che le assemblee accanto ai temi principali che ruotano attorno al lavoro ( dal contrasto alla precarietà, alla salute e sicurezza, ai temi organizzativi e di conciliazione vita lavoro) siano sempre di più luoghi dove sviluppare la discussione su temi sociali che possano sensibilizzare i lavoratori e le lavoratrici che sono prima di tutto persone e cittadini/e.

Abbiamo promosso iniziative importanti come quella sulla Costituzione o sull’importanza dei vaccini antiCovid in Lamborghini o quelle sulla violenza contro le donne in Alberto Sassi.
Le fabbriche come luogo di confronto, di crescita e sviluppo personale. Il sindacato stando tra le persone rimane a mio avviso il soggetto d’intermediazione d’eccellenza per accorciare le distanze anche rispetto alla politica.
Non è un caso che al Congresso fosse presente una parte importante della politica locale con a capo Lepore il sindaco della città metropolitana di Bologna.

Questa può essere un’opportunità ma può essere anche un boomerang. I lavoratori ci tengono a tenere ben distinta la politica dal sindacato.
Nella relazione ho apprezzato anche la solidarietà ai popoli che resistono contro gli oppressori anche se sinceramente mi sarei aspettato un richiamo e una condanna alla Russia che sta da ormai da un anno opprimendo e bombardando il popolo ucraino.
La relazione ha poi ben evidenziato il lavoro fatto unitariamente rispetto alla costruzione delle piattaforme unitarie che hanno come punti principali il recupero del potere d’acquisto eroso dall’esplosione dell’inflazione che ha caratterizzato il 2022, il tema della conciliazione vita lavoro che è diventato sempre più centrale nelle richieste dei lavoratori che chiedono maggior tempo da dedicare alla cura personale e a quella dei figli o dei familiari.
A questo è legato anche l’obiettivo di riduzione del tempo di lavoro e la trasformazione del mondo del lavoro può da questo punto di vista essere un’opportunità oltre ad essere un altro dei temi centrali delle piattaforme dove chiediamo unitariamente di poter partecipare ai cambiamenti che stanno interessando e interesseranno il futuro il mondo del lavoro.

È innanzitutto fondamentale che nessun lavoratore resti escluso dalle transazioni collegate soprattutto alla digitalizzazione del lavoro. Abbiamo bisogno di trovare delle sinergie non solo tra di noi ma anche con le istituzioni e le imprese perché le trasformazioni del mondo del lavoro rischiano seriamente di espellere dal circuito occupazionale migliaia di lavoratori che senza una adeguata riqualificazione professionale rischiano di diventare i disoccupati di domani.

E’ concreto, in un futuro molto prossimo, ( soprattutto in alcuni settori come l’Automotive) il rischio di un’ecatombe sociale. La formazione contrattata diventerà elemento centrale di uguaglianza per non escludere nessuno.

L’altro tema sul quale unitariamente stiamo lavorando per portare le nostre richieste è quello ambientale. Bene ha fatto Bulgarelli a sottolineare come il sindacato vuole partecipare, contribuire a rendere le aziende più sostenibili anche sotto questo punto di vista.
Ci aspetta un 2023 con delle importanti aspettative. Siamo consapevoli che la posta in palio è molto elevata e che ci giochiamo una buona fetta di credibilità nei prossimi anni nei quali tutto il sindacato si gioca la sua stessa sopravvivenza. Infine vorrei fare una riflessione sul tema dell’unità sindacale.

Mi è dispiaciuto che Bulgarelli abbia affermato che lo sciopero separato in Ima promosso da Fim e Uilm rischia di compromettere il percorso unitario sul territorio. Io credo che le nostre Organizzazioni pur accomunati nell’obiettivo, possano esprimere legittimamente idee che a volte finiscono per divergere ma che non devono per questo necessariamente dividerci.

Il sindacato italiano meglio di qualunque altro esprime una ricchezza di contenuti proprio per la pluralità di opinioni, di idee, di proposte che lo caratterizza e che deve continuare, cosi come ha fatto finora, a rappresentare un valore aggiunto e non un ostacolo alla tutela delle persone che rappresentiamo. La diversità deve portare ad un’arricchimento , deve rappresentare un elemento di confronto per crescere e non di scontro per regredire… Pertanto l’invito è quello di ascoltarsi e di non strumentalizzare o demonizzare una posizione di un’altra Organizzazione che non coincide con quella desiderata.

(Massimo Mazzeo, segretario Fim –Cisl Bologna)