Bologna. Il Gruppo Europa Verde dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha depositato un’interrogazione per chiedere alla Giunta regionale di fare il punto sull’implementazione della Legge regionale del 2013 che disciplina la Rete escursionistica regionale; in particolare chiede se e quali soluzioni siano state adottate, localmente e a livello regionale, per affrontare i problemi legati alla fruizione delle Rete escursionistica regionale da parte di diverse tipologie di frequentatori.

Proprio in questi giorni a seguito della mancanza di neve si è aperto un ampio dibattito sul turismo in Appennino e sulla necessità di diversificarlo e destagionalizzarlo oltre la dimensione del turismo dedicato agli sport invernali, sempre più penalizzato dai cambiamenti climatici in corso che riducono le precipitazioni nevose. La promozione della conoscenza e di una corretta fruizione della rete escursionistica va in questa direzione.

“La soluzione alla mancanza di neve non può essere disseminare le stazioni sciistiche di cannoni sparaneve high-tech eccessivamente energivori e idroesigenti, insistendo su una forma di turismo che dovrà inevitabilmente essere ripensato visti gli effetti del cambiamento climatico – afferma la capogruppo di Europa Verde e vice presidente dell’Assemblea legislativa Silvia Zamboni -. È quindi necessario diversificare il turismo in montagna, anche promuovendo la conoscenza, la valorizzazione, e la salvaguardia del patrimonio escursionistico regionale. Da questo punto di vista la Rete escursionistica offre una straordinaria opportunità per portare in montagna, e non solo, turisti a caccia di aree forestali tutelate e di biodiversità, di cui l’Appennino è il più ricco in Emilia-Romagna. Per questo è necessario regolamentare la presenza sui medesimi tracciati escursionistici di fruitori tra loro molto diversi, quali sono coloro che li percorrono a piedi, o in bicicletta, o in mountain-bike e bici elettriche, a cavallo, o con mezzi motorizzati. Un problema affrontato dal Decreto ministeriale del 28 ottobre 2021 che vieta al transito ordinario motorizzato la percorrenza di tracciati forestale e destinati ad attività silvo-pastorale”.

Come evidenziato nella lettera inviata alle amministrazioni locali da un folto gruppo di associazioni ambientaliste di Reggio Emilia, e dalla quale ha tratto spunto l’interrogazione di Europa Verde, la convivenza di diverse modalità di fruizione della Rete escursionistica comporta problemi di sicurezza, di tutela ambientale, di manutenzione e di incompatibilità. In particolare, le escursioni a piedi risultano spesso fortemente penalizzate dalla compresenza di mezzi motorizzati; anche la presenza sempre maggiore delle mountain-bike e delle biciclette a pedalata assistita può creare problemi di convivenza al pari dei mezzi motorizzati, problemi a cui bisogna trovare soluzioni. Non solo: la presenza di mezzi motorizzati su sentieri, tratturi e piste forestali comporta criticità per la tutela dei boschi perché aumenta il rischio di incendi, di per sé già fortemente incrementato negli ultimi anni a causa dei lunghi e frequenti periodi di siccità dovuti ai cambiamenti climatici. Inoltre, l’azione meccanica dei veicoli compromette la qualità e la tenuta del suolo forestale e delle praterie, un problema che si aggiunge al grave disturbo arrecato alla fauna selvatica sia per il rumore sia per l’emissione di gas di scarico.

“Con l’interrogazione – aggiunge la consigliera Zamboni – Europa Verde chiede di fare il punto sull’attuazione di quanto previsto dalla Legge regionale 14/2013 ‘Rete escursionistica dell’Emilia-Romagna e valorizzazione delle attività escursionistiche’, che disciplina il censimento, il recupero, la manutenzione e le modalità di fruizione della Rete escursionistica dell’Emilia-Romagna. Chiediamo chiarimenti in merito all’istituzione e al funzionamento del Coordinamento tecnico centrale, della Conferenza regionale e delle Consulte territoriali, oltre che all’emanazione del regolamento attuativo della legge e all’aggiornamento del Catasto della Rete escursionistica dell’Emilia-Romagna Reer. E desideriamo sollecitare la Giunta ad avviare una revisione della Legge regionale per adempiere agli obblighi previsti dal Decreto del 28 ottobre 2021 del Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, che prevede che i percorsi forestali e collegati ad attività silvi-pastorale siano interdetti al transito ordinario e alle disposizioni discendenti dal Codice della strada”.