Riceviamo e pubblichiamo questo contributo di Elio Bagnari, presidente della Ravaioli Legnami di Villanova di Bagnacavallo. Una sorta di augurio che l’imprenditore ha fatto ai suoi dipendenti in occasione del Natale.

Come negli anni passati, mi piace dare un titolo alla serata in cui noi tutti ci troviamo, in un contesto conviviale per stare insieme e farci gli auguri per le feste. I titoli delle vecchie serate sono state bilancio non solo economico, ma di vita e resilienza, ricordando che il motto di Villanova di Bagnacavallo, riportato anche nello stemma è Flectimur non Frangimur e così come i giunchi della palude, ci pieghiamo ma non ci spezziamo, insieme-squadra, poiché così come la volta di un arco che non crolla grazie al contributo di ogni singolo mattone, così ognuno di voi è importante per l’Azienda.

Mentre pensavo all’appuntamento di questa sera, pensavo alla parola algoritmo, che attualmente va di moda e sta sempre più permeando le nostre vite. Formule che controllano cosa e con quale frequenza viene posto alla nostra attenzione, formule per ottenere risultati aziendali e probabilmente in futuro verranno create formule che controlleranno anche il modo di interagire tra le persone, tra noi, rendendo ogni interazione molto impersonale. “Una volta dettati i parametri… niente sentimenti, sorprese, variabili incontrollate o incontrollabili. Niente affidamento ingenuo o spontaneo. Solo fede nella rigidità delle procedure e nella certezza del risultato. Insomma, l’algoritmo non prevede l’imprevidibilità.

In 30 anni della nostra Azienda e ne auguro 30 a tutti voi, l’importanza del rapporto umano, la fiducia reciproca e la passione per il proprio lavoro, sono valori che hanno sempre permeato l’azienda. L’altra parola che ricorrerà spesso nel 2023 sarà crisi, crisi strutturale, crisi socioeconomica, crisi energetica… A questo proposito c’è una frase di Einstein che ben descrive il mio pensiero a riguardo: “Chi attribuisce alla crisi i fallimenti e le difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni”.

In altre parole se io mi dichiaro da solo fallito per colpa della crisi, sono un perdente. Nessuno di noi è un perdente. Abbiamo superato tante difficoltà nel passato e tanti eventi che ci hanno messo alla dura prova sia da un punto di vista economico ma anche morale, stiamo attraversando una fase difficile dovuta alla pandemia, nel futuro prossimo si preannuncia una crisi energetica di portata mondiale… Bene, noi ci rimbocchiamo le maniche e riusciremo ad affrontare anche questa. Come dice il cantautore Leonard Cohen, “C’è una crepa in ogni cosa, è da lì che entra la luce”.

(Elio Bagnari)