Primo tempo: la notizia e la scuola di retorica

Come molte persone sanno nelle sale operatorie di Imola arrivano i “robot”. Chissà perchè, leggendone, ho fatto un salto indietro nel tempo, alla Grecia antica. Nelle scuole di retorica gli allievi erano invitati a sostenere, sullo stesso argomento, due tesi opposte; per capirsi con un riferimento classico: Medea era una madre snaturata e una perfida maga (prima tesi) … Medea e i suoi figli erano vittime del comportamento cinico di Giasone (seconda tesi). Il difficile era risultare convincente (o auto-convincersi?) in un “solido” argomento e nel suo opposto. Insomma in entrambe le tesi. Io ci ho provato con i robot in arrivo a Imola: lo stesso numero di righe per ogni tesi.

Secondo tempo: i nostri nuovi amici

«Oggi abbiamo imboccato una strada con un biglietto di sola andata. Una volta intrapresa non si torna indietro. Sono troppi i vantaggi per i pazienti, per i professionisti e anche per la nostra Azienda»: dice Andrea Rossi, direttore generale dell’Ausl di Imola. E’ così. Il progresso non si ferma. I robot, ben programmati e controllati da esseri umani, assicurano una precisione assoluta ed errori zero. Come aveva previsto lo scrittore e scienziato Isaac Asimov (cfr: Tre leggi della robotica – Wikipedia) i robot verranno costruiti in modo da non poter nuocere agli esseri umani.

Terzo tempo: attenti alla fretta

Parlare di «biglietto di sola andata» e di «non si torna indietro» è sempre incauto. Se alcuni robot sono e saranno utilissimi è pur vero che già si costruiscono robo-killer (cfr «Negoziare un “Trattato di messa al bando dei Killer Robots”…), per tacere della disoccupazione provocata da ogni nuova tecnologia. Le «tre leggi della robotica» per ora esistono solo nella fantascienza. La «coscienza del limite» è altrettanto importante della brama di conoscere e modernizzare: «non si torna indietro» è quell’atteggiamento per cui… quasi nulla si sta facendo contro la catastrofe climatica.

Quarto tempo: la sintesi e il ginseng

Sempre restando alla buona vecchia filosofia, quando vengono date una tesi e un’antitesi si può cercare una sintesi. Possibile che il qui presente “retore” abusivo sia in equilibrio totale? Cioè sostenga con la stessa convinzione due tesi opposte? Sono davvero tempi duri e presto io verrò espulso dalla «scuola di retorica» (mi mancano i soldi per pagare la retta). Così vi dico in confidenza: se a Imola passate dal «Bar Giardini» quando c’è jazz – ogni due giovedì – mi troverete lì e io per il misero compenso di un Ginseng vi dirò, per quel che conta, la mia sintesi. Sono un indegno allievo di Asimov e di Socrate?