Si schierano ufficialmente (ma già si sapeva) per Stefano Bonaccini segretario nazionale del Pd, in vista delle primarie, gli otto sindaci di centrosinistra del Circondario imolese: Marco Panieri (Imola), Beatrice Poli (Casalfiumanese), Matteo Montanari (Medicina), Mauro Ghini (Borgo Tossignano), Claudio Franceschi (Castel Guelfo), Fausto Tinti (Castel San Pietro), Gabriele Meluzzi (Fontanelice) e Nicola Tassinari (Mordano), mentre su una questione prettamente politica e nazionale restano defilati i civici Alberto Baldazzi (Castel del Rio) e Luca Albertazzi (Dozza).

Gli otto sindaci affermano, in un appello, di volere un “Partito Democratico dei territori per davvero, che valorizzi il radicamento locale e dove gli organi dirigenti non siano “altro” rispetto alla realtà esterna, ma traggano da essa nuovi stimoli e le esigenze della comunità”, ma anche un partito che “deve unire le culture riformiste del nostro Paese, senza rinchiudersi nell’ideologia ma aprendosi alla pratica del buongoverno che sa esprimere nei territori”. Chiedono inoltre un “Partito Democratico laburista, progressista e riformista, che lotti contro le disuguaglianze, che ponga le giovani generazioni, la natalità e le politiche per la famiglia come architrave per garantire un futuro solido e sicuro per l’Italia, che consideri le infrastrutture un fattore strategico, che difenda e scommetta su una sanità pubblica, universale e gratuita, che sia la casa di una transizione ecologica, digitale ed energetica credibile, sostenibile e pragmatica e che rivendichi una società inclusiva, dove si riconoscano tutti i diritti fondamentali di ogni persona”.

“Tutti questi ideali – affermano – li possiamo ritrovare e li ritroviamo nella candidatura di Stefano Bonaccini alla guida della Segreteria Nazionale del Partito Democratico, che appoggiamo e incoraggiamo come nuovo orizzonte per un centrosinistra moderno e vincente. Riteniamo con convinzione che, per i suoi valori, per la sua dimostrata capacità amministrativa, per la sua sensibilità alle dinamiche di partito, per le relazioni che ha saputo instaurare con le persone a partire dalle loro necessità, per la fiducia che ha saputo conquistarsi sul campo senza sconti passo dopo passo, lui sia la persona giusta di cui il PD oggi ha bisogno per ritrovare sé stesso e tornare a guardare avanti”.