Imola. E’ noto quanto i cittadini imolesi siano gelosi dell’autonomia della propria Ausl rispetto a Bologna. Così molti sono rimasti stupiti e increduli quando il 23 gennaio il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha detto in Sala Borsa per la presentazione di una ricerca condotta dall’Alma Mater sulle disuguaglianze sanitarie in città che “per la sanità bolognese è giunto il momento delle scelte coraggiose. E arrivare ad avere un’unica grande azienda sanitaria a livello metropolitano è un’occasione che non bisogna farsi sfuggire”.

Dunque bisogna far convergere l’azienda sanitaria di Imola all’interno di un’unica metropolitana? Lepore ha poi aggiunto: “Credo che sia il momento del coraggio, occorre mettere insieme quello che si può delle nostre aziende sanitarie e ospedaliere. Lo dobbiamo fare di comune accordo con l’Università e la Regione: Bologna è pronta per essere apripista in questo ambito”. Forse si riferiva solamente all’Ausl di Bologna e a quelle ospedaliere, sempre del capoluogo.

Ad ogni buon conto, è arrivata a stretto giro la risposta secca del sindaco di Imola e presidente del Circondario Marco Panieri: “Il momento storico porta sicuramente a riflettere sugli assetti organizzativi più idonei dal punto di vista del sistema socio-sanitario, al fine di garantire la migliore risposta possibile ai cittadini della Città metropolitana di Bologna. D’altra parte si tratta di un tema già sollevato nel 2017 dall’allora sindaco Virginio Merola e dall’allora rettore Francesco Ubertini. Per quanto riguarda Imola e il Nuovo Circondario Imolese ogni ragionamento non può prescindere dall’autonomia della nostra Ausl, che può contare su un’esperienza positiva e rappresenta un punto di forza da mettere in valore, anche grazie all’elevata professionalità del personale tutto. Pertanto, qualsiasi innovazione dell’attuale governance deve partire dalla qualità dei servizi socio sanitari garantiti sia a livello del nostro ospedale che del distretto, così come si dovrà discutere del futuro dell’Istituto di Montecatone, nella fase di riordino degli IRCCS bolognesi. La ricerca di possibili soluzioni ottimali non deve, infatti, essere dettata solo dai meri aspetti economici, ma occorre ragionare per garantire la qualità dei servizi offerti ai cittadini e favorire la ricerca, considerando la presenza dell’Università di Bologna e di 3 IRCCS nell’area della Città metropolitana di Bologna. E’ per questo che prima di tutto è fondamentale un confronto politico, a tutti i livelli, che sia accompagnato da un percorso tecnico di approfondimento. Il confronto politico deve essere la base delle decisioni, per poi definire i modelli organizzativi atti a mettere in pratica le scelte politiche compiute, anche con il coinvolgimento della cittadinanza del territorio metropolitano”.

“Sappiamo, infatti, che ci attendono sfide importanti, che non possono prescindere dalla storia, dai risultati conseguiti e dal vissuto di ogni territorio. Inoltre, come distretto sociosanitario, riteniamo che la governance dei distretti sia un aspetto importante da considerare, per favorire al meglio lo sviluppo dei servizi per i cittadini – ha concluso Panieri -. Per dare un segnale di un nuovo corso come amministratori pubblici e sindaci, ora quello che ci interessa non deve essere tanto discutere se fare o meno una Ausl unica a livello metropolitano, quanto piuttosto discutere di come migliorare il servizio per i cittadini. E questo non può prescindere da un iniziale confronto politico, a tutti i livelli”.

Dubbi sulle reali intenzioni del sindaco Panieri vengono sollevati dal consigliere regionale della Lega Daniele Marchetti: “La Regione esprima la sua opinione sulla prospettata Ausl unica della Città Metropolitana di Bologna che rischia di annullare l’autonomia dell’Ausl imolese”, afferma Marchetti che accusa il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, di essere in pieno “delirio di accentramento” mentre il primo cittadino di Imola, Marco Panieri, su questo delicato tema “tentenna parlando di un confronto necessario ma fingendo, a nostro avviso, di voler difendere l’autonomia dell’Ausl imolese”.

Marchetti, infatti, ricorda che durante il Consiglio comunale di Imola del 12 gennaio il sindaco, “fraintendendo alcune mie dichiarazioni su efficientamenti amministrativi e tecnici a livello regionale per ottenere risparmi utili da investire nel comparto, dichiarò che con una sola governance può darsi che si possono ottenere dei risparmi. Si può fare un percorso insieme, aveva aggiunto, e se alla fine basterà un Direttore Generale unico metropolitano, l’importante è che ci sia una governance per raggiungere questo obiettivo” le parole del primo cittadino imolese. Secondo Marchetti il rischio è che ci troviamo di fronte “all’ennesimo teatrino per indorare la pillola. Una cosa è certa, la Lega non abbasserà la guardia e non accetterà alcun depotenziamento della autonomia dell’Ausl imolese. Avevamo ragione, il pericolo non era ancora scongiurato e questa ne è la dimostrazione”.

Marchetti fa quindi appello alla Regione affinchè non lasci al sindaco di Bologna l’ultima parola: “Lepore, evidentemente spaventato da una sempre più probabile riforma delle Province, allunga la sua mano su tutto il territorio e va fermato”.