L’immigrazione in Italia ha iniziato a raggiungere proporzioni importanti dagli anni 1970. Tra il 2021 ed il 2022, i cittadini non comunitari con regolare permesso di soggiorno in Italia sono aumentati di circa il 6%. Ogni anno circa 40-50.000 stranieri ottengono la cittadinanza italiana, la maggior parte grazie al matrimonio con un italiano o un’italiana. Le regioni con più alta incidenza di presenza di immigrati in Italia sono la Repubblica di San Marino, seguita dall’Emilia Romagna, per finire con Lombardia e Toscana. Gli stranieri residenti si attestano circa ai 4-5 milioni di persone, alcuni di loro sono anche riusciti a costruirsi una vita, altri no, altri ancora prendono delle brutte strade, tortuose e spesso si ritrovano nei guai, alcuni di loro finiscono in carcere, vengono rimpatriati, altri ancora, troppi, non riescono ad arrivare neanche a riva, muoiono nei mari, diventati ormai acque di sangue. La domanda che voglio porre a voi è la medesima: secondo voi stiamo facendo il possibile? È umano che un altro uomo decida se queste persone possono vivere o possono attraccare in qualche porto? Esistono porti di destra e di sinistra? No, non è umano, tutto ciò che abbiamo visto e che continuiamo a vedere non è umano, va contro ogni legittimo diritto di ogni essere vivente sulla Terra. Non esistono divisioni politiche o dirigenti politici che hanno il diritto di decidere sulla vita altrui. Fare propaganda elettorale sulla pelle di persone che scappano dalla guerra, dalla violenza è un atto dispregevole, che non si collega minimamente al concetto di rispetto e di aiuto reciproco che dovrebbe essere alla base dell’esistenza umana sia per credenti che non. Ma veniamo al punto principale: alcuni riescono ad arrivare da noi, sbarcare sulle nostre coste, attraccare finalmente ad un porto, alcuni rimangono in mare alcune notti, prima che si giunga ad un accordo, altri vengono indirizzati alle cure mediche, altri no, creando nella testa di quelle persone, nei loro visi, nei loro occhi non una rinascita, ma tristezza, amarezza, forse si erano illusi di essere arrivati in un mondo civile, invece no, hanno ancora gli occhi pieni di tristezza, di guerra, di disperazione. Finalmente, scendono da quella nave, chi riesce a superare le notti di freddo , le intemperie del viaggio su un barcone o una nave, alcuni si integrano, altri fanno più fatica, c’è chi riesce ad avere un lavoro ed avere una vita decente. Ci sono molti ragazzi che frequentano le nostre scuole e le nostre università. Sono circa 800 mila gli alunni con cittadinanza non italiana che vivono nel nostro paese. Almeno la metà di questi ragazzi è nata in Italia, il 25% si trova in Lombardia, il 12% in Emilia Romagna, il 9% in Lazio e Piemonte. Ci tengo a ribadire un concetto: chi studia in Italia è un italiano, chi lavora e paga le tasse è italiano. A livello internazionale il rapporto OCSE 2021, ha messo in evidenza che i migranti contribuiscono in tasse più di quanto ricevono in prestazioni assistenziali, salute ed istruzione. All’aumentare della presenza straniera non corrispondono maggiori investimenti in ambito scolastico. Dal calo demografico italiano, la maggior presenza straniera garantisce la sostenibilità del sistema, che altrimenti vedrebbe chiudere molte scuole e ridurre anche l’organico. Tutto ciò, innescherebbe un effetto a catena, necessità di sovvenzioni per i docenti fuoriusciti, aumento della disoccupazione e necessità di porre il problema e di trovare una via d’uscita per garantire l’accesso allo studio per gli alunni nei comuni più piccoli. Il Ministero degli Interni ha una voce :” Immigrazione, Accoglienza e Garanzia dei Diritti”, ebbene si, la sua funzione è diminuita negli ultimi anni. Vi è anche una decongestione dei centri accoglienza. Il nostro Partito si è sempre fatto carico della situazione immigrazione di tutte le conseguenze che ne porta. Siamo sempre stati i primi a difendere i diritti negati non solo dal paese da cui vengono queste persone ma anche a tutelare la loro vita, cercando di far dimenticare le loro paure e di sorridere di nuovo, per potersi costruire un nuovo futuro. Abbiamo cercato di costruire qualcosa per loro, ci stiamo battendo per far approvare lo IUS SCHOLAE e il loro diritto di sentirsi Italiani, perchè lo sono, perchè vedono in noi, nella nostra Italia, un nuovo inizio. Proponiamo l’abolizione della legge Bossi-Fini e l’introduzione di un sistema europeo per la gestione dei flussi migratori, l’abrogazione del reato di clandestinità, della precarietà del lavoro e lo snellimento della macchina burocratica per la richiesta del permesso di soggiorno, ovvero la modifica dei termini di durata dei permessi al fine di rendere più stabile il soggiorno regolare e sottrarre alla precarietà indetta dalla perdita del lavoro, consentendo una maggiore possibilità di una nuova ricerca di lavoro, quest’ultima ancora più urgente a causa della crisi economica. La domanda di lavoro, come diceva Adam Smith deve corrispondere all’offerta, la mano invisibile , per intenderci, bah in questo caso non facciamo diventare i visibili, invisibili. Si potrebbe pensare anche , come Partito Democratico, di riproporre una giusta suddivisione del reddito di cittadinanza, aiutando un minimo queste persone, che spesso sono costrette ad accettare lavori che noi italiani non vogliamo fare, perchè ci sentiamo superiori, appartenenti a chissà quale categoria, facendo finta di non capire che siamo tutti esseri umani, qualsiasi sia il colore della nostra pelle, qualsiasi sia la nostra religione. SIAMO UMANI, SIAMO ESSERI UMANI, NON TUTTI UGUALI, MA TUTTI CON GLI STESSI DIRITTI! Proponiamo l’istituzione di un fondo nazionale per le politiche dell’immigrazione, dove vengano definiti diritti e doveri attinenti alla dignità della persona e diritti e doveri connessi alla residenza a cui chiaramente deve essere collegata una spiccata integrazione linguistica. E’ inammissibile che ancora oggi nel 2023 assistiamo a scene di razzismo, di persone che muoiono di fame, che vivono per strada, che non hanno accesso alle cure mediche. Forse prima di promettere chissà cosa, dobbiamo farci un bell’esame di coscienza: per vivere in salute ed in pace, bisogna combattere ogni forma di razzismo, di risentimento, di sopruso, di diffamazione, di lavoro in nero. Sono tante le cose da fare e per questo bisogna agire e sconfiggere l’isolamento a cui queste persone si abituano o ne diventano vittime e vanno avanti avendo sulle loro spalle un peso che continua a crescere, invece di diventare più leggero…. Ma ancora oggi, leggiamo notizie come quella di qualche giorno fa. Issaka Coulibaly è morto di freddo, in un capannone abbandonato a Milano in via Corelli, con un documento in tasca, non era un permesso di soggiorno, che ha permesso di riconoscerlo. Questo ragazzo, giocava a calcio nella “squadra dei rifugiati”, già un ennesimo nome aggiunto oltre a quello di extracomunitario. Non ha subito nessuna violenza si legge dagli articoli, ma in realtà una violenza l’ha subita: l’assenza dello Stato , incapacità di garantire un tetto ad Issaka ed a tante altre persone. Issaka era un ragazzo con tanta voglia di vivere, all’inizio di una nuova vita, ma viveva in un capannone abbandonato, dove è morto di freddo, è morto come tanti suoi connazionali e come tante altre persone sotto i portici, perchè non hanno un tetto ed hanno perso la loro vita, alcuni hanno commesso degli sbagli, altri ci sono finiti perchè hanno preso delle strade buie, ma tutti hanno una cosa in comune: sono immigrati nel nostro paese, ed erano venuti qui per avere una vita decente, anche solo un pasto caldo al giorno, invece hanno trovato la morte e l’indifferenza ad attenderli. Quindi lo Stato deve essere presente, dobbiamo cercare di fare di più, dobbiamo scendere in campo e combattere tutte le ingiustizie che ci sono, evitare che ancora oggi si muoia di freddo, di negazione delle cure mediche e di agonia nell’attesa che l’essere umano cambi il modo di vedere i suoi simili.

(Carmen Ciulla)