Il piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici pubblicato dal ministero dell’Ambiente rileva che il cambiamento climatico ha effetti importanti sul settore agricolo non solo in termini di perdite produttive ma altresì per gli effetti negativi sulla qualità e sulla sicurezza degli alimenti.
Abbiamo purtroppo sperimentato negli ultimi anni aumenti di infestazioni parassitarie, micotossine, agenti patogeni in generale che con difficoltà riusciamo a sconfiggere perché in passato sconosciuti.

Foto Regione Emilia Romagna

Ma i millenni trascorsi dalla comparsa delle “sette piaghe d’Egitto” non sono passati invano. Le innovazioni tecnologiche coniugate con l’evoluzione delle scienze economiche devono darci la consapevolezza che gli aumentati e complessi rischi che gli imprenditori agricoli devono affrontare, climatici, ambientali, politici, di mercato, si gestiscono in primo luogo con una cultura del risk management a 360 gradi.

Prima di pensare agli indennizzi per l’emergenza, gli agricoltori, come ogni imprenditore, devono conoscere e fronteggiare le minacce mettendo in pratica azioni che rendano possibile prevenire, evitare e ridurre le conseguenze dei danni.
Superiamo quindi a tutti i livelli, non solo pubblici, ma anche per ogni impresa, gli approcci emergenziali e favoriamo la prevenzione. Investimenti aziendali con reti antigrandine, reti anti insetto, sistemi di irrigazione per il gelo e la siccità, utilizzando i contributi Pac e creando quindi le giuste sinergie con gli interventi regionali, anche per rendere più efficiente e proficua per gli agricoltori la spesa pubblica.
Ma non solo, sfruttiamo le sinergie con gli strumenti collettivi, come l’irrigazione collettiva effettuata dai consorzi per la gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue, la realizzazione del piano invasi finanziata dal Pnrr, l’applicazione delle tecnologie innovative per le allerte meteo e i consigli informati forniti dai consorzi di difesa che fanno capo ad Asnacodi Italia.

La spinta digitale, l’agricoltura 4.0, così come il rispetto delle regole sulla sostenibilità ambientale e l’introduzione di nuove varietà, offrono nuove prospettive ad aree magari in passato più marginali o dove era più difficile coltivare prodotti a maggior valore aggiunto.
Il supporto al reddito fornito dagli strumenti di gestione del rischio può dare un respiro ai bilanci aziendali per destinare quote dei ricavi agli investimenti destinati a migliorare la sostenibilità ambientale dell’attività, ridurre l’uso dei fitofarmaci, realizzare opere strutturali di difesa dalle avversità, razionalizzare l’uso dell’acqua in azienda.

Il nostro Paese conosce un esempio unico di sistema virtuoso sulla gestione dei rischi da parte delle imprese agricole, con la contrattazione delle coperture assicurative gestito direttamente dagli agricoltori in forma associata e solidaristica, attraverso i consorzi di difesa, che realizzano anche i fondi mutualistici: ha reso possibile la crescita costante dei valori assicurati, che hanno raggiunto nel 2022 oltre nove miliardi di euro,  1 milione di ha coperti con gli strumenti di gestione del rischio, 70.000 agricoltori, il riconoscimento di 10 fondi di mutualità del sistema dei condifesa aderenti ad Asnacodi Italia.

Le polizze sono del tipo multirischio sulle rese, coprono tutte le produzioni e tutti i rischi; i fondi mutualistici coprono sia i danni da fitopatie che la variabilità dei redditi, con Ist in settori specifici e strategici, come latte, mele, ortofrutta, barbabietole, olive.

L’avvento di nuovi fattori di instabilità, che impattano sulle attività delle imprese, i cambiamenti climatici, che hanno reso più sensibili a queste problematiche gli altri partners europei, l’esempio dell’esperienza italiana e la forte spinta sul tema del sistema Paese, a cominciare dalla sensibilità delle organizzazioni professionali, hanno condotto alla adozione anche di una normativa europea in materia.

Il sostegno alla gestione dei rischi si è articolato in modo completo con il regolamento della Pac per la scorsa programmazione e la nuova Pac 2023 – 2027 ha confermato che il supporto è uno strumento indispensabile per la sopravvivenza di una agricoltura europea efficiente a beneficio di tutti i cittadini.
Individuazione corretta dei rischi, azioni ed attività volte ad una riduzione degli impatti fisici ed economici dei danni, soluzioni efficaci e sostenibili di trasferimento o condivisione della parte di rischio non diversamente gestibile, sono i nuovi traguardi da considerare nelle strategie di sviluppo.
Per questo siamo consapevoli che è indispensabile un nuovo approccio sinergico, cooperativo ed esteso a tutti: mondo della ricerca, organizzazioni professionali, componenti delle filiere che affiancano le imprese dal campo al mercato.

Digitalizzazione ed innovazione sono obiettivi strategici del sistema Asnacodi Italia, convinti delle opportunità offerte dall’efficiente utilizzo delle tecnologie nell’ottica di una gestione del rischio 4.0. Svilupperemo anche fondi mutualistici a dimensione coerente ed efficiente, sosteniamo l’utilizzo di tecnologie avanzate e digitali: strumenti tutti che rappresentano importanti e fondamentali opportunità ed ancor più lo saranno nel prossimo futuro.

Nelle loro attività Asnacodi Italia ed i Condifesa hanno assunto il ruolo e la responsabilità di affiancare le imprese nel percorso del miglioramento della competitività, diventando nel tempo un sistema di centri di competenze specialistici nella prevenzione e gestione dei rischi.

Nella Pac 2023 – 2027 le misure per la gestione del rischio conservano una importanza prioritaria, accentuata in Italia, dalla cospicua dotazione prevista dal Piano strategico: tre miliardi e 65 milioni per tutto il periodo, cui si aggiungono i 550 milioni della dotazione del Fondo Agricat e 45 milioni degli aiuti di Stato per zootecnia, strutture e polizze innovative.

L’obiettivo è ampliare la partecipazione degli agricoltori di tutti i territori per superare l’attuale concentrazione. Le assicurazioni agevolate e I fondi mutualistici restano il perno centrale su cui si basa il sistema, cui si affianca il nuovo fondo di mutualizzazione nazionale, AgriCat, cui concorrono anche gli agricoltori attraverso una trattenuta del 3% dei pagamenti diretti, proprio nell’ottica di avvicinare tutti alla cultura della gestione dei rischi aziendali.

E’ indispensabile realizzare il coordinamento e la sinergia degli interventi con un approccio olistico che comprenda il collegamento con le misure degli investimenti, l’Akis, quindi sistema della conoscenza e della informazione.
Una Pac più intelligente, moderna e sostenibile deve contemplare la ricerca, l’innovazione, la digitalizzazione, migliorando la diffusione e l’efficace utilizzo delle tecnologie, soprattutto delle tecnologie digitali, e l’accesso a conoscenze imparziali, solide, pertinenti e nuove e incoraggiandone l’utilizzo.
Asnacodi Italia investe molto su questi temi, sviluppando partnership anche per progetti europei, con centri di ricerca e con le Università per essere a fianco degli agricoltori nel modo più moderno, efficace, avanzato.

Ogni settore investe nella previsione e conoscenza dei probabili scenari critici futuri, cercando di valutare, preparare e programmare le diverse strategie da utilizzare. La consapevolezza del problema, e una buona pianificazione dei comportamenti per affrontarlo, consentono di evitare infatti una reazione confusa e poco lucida nella fase di emergenza. Il settore agricolo potrà affrontare questa sfida con una dotazione del capitolo di bilancio della gestione del rischio forte delle risorse necessarie per disegnare le proprie solide traiettorie di futuro.

(Andrea Berti, direttore di Asnacodi)