Guide escursionistiche, zoologi, forestali, guardiaparco, cacciatori, allevatori, ci hanno raccontato le loro esperienze con il lupo nostrano. Nel frattempo abbiamo rintracciato decine di documenti, pubblicazioni, libri, portali, studi, ecc. elaborati da tecnici, enti parco, appassionati, istituzioni. A quanto pare la situazione è davvero complicata, anche perché la ricolonizzazione della penisola da parte di un predatore di questa consistenza è un evento mai verificato prima.

Lupo (Foto di Steve Fehlberg da Pixabay)

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Jessica Peruzzo, vicentina, naturalista per curricula e per passione, tra il 2019 ed il 2022 ha indagato tutti i risvolti del ritorno del lupo sul Carega, sull’Altopiano di Asiago e sul Massiccio del Grappa (Il ritorno del lupo sulle montagne vicentine. Implicazioni sociali, turistiche ed economiche – Jessica Peruzzo – Libro – Autopubblicato – | IBS): conseguenze sociali ed economiche, aspettative, implicazioni, opinioni, considerazioni, paure, ecc., raccolti e analizzati alla luce della più qualificata letteratura scientifica.

Non v’è alcun dubbio che un punto nodale del problema è rappresentato dal conflitto tra i lupi e gli allevatori. Come ci ha spiegato chiaramente Giuseppe Mascherini, la presenza stabile del lupo, per questa categoria è davvero un problema. L’insieme delle azioni preventive e difensive comportano un pesante impegno gestionale: mantenimento della muta di cani da guardania, recinzioni, riduzione del pascolamento esterno, ricovero notturno delle greggi, maggiore impegno nella gestione delle stalle, ecc.

Queste complicazioni sono esasperate nella pratica dell’alpeggio in considerazione della sua stagionalità e quindi della precarietà delle infrastrutture, stalle e recinzioni. Nell’alpeggio estivo le greggi vengono trasferite dalle stalle permanenti di fondovalle, ai pascoli in quota, più freschi e umidi, quindi pascolabili anche nei mesi più caldi. La presenza di grandi carnivori quali orso e lupo in alcune regioni sta davvero mettendo in discussione questa pratica a causa delle perdite subite dai pastori. Perciò negli ultimi dieci anni sono stati attivati molteplici progetti e programmi, da parte delle Regioni e/o Provincie Autonome, sostenuti dall’Unione Europea, per contenere gli attacchi e mitigare i danni in alpeggio, ma la questione è lungi dall’essere risolta.

Il progetto Life WolfAlps

Il progetto europeo Life WolfAlps (Life Wolfalps EU – Migliorare la coesistenza fra lupo e attività umane), in particolare, ha coinvolto Veneto e Trentino. Tecnici, amministratori e allevatori sono stati convocati in tavoli di lavoro comuni per mettere a punto gli strumenti e le tecniche di prevenzione più efficaci e praticabili.
Nel corso di questi confronti è emerso anche che non bastano cani da guardania, recinzioni e ricoveri notturni, servono “nuovi pastori”, ovvero persone e personale disponibile a fare questo mestiere o comunque a dare un supporto nella gestione delle greggi.

Da qui è nata l’idea di farne una proposta “ecoturistica”, sostanzialmente funziona così: gli allevatori offrono vitto ed alloggio gratuito a volontari presso le strutture di alpeggio e gli enti pubblici (Regioni, Provincie Autonome, Comunità, Enti Parco) sostengono finanziariamente queste spese. E’ necessario spirito di adattamento perché le strutture disponibili nell’alpeggio non sempre sono dotate di confort paragonabili alle residenze turistiche, e poi si tratta di dare una mano per davvero: bisogna avere a che fare con cani, pecore, capre e vacche, stendere e raccogliere centinaia di metri di recinzioni, spietrare, sfalciare l’erba… e magari dare una mano in stalla, mungere e cagliare il formaggio… Tuttavia la maggior parte delle persone e dei ragazzi che provano, escono da questa esperienza entusiasti.

Alta Valle del Bidente (foto di N. Agostini tratta dal sito https://www.parcoforestecasentinesi.it/)

Su questo progetto, nato nelle Alpi, si è inserito anche il “nostro” Parco delle Foreste Casentinesi che per l’estate 2023 ripropone, ed è il terzo anno, “Pasturs”. L’Ente Parco ha sottoscritto un accordo con la cooperativa Eliante (Pasturs – Eliante) e con l’associazione Pasturs, lombarda, per costruire un progetto condiviso.
In questo modo, oltretutto, l’esperienza di volontariato in azienda agricola zootecnica può essere fatto anche in Regioni e realtà allevatoriali diverse. Scambiarsi esperienze per comprendere meglio il mondo pastorale, stringere amicizie e legami che vanno oltre il rapporto tra volontario e azien29da agricola, sono parte dei risultati che si ottengono da questi percorsi.

La Natura fa da sfondo al mondo pastorale più antico, quello vissuto in montagna. Questi progetti hanno un valore aggiunto a dimostrare che realtà diverse (pastorali e non) si possono parlare e comprendere e che forse queste esperienze possono essere esportate anche in altri contesti. Dal 2022 sotto il network Pasturs operano diversi progetti in Italia e all’estero, sull’arco alpino, accomunati dalla volontà di confrontarsi e rafforzarsi a vicenda.

Per partecipare è necessario compilare il modulo di iscrizione scaricabile nel portale del Parco e inoltrarlo entro l’1 maggio 2023. Il progetto si svolgerà in una delle aziende ubicate nell’area protetta, per un periodo da concordare, tra il 17 giugno e il 17 settembre 2023.

Tutte le informazioni sono rintracciabili alla pagina: Il progetto Pasturs | Parco Nazionale Foreste Casentinesi (parcoforestecasentinesi.it)

Per informazioni scrivere a: [email protected]

Per saperne di più

“Proteggi il tuo bestiame” è un’iniziativa di comunicazione e informazione promossa dal ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare (Mattm): www.protezionebestiame.it

La Regione Emilia Romagna mette a disposizione di tutte le Aziende zootecniche l’assistenza gratuita di un tecnico esperto per individuare i sistemi di difesa dagli attacchi da lupo più idonei alle specifiche modalità di allevamento: Difesa dagli attacchi da lupo — Agricoltura, caccia e pesca

Regione Emilia Romagna – Ispra, “Il lupo in Emilia-Romagna Strategie di convivenza e gestione dei conflitti”: Lupo — Agricoltura, caccia e pesca

Ispra – Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale – è l’ente pubblico nazionale di ricerca del ministro della Transizione ecologica (Mite): Qual è l’impatto del lupo sulle attività zootecniche in Italia?

“Life Wolfalps” è un progetto europeo di azioni coordinate per migliorare la coesistenza fra lupo e attività umane nelle alpi: Prevenzione degli attacchi da lupo: esempi dai territori di recente ricolonizzazione – Life Wolfalps EU

“Life Dinalp Bear” è un progetto europeo dedicato alla Gestione e conservazione dei grandi carnivori nelle Alpi: Manuale per l’accertamento dei danni da predazione causati dai carnivori

“Io non ho paura del lupo” è una associazione il cui obiettivo è assicurare la conservazione del lupo in Italia ed in Europa e la sua coesistenza con le attività dell’uomo: Mitigazione del Conflitto – Io non ho paura del lupo

“Difesattiva” è una associazione toscana che si occupa di “mediazione culturale” tra allevatori e lupi: DifesAttiva – Gestione – Sviluppo – Opportunità

“Pasturs” è una associazione bergamasca che ha lo scopo di migliorare la convivenza tra allevamento e grandi predatori (orso e lupo) con giovani volontari che aiutano nell’alpeggio e promuove l’utilizzo di misure di prevenzione: Descrizione del progetto Pasturs

La “Rete Italiana della Pastorizia – Appia” è una onlus costituita da allevatori, ricercatori professionisti ed operatori del settore zootecnico: Presentazione della Rete Appia: Rete pastorizia italiana

“Agridea” è una associazione svizzera che promuove lo sviluppo dell’agricoltura e dello spazio rurale: Recinti di protezione contro il lupo

“Noi siamo Agricoltura” è la più grande community agricola Italiana che coinvolge agricoltori e appassionati, il blog online registra più di 3 milioni di lettori: Come difendere il gregge dai lupi: i metodi per allontanarli

Regione Friuli Venezia Giulia, manuale “Prevenzione dei danni da predatori al patrimonio zootecnico”: Opuscolo prevenzione danni da lupo.

(Luca Bartolucci)