Bagnara di Romagna (Ra). “Una vita di racconti” (Protos Edizioni), un libro a colori, un libro suddiviso per colore a seconda del contenuto delle singole pagine: Nero, Giallo, Rosso, Azzurro, Verde, Rosa, Seppia, Arancione.

Da questi già si indovina il tipo di racconti che ogni colore racchiude. Parto dall’ultimo, ad esempio Arancione, comprende i racconti più allegri e umoristici di tutto il libro. E parlo solo di Arancione, perché vorrei lasciare in sospeso tutto il resto in quanto deve essere il lettore a scoprire ciò che gli interessa di più. In questo libro può scegliere quale colore leggere prima e quale per ultimo. Secondo me è stata una idea fantastica, nuova e accattivante. La scrittrice Nadia Giberti, sorella di Lia Giberti Sarti, anch’essa scrittrice di cui abbiamo già parlato è donna che sa il fatto suo. Ha già scritto 4 libri, e il quinto è questo “Una vita di Racconti”.

Nadia Giberti

Nadia come ti è venuta l’idea di pubblicare racconti, visto che tu fino ad ora avevi pubblicato romanzi?
E’ vero prima di questo, ho scritto tre romanzi, poi il terzo l’ ho rivisitato e reso al meglio. Ma i miei cassetti erano pieni di racconti scritti nel corso di anni precedenti, quasi tutti premiati in concorsi letterari degli ultimi vent’anni e rileggendoli, mi è venuta voglia di pubblicarli. Ho fatto un discreto lavoro in quanto la scelta di quelli che mi piacevano di più è stata ardua, poi pian piano sono riuscita per poi dividerli di nuovo a seconda del colore. Insomma preparare un libro per una Casa editrice non è così semplice come sembra.

Tra questi racconti c’è sempre un filo conduttore?
“No, sono alquanto slegati tra loro, comprendono storie di un periodo di tempo molto lungo, da metà del secolo scorso fino ai giorni nostri. Iniziando però da questi ultimi e andando a ritroso”.

Un libro scritto a rovescio!
In effetti si può anche ridere di questa cosa ma a me è piaciuto fare così. Poi il fatto di aver trovato subito una casa editrice disposta alla pubblicazione mi ha reso alquanto euforica e insieme a lei abbiamo deciso di dividerli per colore. Ora sono molto contenta di aver tra le mani il mio nuovo libro.

Nadia, torniamo indietro un attimo, quand’è che il tuo scrivere ogni tanto, è diventata vera passione?
Diciamo che ho scritto molto da ragazza, poi il matrimonio, il lavoro, un figlio non mi lasciavano tanto tempo libero. Ero impiegata alla Coop. Ceramica di Imola dove sono stata parecchi anni e quindi avevo un po’ abbandonato la scrittura. Poi quando mio marito acquistò un chiosco/ bar a Imola, io lasciai il mio impiego una decina d’anni prima di andare in pensione per aiutarlo in questo nuovo lavoro. Era una Baracchina con apertura solo estiva, per cui avendo 6 mesi all’anno di chiusura, io ricominciai a scrivere. Soprattutto a leggere moltissimo, classici e gialli, Stephen King ad esempio. Oppure Dostoevskij, Oscar Wilde. Le letture hanno avuto un peso non indifferente sulla mia ripresa della scrittura. Quindi il primo libro ebbe come argomento la Baracchina e chi la frequentava. E’ stato un discreto successo. Il secondo libro fu “Le Amiche”, un giallo a sfondo psicologico.

Fermiamoci un attimo su questo libro. Quanto c’è del tuo intimo sentire in questo libro?
Credo che in ciascun libro uno scrittore metta qualcosa di suo anche se involontariamente. Una cosa questo libro mette di sicuro in evidenza il perdono. Anche se oggi non si chiede più perdono, sembra una parola obsoleta. Oggi basta una ‘Scusa’ di volata e tutto finisce lì. Per me la parola Perdono ha un significato molto profondo invece. Il terzo libro “Nel canale” è piaciuto molto, la cui storia molto complessa, si svolge tutta lungo il Canale Emiliano. Non è un giallo che finisce con una morte, ma il ritmo e la suspence sono quelli. Però ho voluto rivisitarlo ed ora si chiama “Il ponte sull’abisso”.

Quindi sei soddisfatta di ciò che stai facendo.
Sì abbastanza, anche se mi piacerebbe scrivere di più, proprio perché mi piace. Se a fine giornata posso rileggere anche solo una paginetta scritta, da me, mi sento davvero realizzata.

Nadia non hai mai il terrore della pagina… bianca?
Ti confesso una cosa: non mi metto mai a scrivere se non ho già in mente una storia, un progetto già abbastanza delineati, quindi ancora non sono stata assalita da dubbi, incertezze e pagine bianche, per fortuna. La fatica più grande è quella di propagandare il libro, presentazioni a non finire. Oltretutto oggi con ciò che è successo con gli allagamenti non è proprio il momento. Le persone hanno altro a cui pensare.

Per tornare al più attuale “Una vita di racconti”, è tutto un parto della tua fantasia?
No assolutamente, ci sono racconti che rispecchiano l’amara realtà della guerra ad esempio, oppure di persone conosciute personalmente. Sai nel corso della mia vita ho cambiato 12 case, ho seguito corsi di ogni specie, di scrittura, di filosofia, di psicologia, e questi miei interessi e le mie esperienze mi servono e mi sono serviti, per raccontare, penetrare i personaggi e renderli empatici, sviscerarne la natura e il carattere. Insomma per me scrivere diventa un gioco curioso, di luci, di ombre, di verità e di bugie. Tutto ciò diventa un po’ difficile da spiegare in una intervista.

In realtà Nadia Giberti si è spiegata benissimo, mi ha trasmesso la curiosità di toccare con mano, la vita di una scrittrice, la sua voglia di lavorare su romanzi e racconti, anzi mi ha anche confidato di avere un romanzo nel cassetto ancora in embrione, ma col tempo dovrebbe diventare qualcosa di meraviglioso. Noi aspettiamo pazientemente. Prima o poi arriverà. Per ora io vado a leggere ‘Una vita di racconti” , iniziando dal colore Rosso in cui si parla della violenza sulle donne. Sono racconti purtroppo di grande attualità. Chissà forse narrazioni così potrebbero aiutarci a far in modo di riuscire debellare questo triste fenomeno, anche soltanto cercando di trasmettere ai nostri figli comportamenti più giusti del vivere civile e insegnando loro il Rispetto verso gli altri.

Bibliografia

La Baracchina (2018)
Le Amiche (2020)
Nel canale (2021)
Il ponte sull’abisso (2022) Ristampa

Una vita di racconti (2023) si trova presso la libreria Mondadori in centro a Imola, oppure a richiesta online, oppure presso qualsiasi libreria che ne farà richiesta.

(Lina Cremonini)