Siamo stati contattati sa un socio Cavim che voleva riflettere ad alta voce su alcuni momenti decisivi della vita della coop. Noi gli abbiamo rivolto alcune domande

Quando è cominciato il “problema” Cavim? I conti sembravano a posto poi in poco tempo è arrivata la tempesta.
Bella domanda. Diciamo che potrebbe rispondere chi fece l’inventario di cantina nel agosto 2021 , oppure  chi ha verificato i nostri bilanci ad agosto del 2022? Quello che posso dire  è che dopo pochi mesi, nel novembre 2021, un sindaco si dimise dopo appena un anno dalla sua nomina  (se non ricordo male era stato proposto dalla Coldiretti). Forse è il caso che chiedere anche a loro.

Quale a suo avviso il ruolo dei tradizionali soggetti agricoli del territorio in questa storia?
Se per territorio intende le organizzazioni agricole la risposta penso sia evidente anche senza interviste: non hanno fatto niente. A mio parere Cia, Confagricoltura e Terraviva  direi che sono troppe impegnate ad erogare servizi , ancora di più adesso vista la situazione post alluvionale. Tanti servizi, tanti compensi. Fare sindacato porta solo delle rogne. Per quanto riguarda Coldiretti, ricordo che la maggior parte dei soci Cavim sono suoi soci, mi aspettavo qualcosa in stile Coldiretti, invece hanno partorito un topolino, è venuta fuori la proposta da loro di un privato, di Imola, che già sulla piazza sapevamo non avere le possibilità di  essere una reale soluzione. Della serie, noi ci abbiamo provato! Mi sembra più che altro una operazione paravento. Ha navigato a vista , ma sulla graticola ci sono decine di suoi soci.
Su Confcooperative posso solo dire che se era per loro eravamo già in liquidazione coatta amministrativa, ovvero senza un becco di un quattrino per le nostre produzioni 2021 e 2022. Spero che non si arrivi a questo scenario,  ma se c’è una speranza è grazie agli sforzi del nuovo presidente per trovare soluzioni per la Cavim e soprattutto per i suoi soci.

Ha riscosso grande successo la proposta di Ermes.
Non conosco Ermes, ma intanto è una cooperativa. Penso sia venuto il momento di un incontro diretto fra noi soci e questa struttura, in una situazione in cui ci giochiamo il futuro non possiamo avere informazioni indirette e forse non complete. Girano troppe voci su questa coop, non tutte disinteressate, e questo mi fa pensare. E’ imbarazzante vedere ex consiglieri di Cavim fare campagna a favore delle cooperative del territorio quando sono stati artefici della disastrosa operazione con Latina, pensano che siamo tutti scemi? Ermes da quel poco che ho saputo forse potrebbe portare una ventata di novità nel territorio specie nelle modalità di pagamento. Forse per questo fa paura al sistema cooperativo locale? Visto che ci sono ti dico anche che è ora di mandare in pensione il meccanismo del conferimento delle nostre cooperative agricole, è un sistema vecchio, il mondo non è più quello di 50 anni fa.
Per quel che ne so i soci vedono di buon occhio più i Colli Romagnoli che Intesa. Quindi può essere che, multe o no, i soci prendano altre strade, non quella di Faenza. A tal proposito spero siano vere le voci che circolano che dicono di una probabile modifica dello Statuto che permetta ai soci di uscire da Cavim senza pagare pegno. Sarebbe giusto, mi sembra cha abbiamo già dato troppo.

(m.z.)