Si è tenuta a Faenza venerdì 14 luglio l’assemblea annuale dell’Ance Emilia-Romagna. L’Associazione dei costruttori edili ha deciso di svolgere l’incontro in forma pubblica in uno dei territori più colpiti dall’alluvione del maggio scorso,come segno di particolare vicinanza e attenzione alla ripartenza e ricostruzione dei territori colpiti dall’alluvione del maggio scorso.

L’Assemblea è stata anche l’occasione per fare il punto insieme alle Istituzioni e agli enti locali sul settore delle costruzioni in Emilia-Romagna e, in particolare, sulle prospettive ed esigenze determinate dalla recente calamità naturale. Oltre al sindaco di Faenza, Massimo Iola, e al sindaco di Fusignano, Nicola Pasi, consigliere provinciale di Ravenna delegato dal presidente De Pascale, hanno partecipato a una tavola rotonda il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e la presidente di Ance nazionale, Federica Brancaccio, insieme al presidente di Amce Emilia-Romagna, Maurizio Croci. 

Durante l’assemblea, Flavio Monosilio, direttore Affari economici e Centro studi Ance, ha illustrato gli scenari economici regionali del settore edile. Un focus particolare è stato dedicato ai dati regionali riguardanti il rischio idraulico e idrogeologico che deriva dai sempre più frequenti fenomeni meteorologici estremi.

100.000 euro per le comunità colpite

Ance ha reso noto di avere avviato nelle scorse settimane una raccolta fondi tra i propri aderenti che servirà a realizzare un intervento mirato a favore dei territori colpiti dall’alluvione. Fino ad oggi sono già stati raccolti circa 100.000 euro, provenienti non solo da imprese associate in Emilia-Romagna ma anche dalle associazioni territoriali Ance di altre zone d’Italia. “Con le donazioni raccolte vogliamo fare qualcosa per i più giovani – ha annunciato il presidente di Ance Emilia-Romagna, Maurizio Croci – La somma sarà quindi destinata a uno o più interventi che abbiano l’obiettivo di consentire la riapertura in normale sicurezza delle scuole a settembre. Crediamo sia doveroso da parte delle nostre imprese non solo essere al servizio dei nostri enti locali nelle opere di ricostruzione e messa in sicurezza del territorio ma anche impegnarsi direttamente per far ripartire le scuole con il loro fondamentale valore culturale e sociale per i giovani e l’intera comunità emiliano-romagnola”.

“Per la messa in sicurezza e la ricostruzione nelle aree colpite dall’alluvione, servirà il contributo di tutti – ha sottolineato il presidente della Regione Stefano Bonaccini -. Siamo pronti a collaborare insieme per realizzare presto interventi e infrastrutture che rendano quei territori più sicuri di prima, salvaguardando il tessuto produttivo, la sostenibilità ambientale e lavorando affinché siano assicurati i rimborsi al 100% a famiglie e imprese. Questo è il nostro assillo, ma è assolutamente necessario che si comprenda che per ripartire bisogna fare bene e in fretta”.

Serve una legislazione chiara e stabile

“In questi anni, con oltre 36.400 interventi, pari a 7,4 miliardi di euro, la nostra regione è stata la terza per numero e importo di lavori attivati con il Superbonus, la seconda per interventi nei condomini. Il depotenziamento di questa misura e degli altri bonus ordinari – ha sottolineato Croci – stanno già avendo un impatto negativo sui livelli produttivi del settore. In questo contesto, è essenziale creare le condizioni per una programmazione degli interventi attraverso una legislazione chiara e stabile nel tempo per la riqualificazione energetica e antisismica del patrimonio immobiliare, coerente con le priorità stabilite a livello europeo. È strategico definire da subito misure fiscali volte a promuovere interventi di riqualificazione per gli edifici più energivori e meno sicuri, con specifiche deroghe a favore delle famiglie con redditi medio-bassi e in situazione di povertà energetica”.

Rallentati i pagamenti della ricostruzione post sisma 2012

“Alla crisi di liquidità generata dal blocco delle cessioni dei crediti alle nostre imprese – ha aggiunto il presidente Croci nel suo intervento -, si somma un’altra difficoltà finanziaria, generata dai rallentamenti della macchina amministrativa relativamente ai pagamenti della Ricostruzione post sisma 2012. Il dialogo con la Regione su queste problematiche è sempre stato, e continua ad essere, costante. Purtroppo i tempi tecnici, sia sul versante della pubblica amministrazione, sia sul versante dei professionisti incaricati dalla committenza,non sono sempre compatibili con la drammatica mancanza di liquidità del nostro sistema produttivo. Chiediamo alla Regione di mantenere alta l’attenzione anche su questo fronte: le nostre imprese impegnate nella Ricostruzione attendono risposte che, siamo certi, arriveranno”.

Il prezzario regionale riferimento unico per la ricostruzione post alluvione

“La ricostruzione pubblica post alluvione deve avere come riferimento unico il Prezzario regionale – ha suggerito Croci -: negli ultimi anni, abbiamo costruito con la Regione un dialogo costruttivo che ha portato alla creazione di un Tavolo di concertazione permanente, che ha portato ad aggiornamenti semestrali dello stesso Prezzario, resi necessari dall’aumento delle materie prime e dei materiali, soprattutto negli ultimi due anni. Si deve evitare che vengano bandite gare con prezzi non aggiornati, onde evitare il rischio di gare deserte.

“Vorrei porre l’attenzione – ha concluso il presidente di Ance – sulla possibilità del tutto innovativa contenuta dal nuovo Codice degli Appalti, che consente alle Stazioni appaltanti di prevedere criteri premiali atti a favorire le imprese locali e a promuovere, qualora la peculiarità delle prestazioni contrattuali lo imponga, l’affidamento dell’appalto ad operatori economici aventi la propria sede operativa nell’ambito territoriale di riferimento. Riteniamo che il principio di prossimità, così come indicato nel nuovo Codice degli appalti, possa essere colto da chi definirà le regole della Ricostruzione, a garanzia di una gestione ottimale e in tempi congrui delle prestazioni appaltate”.