Venezia, 4 settembre 2023. È il giorno della presenza al Lido di alcune star americane, Woody Allen fuori concorso, anche leggermente fischiato sul red carpet, con contestatori subito patriotticamente allontanati e Sofia Coppola contornata dagli attori Jacob Elordi, molto ben accolto sul tappeto rosso! e Cailee Spaeny, in concorso.
Per la sezione Venezia 80, è il giorno anche del film “Aku wa sonzai shinai (Il male non esiste)” di Ryusuke Hamaguchi con Hitoshi Omika, Ryuji Kosaka, Ryo Nishikawa e Ayaka Shibutani, oltre al “Priscilla” della già citata Coppola.
Fuori Concorso, al “Coup de chance” di Allen con Valerie Lemercier e Lou de Laâge, si aggiungono “Making of di Cédric Kahn” con Jonathan Cohen, Stefan Crepon, Denis Podalydès e Souhelia Yacoub e “The Penitent – A Rational Man” di Luca Barbareschi.

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Il premio Oscar giapponese Hamaguchi con il suo “Drive my car”, questa volta presenta una sorta di Val di Susa nipponica innevata e dai torrenti gorgoglianti, che diventa protagonista dell’opera. In un villaggio in mezzo ad alberi e rocce, vivono Takumi e sua figlia Hana, modestamente e rispettando i ritmi della natura. Ma subentra l’avidità umana (quella cantata già nel 1970 da Joni Mitchell in “Big yellow taxi”: “Hanno asfaltato il paradiso, costruito un parcheggio …”). Un’azienda costruttrice di Tokyo vuole impiantare nel villaggio uno squallido glamping – campeggio di lusso, distruggendo il paradiso locale – il suo antico sistema idrico.. Gli abitanti del villaggio si opporranno strenuamente a questa impresa che compromette l’equilibrio naturalistico. C’è molta natura mescolata alla musica di Ishibashi Eiko in questo film. In realtà il regista spiega di essere inizialmente partito dalla volontà di fotografare la natura e solo dopo di avere inserito l’elemento umano, per rendere il film “appetibile”. I critici sottolineano che Hamagutchi chiede uno sforzo allo spettatore. Ma è ripagato da un gioco di specchi tra inizio e fine, con i rami degli alberi che nascondono più che rivelare.

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La storia dell’incontro, ad una festa in Germania dove il padre è di base, tra Priscilla Beaulieu ragazzina di 14 anni ed Elvis Presley già re del rock and roll, che lì stava svolgendo il servizio militare e la storia d’amore che ne è scaturita è il tema del film di Sofia Coppola, figlia di Francis Ford Coppola e già vincitrice del Leone d’oro a Venezia con “Somewhere”. Il film si basa sull’autobiografia di Priscilla Presley “Elvis and me”, scritta con Sandra Harmon e l’intenzione della narrazione è quella di seguire il suo punto di vista e la sua evoluzione da ragazzina a donna, plasmata prima dalla famiglia e poi ridotta in solitudine e mortificata, pur se invidiata da mezza America, dal ruolo che Elvis le ha assegnato, nella magione di Graceland. Un’evoluzione che si vede anche nel cambio di look, imposto da Elvis. Dovrà sopportare malumori, crisi ma anche momenti di adorazione da parte del re del rock. Sospesa tra romanzo di formazione, la scoperta di sé, secondo i critici il personaggio rimante un po’ in superficie, riflettendo e non approfondendo la sua immagine pubblica. Come notazione, la protagonista della storia, Priscilla Presley, è ststa presente alla proiezione.

Woody Allen torna al Lido di Venezia dopo diversi anni. Al suo cinquantesimo e, aveva detto, ultimo film, gioca a fare il cineasta europeo, come François Truffaut, o Ingmar Bergman o Federico Fellini e confeziona un romantic-thriller girato a Parigi e recitato in francese da attori madrelingua.

Credits Mostra del cinema di Venezia

Fanny (Lou de Laâge) e Jean (Melvil Poupaud) sembrano la coppia sposata ideale – sono entrambi affermati professionalmente, vivono in un splendito appartamento in un esclusivo quartiere di Parigi e sembrano innamorati tanto quanto lo erano quando si incontrarono per la prima volta. Ma quando Fanny si imbatte accidentalmente in Alain (Niels Schneider), un ex compagno di classe del liceo, scrittore bohemien, rimane sconvolta. Ben presto si rivedono e si avvicinano sempre di più  .. e questo scatenerà una serie di conseguenze, adulterio, inganno, omicidio, volute dalla fortuna o dal caso, che sottende le nostre vite. 

Secondo i critici, complici i chiaroscuri cromatici e i movimenti di macchina dell’“autore” della fotografia Vittorio Storaro (come in conferenza stampa ha voluto essere chiamato), in questa prova lo sguardo alleniano torna in tutta la sua padronanza del cinema e della visione della vita. Alterna bene racconto e colpi di scena, umorismo nerissimo e riflessione, unendo i toni della commedia con quelli del giallo, per un prodotto d’autore molto godibile. Sarà in sala dal 6 dicembre distribuito da Lucky Red.

(Caterina Grazioli)