Spett. direzione,
tutto è iniziato il 4 giugno con la pubblicazione sul Il Resto del Carlino di un’intervista rilasciata da Oliver Martini, socio del fratello Gianmaria, amministratore delegato di Unigrà spa, la grande azienda del settore della trasformazione alimentare di Conselice fondata dal padre.

Oliver Martini affermò: “È ora di farla finita di dare la colpa al cambiamento climatico, non bastano più le affermazioni che sembrano delle scusanti. Servono dei fatti concreti, che frange della politica che hanno governato anche in Emilia-Romagna ostacolano in ogni modo”.
Un’accusa tutt’altro che velata che presupponeva che con certezza Martini fosse in grado di attribuire delle responsabilità ben precise di quanto accaduto.
E infatti alla richiesta del giornalista Lorenzo Tazzari di specificare a chi si stava riferendo, Martini rincarò la dose. “Penso ai Verdi e agli ambientalisti e ai provvedimenti legislativi che hanno imposto al governo della Regione. La vita di un istrice non può essere messa sullo stesso piano di quella di una persona. Se animali come quello appena citato, le nutrie, le volpi e i tassi fanno tane di quattro metri negli argini, che così quando arriva la piena esplodono, vanno estirpati, abbattuti. Oggi, in Emilia Romagna, i fiumi sono delle bombe innescate”.

L’intervista continuava poi con alcune banalità con le quali il socio Unigrà, dall’alto delle sue non ben chiare competenze in materia, dispensava consigli “tecnici” sulla gestione idrologica del territorio. Il giornalista zelante si era ben guardato dal chiedere a Martini quali fossero esattamente i provvedimenti legislativi cui si riferiva e in base a quali conoscenze e quali studi ritenesse che le sue soluzioni fossero valide.

Per la verità Martini non era solo, perché in quei giorni stava prendendo piede una vera e propria caccia alle streghe verso Verdi e ambientalisti in generale, additati come responsabili della catastrofe. Pochi giorni prima, ad esempio, aveva preso a circolare su Whatsapp ed era diventato virale un audio di un autore ignoto che attribuiva responsabilità ai Verdi, i quali avrebbero tentato di imporre al Prefetto di Ravenna di non utilizzare la cassa di espansione di Savarna (che non esiste) e di far allagare il centro abitato. Ovviamente tutto falso!

Ma torniamo al nostro Martini.

Il 15 giugno è stata diramata la replica dei Verdi dell’Emilia-Romagna e della Provincia di Ravenna, con la quale si faceva notare che da sempre Verdi e ambientalisti, inascoltati, chiedono che vengano emanati norme e provvedimenti che dovrebbero impedire fenomeni come l’alluvione di maggio, riducendo il consumo di suolo e la cementificazione, creando casse di espansione e lasciando spazio ai fiumi, facendo manutenzione del territorio.

Nella stessa replica si faceva notare che anche l’Unigrà, non certo per colpa dei Verdi, sorge in una zona esondabile e che se i Verdi fossero stati così “potenti” e influenti, l’azienda della famiglia Martini non avrebbe avuto l’autorizzazione per costruire una centrale elettrica che con dei motori usati di navi brucia dell’olio di palma ricavato devastando delle foreste tropicali!

Si concludeva, infine, ricordando a Oliver Martini che con l’autorizzazione al prelievo dal sottosuolo di 2 milioni di metri cubi di acqua l’anno rilasciata all’Unigrà non certo dai Verdi, si contribuiva alla subsidenza, altro fattore che di sicuro non aiuta in caso di alluvione e durante la gestione idrologica del territorio.

Non risulta che il socio Unigrà abbia replicato.

Sono trascorsi ormai 3 mesi dal “battibecco”, ma, come si sa, Internet ha la capacità di recuperare notizie anche abbondantemente superate e di riproporle e così i Portavoce regionali dei Verdi, Paolo Galletti e Silvia Zamboni, hanno deciso di non lasciar correre le accuse specifiche, infamanti e qualunquiste di Oliver Martini e ricorrere a vie legali. Ognuno è responsabile di quello che dice ed è giusto che ne paghi le conseguenze. Anche legali.

I provvedimenti legislativi imposti dai Verdi, non si sa bene come, non avendo fatto parte per anni dell’Amministrazione regionale e non esprimendo nemmeno ora un Assessore in Giunta, malgrado facciano parte della coalizione di centrosinistra al Governo ella Regione, semplicemente non esistono, né i Verdi hanno mai chiesto di non monitorare gli argini, per verificare la presenza di tane e, quando presenti, intervenire. Anzi, semmai è vero il contrario, ossia che viene proprio dai Verdi la richiesta di fare manutenzione del territorio.

(Gianluca Baldrati)